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Turismo: è l'Italia il Paese che tutti vogliono visitare nel 2026

Turismo: è l'Italia il Paese che tutti vogliono visitare nel 2026

Arrivi internazionali in crescita, spesa record dei viaggiatori, e nuovi modelli di vacanza ibridi tra lavoro e relax: l’Italia conferma il suo ruolo di leader globale nel settore turistico, trainando Pil e occupazione

L’Italia conferma il suo magnetismo turistico anche nel 2026.
A rilevarlo sono i dati presentati da Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo: il comparto è un traino per la crescita economica del nostro Paese dove ogni città, isola e angolo nascosto continua ad attirare visitatori da tutto il mondo.
Gli arrivi internazionali sono in crescita (solo quelli aeroportuali hanno registrato nel primo trimestre un aumento del 7,2%), la spesa dei viaggiatori batte record su record, e nuove forme di vacanza, tra smart working e turismo ibrido, dimostrano che l’Italia sa coniugare tradizione, bellezza e innovazione.

Tour operator confermano: presenze internazionali in aumento

Lo scorso anno i viaggiatori in arrivo dall’estero hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, secondo le stime, da qui ai prossimi dieci anni questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.
Tra gennaio e novembre 2025 le sole presenze internazionali sono state 255 milioni, le totali 456 milioni e trovano riscontro anche nel monitoraggio che l’Agenzia Nazionale del Turismo ha condotto presso i tour operator esteri. 8 su 10 infatti lo scorso anno hanno riconosciuto un incremento di vendite verso la destinazione Italia, 9 su 10 addirittura tra quelli oltreoceano. Un medesimo andamento è stato notato anche nel primo trimestre del 2026 con circa il 60% degli stessi operatori che riscontra una crescita delle prenotazioni verso le nostre mete. Le proiezioni del Ministero del Turismo sull’intero anno indicano più di 480 milioni di presenze complessive.

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Nel 2025 i nostri scali hanno accolto 230,1 milioni di passeggeri segnando +5% sul 2024, di cui 157 milioni internazionali: +7,6%. Di questi, quasi 103,7 milioni provengono da nazioni europee, in crescita del +6,1%.
Guardando ai primi mesi di quest’anno la stima è di 3,5 milioni di arrivi, la maggior parte dei quali proveniente da Regno Unito, Polonia, Germania, Spagna, Francia e Usa.

I numeri promettenti per l’occupazione e l’impatto sul Pil

Lo scorso anno il turismo ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione, con una crescita stimata che proseguirà anche nel 2026., arrivando a raggiungere il 15,7/% entro il 2035.
E’ stato anche evidenziato che l’Italia, rispetto al resto dei Paesi europei, offre statistiche migliori sia per il lavoro giovanile, sia per quello femminile.
Il turismo ha inciso sul Pil per ben 237,4 miliardi di euro e tra una decina d’anni l’incidenza supererà i 282 miliardi.

Italia al quarto posto nel mondo per reputazione

In occasione della Borsa Internazionale del Turismo si affronteranno anche quelli che sono i nuovi scenari del turismo.
Uno di questi è rappresentato dalla reputazione.
Da un’analisi dell’Anholt Nation Brands Index, emerge che esiste una correlazione superiore al 60% tra l’immagine di un Paese e i ricavi generati da commercio, turismo e investimenti diretti esteri: in questo quadro l’Italia si collocherebbe stabilmente tra le realtà più forti a livello globale.
Nel ranking 2025 è infatti quarta al mondo, con un punteggio complessivo in crescita e una presenza continua nella top 10 da 17 anni.

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Turismo flessibile in Italia: visti per digital nomad e modelli ibridi in crescita

Altri dati confermano come il turismo stia evolvendo verso modelli sempre più ibridi e flessibili. Secondo l’osservatorio di EY, nel 2026 il 44% dei viaggiatori prevede di combinare vacanza e lavoro, quota che sale all’81% tra i business traveler.
L’Italia si colloca tra Paesi più dinamici con il 49% degli intervistati interessato a queste formule, mentre la Gen Z emerge come la generazione più orientata a questi modelli, il 74%. Un cambiamento strutturale che è confermato dal contesto normativo, con oltre 50 Paesi che hanno introdotto visti per digital nomad, un nomade digitale che utilizza tecnologie internet per lavorare da remoto, spostandosi costantemente e lavorando da qualsiasi luogo senza una sede fissa: l’Italia l’ ha attivato il proprio nel 2024.

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