Atto di indirizzo del Ministero e riforma degli istituti tecnici disegnano un nuovo quadro formativo che punta anche sulle nuove tecnologie per migliorare le competenze
La scuola italiana si prepara a voltar pagina.
Il nuovo piano del Ministero dell’Istruzione e del Merito per il 2026/27 punta a un sistema educativo in gradi di “offrire soluzioni per tutte le esigenze formative, articolato attorno allo studente e rispondente, in modo attivo e virtuoso, ai cambiamenti della società e del mondo del lavoro”.
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’istruzione in un vero motore di crescita per il Paese.
È la strada tracciata anche dal nuovo decreto sugli istituti tecnici, che ridefinisce il loro assetto per affrontare le sfide del futuro.
La riforma della scuola nell’atto di indirizzo del Mim
Uno dei capisaldi generali cui guarda il nuovo atto di indirizzo è la massima personalizzazione di didattica e apprendimento. In tale prospettiva, il Ministero punta molto sull’integrazione di nuove tecnologie e in particolare sull’intelligenza artificiale, il cui impiego “etico” passa anche attraverso la tutela della privacy e il supporto del lavoro dei docenti.

La valorizzazione del personale scolastico passerà anche attraverso incrementi di stipendio (mediamente 416 euro mensili per i docenti e 303 per il personale Ata), nuove forme di welfare come una polizza sanitaria integrativa attiva dal 2026 per più di 1,2 milioni di lavoratori e la prosecuzione del piano di assunzioni, legato al Pnrr, per ridurre strutturalmente il precariato, puntando alla stabilizzazione della posizione di 70 mila dipendenti. Gli investimenti riguarderanno anche l’edilizia scolastica, con 12 miliardi per la riqualificazione di un quarto delle strutture, mentre l’iniziativa “Agenda Sud” punterà a dotare gli istituti del Meridione di mense e palestre. Quanto al contrasto al fenomeno dell’abbandono scolastico, si punta sul ruolo dei “docenti tutor” all’interno del sistema di orientamento.
Le novità in arrivo per gli studenti
Tra le questioni più delicate sempre più al centro dell’attenzione negli ultimi anni c’è anche la lotta agli episodi di violenza e bullismo. La strategia, in tal senso, punta sul nuovo Statuto degli studenti, sulla riforma del voto di comportamento e sulla promozione della cultura del rispetto attraverso la previsione dello svolgimento di attività di cittadinanza solidale per gli autori di condotte meritevoli di biasimo. Punta poi a essere molto più che un cambiamento formale il ritorno alla dicitura “esame di maturità”, visto che l’idea è quella di superare una semplice valutazione nozionistica, trasformandolo in un momento di sintesi del percorso critico e civile dei ragazzi.

Si punterà infine su un sempre maggior consolidamento tra istruzione e mondo produttivo, in particolare con l’adozione del modello “4+2” per collegare istituti tecnici e ITS Academy e la nascita del nuovo liceo del Made in Italy. In questo ambito, a tutela degli studenti, è prevista anche l’introduzione di un pacchetto di più rigide norme sulla sicurezza nei percorsi di formazione scuola-lavoro, come il divieto di svolgimento di mansioni ad alto rischio.
Il nuovo ordinamento degli istituti tecnici
Queste ultime tematiche sono approfondite all’interno della revisione dell’ordinamento e dell’aggiornamento dei curricula degli istituti tecnici, riforma rientrante all’interno del Pnrr. Le novità scatteranno concretamente, dopo l’emanazione delle linee guida operative da parte del Ministero attese per i prossimi mesi, per le classi prime dell’anno scolastico 2026/27, con una successiva progressiva implementazione nei 5 anni di corso fino all’entrata a regime. Il decreto ministeriale in materia ha confermato la suddivisione degli istituti tecnici in 2 grandi settori, con articolazioni di specializzazione nel triennio. Il primo settore è quello “Economico”, a sua volta strutturato sulla base di 2 indirizzi: “amministrazione, finanza e marketing” e “turismo, beni culturali e ambientali”. Il secondo è il settore “Tecnologico-Ambientale”, con una gamma di indirizzi molto ampia: dalla meccanica all’elettronica, dall’informatica a grafica e chimica. Il rafforzamento delle competenze scientifiche e tecniche, lo sviluppo della didattica per competenze, puntando in particolare sui laboratori, l’apprendimento interdisciplinare, il rafforzamento della dimensione internazionale e l’intensificazione del rapporto di collaborazione con il sistema produttivo e il territorio (imprese, università e centri di ricerca) vengono in tal modo ad assumere un ruolo sempre più centrale.

Più competenze attraverso una maggiore specializzazione
Ferma restando la garanzia del raggiungimento dei risultati di apprendimento previsti per ciascun indirizzo, l’organizzazione del curriculum disegnata dalla riforma si basa su 3 componenti principali.
C’è, innanzitutto, un’area di istruzione generale nazionale, comprendente le discipline di base comuni a tutti gli indirizzi (italiano, inglese, matematica, storia e geografia, diritto ed economia, scienze motorie, religione), attraverso la quale garantire lo sviluppo delle competenze culturali e trasversali. La seconda è un’area di indirizzo flessibile, in cui sono raccolte le discipline tecnico-professionali specifiche di ciascun indirizzo. Infine, una parte delle ore viene lasciata all’autonomia progettuale delle singole istituzioni scolastiche per rafforzare alcune discipline, sviluppare progetti collegati al territorio o introdurre attività laboratoriali o interdisciplinari. Sulla base dei quadri orari allegati al decreto, nel triennio finale viene accentuato progressivamente il peso delle discipline professionalizzanti, proprio per consentire la massima specializzazione, sempre nella prospettiva di massimizzare la continuità tra scuola secondaria da un lato e ITS Academy e lauree specializzanti dall’altro. E, oltre alla possibilità concessa alle scuole di condividere risorse e realizzare attività formative innovative con le imprese e gli enti di formazione terziaria, per gli stessi docenti sono previste attività di aggiornamento e periodi di osservazione in azienda.
Alberto Minazzi



