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Svolta a sinistra addio: lo strano trend che arriva dalla guida urbana

Svolta a sinistra addio: lo strano trend che arriva dalla guida urbana

Gli esperti affermano: questa modalità di uso degli incroci incide negativamente su sicurezza, tempo di percorrenza e perfino consumi (nonostante si riducano i percorsi)

“Non guido. Ho lasciato scadere la patente perché, quando guidavo, non sapevo girare a sinistra e andavo sempre a destra”.
Con la sua schiettezza disarmante la produttrice discografica e personaggio televisivo Mara Maionchi, a Che tempo che fa, con il suo “coming out” della strada, era riuscita a far sorridere un po’ tutti.
Ma ne è diventata un’inconsapevole portabandiera, dando voce a un disagio molto più diffuso di quanto si pensi.
La svolta a sinistra fa paura e nasconde un piccolo mondo di automobilisti che preferirebbero evitarla.
Attraversare il flusso della carreggiata opposta, valutare i tempi, trovare il varco giusto per alcuni è un gesto automatico, per altri rappresenta invece una forte fonte di stress. 
Tanto da improvvisare percorsi alternativi tutti a destra per arrivare a destinazione.
Proprio come ha raccontato di aver fatto per anni Mara Maionchi quando, mani sul volante, andava a prendere i figli a scuola.

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Mara Maionchi e Ornella Vanoni a Che tempo che fa

I molteplici svantaggi delle svolte a sinistra

Eppure, di fondo, il timore della Maionchi è da considerarsi tutt’altro che irrazionale.
Le statistiche e le ricerche scientifiche ci dicono che questa manovra è la più pericolosa da effettuare quando guidiamo.
Se circa il 40% del totale degli incidenti si verifica agli incroci, quasi il 61% di questi coinvolge una svolta a sinistra, per quanto si tratti della manovra generalmente meno frequente.
E si tratta di incidenti spesso più gravi, potendo coinvolgere anche i pedoni ed esponendo il fianco del veicolo all’impatto.
Gli scontri, dice uno studio, sono del 41% più frequenti sul lato sinistro.
Un altro studio della Penn State University evidenzia che svoltare a sinistra rallenta di molto il traffico, può bloccare il movimento di diverse corsie, crea congestione e code agli incroci.
A livello psicologico, svoltare a sinistra implica inoltre un enorme carico cognitivo, richiedendo una serie di operazioni mentali contemporanee che aumentano lo stress, potendo così tradursi anche in possibili errori di valutazione in una manovra più complicata. Infine, anche se apparentemente in modo paradossale, pur riducendo la strada da percorrere, aumenta i consumi di carburante.

Eliminare le svolte a sinistra? Sì, ma con giudizio

Per tutti questi motivi, alcune città statunitensi, tra cui San Francisco e Salt Lake City, hanno iniziato a limitare le svolte a sinistra. Anche big della logistica, come Ups, cercano di pianificare percorsi che permettano di evitare queste deviazioni. Secondo la Penn State, in tal modo, attraverso una maggior fluidità del traffico, si riescono a ridurre tempi di percorrenza e consumi fino al -15%.


L’eliminazione non deve però avvenire indiscriminatamente. L’incidenza negativa delle svolte a sinistra è maggiore nei centri città, in incroci molto trafficati e laddove esistono percorsi alternativi che comportano deviazioni non troppo lunghe, molto meno in zone poco trafficate. Per questo, è stato elaborato un modello per valutare in quali punti della rete urbana può convenire eliminarle.
A San Francisco, inoltre, il divieto è applicato solo nelle fasce orarie di punta nei punti critici. Lo studio suggerisce però una pianificazione che prenda in considerazione l’intera città. Aggiungendo che le frecce verdi “di scorrimento” rendono comunque gli incroci meno efficienti e le rotatorie sono una soluzione utile solo quando il traffico è scorrevole.

Un ragionamento sulle realtà italiane

Partendo dall’assunto che è più conveniente, non solo dal punto di vista della velocità e della fluidità del viaggio, fare un piccolo giro in più piuttosto che svoltare direttamente a sinistra, tra le nostre realtà un caso dove la soluzione dell’introduzione di divieti mirati potrebbe essere presa in considerazione è Milano, che del resto già prevede svolte indirette o vietate in punti critici.
Un’altra realtà, più piccola ma dalle caratteristiche ideali per l’adozione di divieti di svolta a sinistra anche per la disponibilità di spazi sufficienti, appare quella di Mestre. La sua rete stradale cittadina presenta numerosi punti in cui queste svolte creano colli di bottiglia negli orari di punta. Tra questi, la zona di Corso del Popolo, il nodo di Piazza Ferretto o gli accessi dalle tangenziali.
Utilizzando ChatGpt, abbiamo allora provato a quantificare le modifiche che deriverebbero sulla tratta da Marghera a Piazza Ferretto. Attualmente, ci dice l’Ai, il tempo medio per percorrere questi 4,5/5 km, con un numero di incroci rilevanti tra 6 e 9, va dai 10 ai 12 minuti quando il traffico è scorrevole e 15-25 nelle ore di punta.
Eliminando la svolta a sinistra nei 3 o 4 incroci più impattanti, il percorso si allungherebbe da 200 a 600 metri, ma si perderebbero tra i 2 e i 5 minuti in meno.

Alberto Minazzi

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Tag:  auto, traffico