In esame, alla Camera, il Ddl che vuole trattenere gli yacht in Italia e proteggere le acque lagunari
Il Bel Paese è anche il Paese del mare.
Ma la nautica spesso è “latitante” sulla carta.
Secondo i dati più recenti, le unità da diporto tra 10 e 24 metri superano le 43.500 in Italia, circa il 66% del totale.
Molte, negli anni, sono però scappate verso registri esteri per motivi burocratici o assicurativi.
Portando con sé una buona fetta di economia in termini di lavoro, servizi, manutenzione, cantieri e marine.
E’ per questo che la Camera sta valutando ora il Ddl “Valorizzazione della risorsa mare”, già approvato dal Senato, volto a riportare le barche italiane sotto bandiera nazionale.
Meno scartoffie, meno viaggi tra uffici diversi: registrare la propria imbarcazione in Italia potrebbe risultare molto più semplice e veloce, oltre che meno costoso.
Dal rilascio della patente fino alla gestione telematica dei documenti, tutto sarebbe integrato nel sistema digitale nazionale.
Acque lagunari, la nuova attenzione
Il testo non riguarda però solo il mare ma anche le acque lagunari e le aree portuali nazionali, con norme precise per la tutela dell’ambiente.
Non sono citate esplicitamente, ma città come Venezia, Chioggia o Grado, per esempio, potrebbero aver a che fare con nuove regole che alla mobilità legano la protezione di fondali, flora e fauna.
Tra queste, si prevede, cita il testo, “la prevenzione dei danni ambientali attraverso regolamenti sull’ancoraggio e l’uso responsabile delle unità da diporto“.
Per le città lagunari, potrebbe significare meno impatto ambientale, regole uniformi e porto sicuro per chi naviga, con il vantaggio di una gestione più chiara per chi lavora nei porti, nei cantieri e nei servizi turistici.
“Le disposizioni di circolazione, locazione e noleggio delle unità da diporto -cita ancora il testo- mirano a semplificare l’accesso ai servizi e garantire trasparenza nei rapporti tra proprietari, società di gestione e autorità marittime”.
Patenti digitali, istruzioni per il mare
Il ddl interviene anche su un dettaglio pratico ma fondamentale: le patenti nautiche.
Non cambia i requisiti base, ma punta a digitalizzare e semplificare la gestione dei titoli. Il testo recita:
“Il rilascio in formato card è progressivamente esteso anche alle patenti nautiche in formato cartaceo in corso di validità -si legge nel testo del Ddl in esame-. La patente nautica è inserita tra i documenti caricabili sul Sistema IT‑Wallet“.
In pratica, chi rinnova o ottiene una patente potrà avere tutto digitale, riducendo code e burocrazia, e potrà presentare il documento online come qualsiasi altra carta d’identità digitale.
Per chi naviga, significa che i controlli saranno più rapidi, le procedure più semplici e il tempo passato tra uffici e sportelli molto più breve.



