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Spiagge: verso un’estate sempre più senza fumo

Spiagge: verso un’estate sempre più senza fumo

Pesaro ha già pubblicato la nuova ordinanza, Jesolo ha annunciato l’estensione del divieto. Intanto, il Tar della Campania è intervenuto a tutela delle spiagge libere

Mancano ancora 15 giorni alla primavera, ma la voglia di estate è già tanta.
Non è allora un caso se, da tutta Italia, nelle ultime ore sono arrivate diverse piccole o grandi notizie che stanno già disegnando le prossime vacanze di chi punterà sul classicissimo mare. E se, al Lido di Venezia, la più grande concessionaria dell’isola , Venezia Spiagge, ha inviato le mail ai vecchi clienti per sondare la volontà di rinnovare l’abbonamento stagionale a capanne e camerini, il Tar della Campania ha pubblicato una sentenza che precisa i limiti per contingentare l’accesso al mare.
Il trend del mare 2026 sembra però sempre più quello di puntare su spiagge libere dal fumo.

Jesolo allarga alla spiaggia lo stop alle sigarette

Jesolo già dallo scorso anno ha introdotto lo stop al fumo lungo la battigia.
Adesso, pur in attesa del nero su bianco nella prossima ordinanza balneare, il sindaco Cristofer De Zotti ha già annunciato nel corso della riunione del Network G20Spiagge tenutasi a Cavallino-Treporti, l’intenzione di allargare la zona sottoposta al divieto. “Quello dell’estate scorsa – ha reso noto – è stato un primo passo, cui quest’anno ne seguirà un ulteriore con l’estensione del divieto lungo l’intero arenile e la predisposizione delle aree fumatori all’interno degli stabilimenti balneari”. “Si tratta – ha proseguito De Zotti – di un atto concreto per ridurre l’abbandono di mozziconi in spiaggia, un gesto di rispetto verso l’ecosistema marino e costiero che contribuisce a preservare la qualità delle acque e della sabbia”.

Jesolo consolida il suo riconoscimento di “Comune Plastic Free”

La tutela dell’ambiente, fa notare il sindaco di Jesolo, è infatti strettamente legata anche alla salvaguardia della salute pubblica: “Spiagge più pulite significano minori rischi di inquinamento, maggiore sicurezza per residenti e turisti e un benessere diffuso che valorizza il territorio. Promuovere comportamenti responsabili e sostenibili è fondamentale per proteggere il patrimonio naturale e garantire alle future generazioni un litorale sano, vivibile e accogliente”. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato nella cittadina veneziana, anche nel 2026 tra i 141 “Comuni Plastic Free” che saranno premiati il 14 marzo, nella cerimonia al Teatro Olimpico di Roma. “A Jesolo – ha concluso il primo cittadino jesolano – l’attenzione alla tutela dell’ambiente costiero è altissima e, come dimostra questo riconoscimento ottenuto negli ultimi anni con un miglioramento della valutazione da parte dell’associazione, gli interventi messi in campo ogni anno stanno dando i loro frutti”.

A Pesaro, un divieto lungo tutto l’anno

Un altro esempio virtuoso sul fronte della battaglia alle sigarette in spiaggia arriva dalle Marche. A Pesaro, il divieto di fumo su tutte le spiagge comunali nei primi 5 metri dalla battigia e nelle acque fino a 200 metri dalla riva è in vigore addirittura dal 2019. La relativa ordinanza, come ha annunciato il locale assessore comunale all’Ambiente, Maria Rosa Conti, è stata adesso modificata. “Dal 1° aprile, Pesaro dice stop al fumo in spiaggia anche sotto l’ombrellone”, ha spiegato Conti nell’incontro con i bagnini. Nello specifico, non si potrà fumare nemmeno sulle passerelle o nelle spiagge libere, con la sola esclusione dal divieto delle aree bar e dalle specifiche aree fumatori, opportunamente segnalate e attrezzate, che potranno essere individuate dai concessionari. L’osservanza del divieto, che il comunicato ufficiale del Comune di Pesaro spiega sarà attivo “tutto l’anno”, sarà garantita dai controlli di Polizia Locale e Capitaneria di Porto, anche se la fase di transizione sarà accompagnata attraverso la posa di cartelloni informativi.

Le ragioni del “no” alle sigarette in spiaggia

Al di là del fastidio che si può provocare a bambini o non fumatori presenti, il vero problema delle sigarette in spiaggia si lega ai rifiuti troppo spesso abbandonati da chi fuma. I mozziconi di sigarette sono infatti il rifiuto più frequente sulle spiagge italiane. Solo nell’ultimo anno, in Veneto, i volontari di Plastic Free hanno organizzato ben 14 raccolte specifiche, rimuovendo più di 3 milioni di filtri, pari a quasi 916 kg. Un’indagine condotta da Legambiente nel 2021, inoltre, aveva evidenziato come il 30% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane era composto da mozziconi. Ne basta uno solo, oltretutto, per contaminare fino a 50 litri d’acqua, rilasciando oltre 4 mila sostanze chimiche nocive. E non va dimenticato che l’acetato di cellulosa di cui è composto il filtro può impiegare oltre 10 anni per decomporsi completamente nell’ambiente marino, producendo però in tal modo microplastiche che, ingerite dalla fauna marina, entrano anche nella catena alimentare.

Il Tar “libera” le spiagge

Se, al di là delle considerazioni ambientali, il divieto di fumo limita in parte la libertà dei turisti balneari, una notizia positiva per chi vuole godersi il mare almeno senza dover necessariamente pagare è intanto arrivata dalla Campania. La sezione VII del locale Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti annullato, con una sentenza pubblicata a febbraio, le misure di contingentamento degli ingressi imposte su una spiaggia. L’accoglimento del ricorso si basa sul fatto che è la stessa Costituzione a riconoscere e tutelare come bene comune il diritto di accesso al mare, non sacrificabile a esigenze organizzative o commerciali dei privati. La possibilità di limitarlo è dunque concessa solo per motivi concreti di sicurezza e incolumità pubblica. Prenotazioni online obbligatorie, ingressi limitati giornalieri e capienze settimanali, inoltre, possono essere considerate legittime solo se basate su criteri proporzionati e adeguatamente motivati, essendo al contrario illegittimo il metodo di calcolo della capienza massima basato sulle distanze tra ombrelloni degli stabilimenti balneari.

Alberto Minazzi

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