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Venezia apre dal Nord: nuova porta d’acqua a Punta Sabbioni e sprint sulla Via del Mare

Venezia apre dal Nord: nuova porta d’acqua a Punta Sabbioni e sprint sulla Via del Mare
Jenny Saville Reverse, 2002-2003 Olio su tela, Collezione privata

Via ai lavori per il terminal acqueo di Punta Sabbioni, snodo chiave per milioni di turisti e pendolari. Intanto la Regione spinge sulla Via del Mare, la superstrada che promette di rivoluzionare i collegamenti tra litorale, Venezia ed entroterra

Venezia rafforza i suoi accessi sull’acqua e, allo stesso tempo, guarda all’entroterra.
Mentre dal 7 gennaio 2026 partiranno i lavori per il nuovo terminal acqueo di Punta Sabbioni, destinato a diventare la principale porta della Laguna Nord, la Regione Veneto prova ad accelerare sull’altra infrastruttura chiave dell’area: la Via del Mare.
Due opere diverse ma complementari, chiamate a ridisegnare i flussi di pendolari e turisti tra litorale, centro storico ed entroterra, in un quadrante che va da Jesolo a Treviso e Padova e che concentra alcuni dei numeri più alti del turismo italiano.

La “porta d’acqua” della Laguna Nord

Il sistema di “porte d’acqua” di Venezia richiede da tempo interventi di riconversione e adeguamento alle nuove necessità legate ai crescenti flussi di persone in movimento. Operazione, questa, che è stata avviata da Comune e Città Metropolitana attraverso il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile e che si compone di diversi tasselli. Per uno di questi, il nuovo terminal acqueo di Punta Sabbioni, parte ora la fase di concretizzazione. Le diverse istituzioni coinvolte nella sinergia, tra cui i Comuni di Venezia e Cavallino-Treporti, hanno infatti annunciato ufficialmente, nel pieno rispetto del cronoprogramma, l’avvio, dal 7 gennaio 2026, dei lavori per la realizzazione della struttura. Un’opera attesa da tempo, che consentirà anche la riqualificazione della porzione centrale di Punta Sabbioni.

Ma, soprattutto, un’opera strategica. Perché se concretamente si tratta “solo” un terminal per i mezzi acquei pubblici che consentono i collegamenti con il centro storico del capoluogo, l’intervento faciliterà gli spostamenti non solo ai pendolari. Ne beneficeranno infatti anche i tanti turisti che scelgono la zona come sede per le vacanze, non disdegnando logicamente, nel corso del soggiorno, l’opportunità di una visita a Venezia. E si parla di numeri tutt’altro che irrilevanti: Jesolo, con le sue presenze annue tra 5,3 e 5,5 milioni di turisti, è la seconda spiaggia più frequentata d’Italia dopo Rimini, mentre i campeggi tra Punta Sabbioni e Cavallino-Treporti sono la vera capitale italiana del turismo all’aria aperta, con oltre 60 mila villeggianti giornalieri nei picchi di alta stagione.

Le caratteristiche del nuovo terminal

Nel commentare l’avvio dei lavori, il sindaco metropolitano di Venezia, Luigi Brugnaro, l’ha definita “un’infrastruttura a valenza metropolitana, un hub di interscambio tra fascia litoranea, Venezia e le isole, a servizio di residenti, lavoratori, studenti, pendolari e visitatori, che migliorerà sicurezza, accessibilità e qualità dell’accoglienza”.
La rigenerazione del terminal di Punta Sabbioni prevede la demolizione degli edifici fatiscenti presenti nel piazzale, per lasciare spazio a un info point completamente rinnovato, servizi igienici pubblici, un museo virtuale del MoSe, l’ottimizzazione del piazzale e la creazione di nuovi parcheggi. Nei mesi scorsi, sono state intanto messe in sicurezza le rive, mentre i lavori in corso, a cura del Provveditorato alle Opere Pubbliche, mirano a garantire la stabilità delle sponde, consentendo le operazioni di costruzione del nuovo imbarcadero. Progettato da Avm/Actv in collaborazione con i Comuni di Venezia e Cavallino-Treporti, questo costerà quasi 10 milioni di euro e sarà dotato di biglietteria, sala d’attesa coperta, varchi prioritari e coperture per i passeggeri in attesa. “Dopo anni di lavoro, confronto e collaborazione – interviene il sindaco di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto – l’obiettivo è quello di restituire alla comunità l’affaccio sull’acqua in un ambiente rinnovato, funzionale e adeguato al ruolo di uno dei principali accessi alla Laguna di Venezia”.

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Venezia

Via del mare: la Regione punta ad avviare i lavori

I benefici del nuovo terminal inizieranno dunque a sentirsi fin dal suo completamento. E diventeranno probabilmente ancor più tangibili non appena verrà concluso positivamente l’iter relativo all’altra grande opera, in questo caso viaria, che interessa direttamente il collegamento tra waterfront ed entroterra nell’area: la “Via del Mare”. Con la superstrada a pedaggio, circa 18,6 km dal casello autostradale di Meolo sulla A4 alla rotatoria “Frova”, a Nord-Ovest dell’abitato di Jesolo Paese, si completerà infatti una sorta di “anello” di collegamento veloce su gomma che, dal litorale, si estende fino a Treviso e Padova. Dopo che, la scorsa estate, il Tar ha respinto il ricorso dei sindaci coinvolti territorialmente, a fare il punto della situazione è il nuovo assessore a Mobilità e Trasporti della Regione Veneto, Diego Ruzza: “L’avanzamento del progetto per la realizzazione della Via del Mare – spiega – è attualmente legato alle verifiche di ottemperanza che il Ministero deve effettuare sulle prescrizioni della Via (la Valutazione di Impatto Ambientale, ndr). Abbiamo già provveduto a trasmettere tutta la documentazione necessaria e siamo in attesa del riscontro ministeriale”.

Il tracciato della Via del Mare
Il tracciato della Via del Mare

“Per accelerare i tempi – conclude Ruzza – abbiamo inoltrato un sollecito nei primi giorni di dicembre, confidando in una rapida conclusione dell’iter burocratico per poter avviare quanto prima i cantieri di un’opera strategica per la mobilità e il turismo del nostro territorio”.

Alberto Minazzi

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