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Una forte tempesta solare riporta eccezionali aurore boreali a NordEst

Una forte tempesta solare riporta eccezionali aurore boreali a NordEst
Aurora boreale 5 novembre 2023 (@Facebook Ermelinda Damiano)

Continua l’importante evento geomagnetico iniziato il 19 gennaio, che potrebbe causare anche problemi alle comunicazioni

Solo quando il fenomeno sarà definitivamente concluso si potrà dire se avrà superato in potenza, come avevano ipotizzato le prime stime, quello straordinario del 2003. Ovvero quella che fu battezzata “tempesta di Halloween”, classificata “G5”, ovvero il massimo grado della scala, che provocò l’oscurità su ampie zone della Svezia e danneggiò infrastrutture energetiche in Sudafrica. Come ogni previsione, anche quelle degli astronomi sulla forte tempesta geomagnetica iniziata alle 20.38 italiane di lunedì 19 gennaio 2026 sono del resto soggette a errori. E non a caso, dopo un inizio di declino, in maniera inattesa l’evento è tornato oggi a intensificarsi. Nel frattempo, però, gli appassionati europei, italiani compresi, hanno potuto godere dell’osservazione delle conseguenze naturali più spettacolari legate a questi fenomeni: le aurore boreali.

Il cielo del NordEst “dipinto” dalle aurore boreali

In Italia, eventi di questo tipo sono rari e gli esperti hanno definito quello verificatosi nelle ultime ore come uno dei più spettacolari tra quelli registrati negli ultimi anni. La forza della tempesta geomagnetica in corso, che nelle sue punte massime toccate finora ha raggiunto il livello “G4”, ha infatti determinato le condizioni per un’eccezionale aurora polare a basse latitudini. A essere interessate da questa aurora boreale sono state le regioni italiane del Nord, e del Nord-Est in particolare, dove il cielo si è colorato di una gamma di colori estremamente variegata, tra il porpora e il viola, con anche la comparsa di evidenti scie di colore verde, simili a quelli tipiche delle aurore che si verificano in questa stagione nelle parti più settentrionali d’Europa.

Tempesta solare: a che punto siamo

Gli ultimi bollettini emessi dal Centro di previsione meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa (acronimo traducibile in italiano come “Amministrazione nazionale per l’oceano e l’atmosfera”, nella mattinata di mercoledì 21 gennaio la tempesta solare di è attestata al livello “G3”. Questa risalita nella forza dell’evento è legata al verificarsi di quella che scientificamente viene chiamata espulsione di massa coronale. Il Sole, cioè, ha espulso materia sotto forma di plasma e questa, viaggiando a una velocità tra i 1.000 e i 1.400 km al secondo, ha raggiunto la Terra in appena 25 ore. Va ricordato che, oltre alle aurore a latitudini più basse, riuscendo a interrompere il campo magnetico terrestre le tempeste di livello G3 possono provocare anche problemi alle linee di trasmissione dell’energia elettrica e alle comunicazioni satellitari o brevi interruzioni dei sistemi di navigazione Gps e delle comunicazioni radio.

Nessun pericolo diretto per la salute

Queste tempeste geomagnetiche vengono normalmente precedute e accompagnate anche da un’accelerazione verso il nostro pianeta dell’enorme nube di particelle energetiche che compongono le radiazioni solari. Questo tipo di radiazioni sono potenzialmente in grado di creare seri problemi ad astronauti, veicoli spaziali o satelliti, ma anche a voli aerei che raggiungono altitudini molto elevate. Chi si trova sulla superficie terrestre, invece, può stare tranquillo, grazie alla protezione offerta dall’atmosfera e dal campo magnetico del nostro pianeta. Basta del resto ricordare, senza risalire troppo indietro nel tempo, che, a maggio 2024, la Terra fu colpita da una tempesta solare di livello G5, dando luogo anche in quell’occasione a spettacolari aurore boreali visibili anche dall’Italia, ma con un impatto gestibile anche a livello di comunicazioni.

Alberto Minazzi

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Tag:  aurora, sole, spazio