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Una pianta spegne la voglia di fumare: bastano 5 giorni

Una pianta spegne la voglia di fumare: bastano 5 giorni

Approvata dall’Aifa e rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, la citisina riduce astinenza e ricadute in pochi giorni

Smettere di fumare non è facile, ma è comunque possibile.
Un obiettivo al cui raggiungimento può contribuire anche l’assunzione di farmaci mirati.
Ed è la stessa natura a poterci aiutare in questo senso. Per esempio con la citisina, che ha dimostrato la capacità di contenere gli effetti dell’astinenza nel favorire la ricaduta nel vizio.
Perché il principio attivo, da tempo conosciuto in ambito fitoterapico, viene estratto da foglie e semi del giallo fiore a grappolo della leguminosa chiamata maggiociondolo. Già nel 2024 la citisina figurava nelle linee guida dell’Oms.
L’anno successivo era stata poi inserita nell’elenco delle molecole essenziali e ne era iniziato l’utilizzo in vari Paesi europei. Una possibilità che si concretizza ora anche in Italia, migliorando l’efficacia dei trattamenti disponibili e garantendo in tal modo anche una maggior equità nell’accesso alle cure.

La citisina, farmaco rimborsabile

Il medicinale a base di citisina, evoluzione industriale sviluppata da una casa farmaceutica polacca di un prodotto da farmacia, è entrato ora in commercio nel nostro Paese. A sottolineare la notizia sono stati i medici dei 110 centri anti-fumo italiani partecipanti a un convegno a Roma. Questo passaggio è stato reso possibile grazie al via libera all’adozione nel prontuario terapeutico da parte del Consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dello scorso 15 dicembre e la successiva pubblicazione del provvedimento in Gazzetta ufficiale.

colesterolo

Si tratta del primo farmaco di questo tipo ad aver ottenuto la rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Una scelta che si giustifica anche sulla base dei numeri relativi ai problemi legati al fumo nel nostro Paese, dove i fumatori sono circa 12,5 milioni. Ogni anno, in Italia, le morti evitabili dovute a disturbi correlati all’uso di tabacco sono circa 93 mila, con costi sanitari diretti e indiretti legati a perdite di produttività per oltre 26 miliardi di euro.

Bastano 5 giorni per smettere di fumare

La chiave biochimica della molecola della citisina è legata alla sua azione come parziale agonista dei recettori nicotinici dell’acetilcolina, bloccando cioè gli stessi siti cerebrali attivati dalla nicotina.
In questo modo, vengono attenuati i sintomi psicologici e fisici dell’astinenza, tra cui irritabilità, insonnia e ansia.
Inoltre, diminuisce sensibilmente il piacere associato al fumo.
In altri termini, si riescono a disinnescare i principali meccanismi che portano alle ricadute nelle fasi più difficili del distacco dalla sigaretta e in quelle acute dell’astinenza. La terapia avviene per via orale per un periodo di 25 giorni, nel corso dei quali le dosi di farmaco vengono progressivamente ridotte. E già entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento è prevista normalmente la cessazione completa del consumo di tabacco, pur essendo prevista la possibilità di ricorrere a un secondo ciclo per oltre la metà dei pazienti.

Un’opzione “di prima linea” che richiede accorgimenti

La citisina presenta alcune importanti caratteristiche, a partire da un elevato profilo di sicurezza, legato in particolare all’assenza di interazioni farmacologiche note, che la rende adatta anche per persone fragili affette da altre patologie croniche che richiedono trattamenti specifici. Ha anche un elevato rapporto costo/beneficio, visto che gli studi clinici hanno evidenziato effetti collaterali generalmente lievi e transitori, con una tollerabilità ottimale anche nel lungo periodo. Come ricordano gli specialisti dei centri antifumo, la dipendenza da nicotina non è però solo una questione di biochimica cerebrale. Per questo è fondamentale non applicare la terapia, definita “opzione terapeutica di prima linea” da Fabio Beatrice, direttore scientifico dell’Osservatorio per la riduzione del danno Mohre, con un uso “fai da te”. Serve una prescrizione medica e, tanto più nei casi di forti fumatori, il paziente va sostenuto da un centro antifumo specializzato, integrando l’uso del farmaco all’interno di un percorso per il trattamento multidisciplinare del disturbo da uso di tabacco.

Alberto Minazzi

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