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Sanremo 2026: ecco di cosa ci parleranno le canzoni in gara

Sanremo 2026: ecco di cosa ci parleranno le canzoni in gara

Trenta Big pronti a portare sul palco storie, emozioni e brani inediti: dal primo giorno fino all’ultima serata, il Festival promette curiosità e colpi di scena

Il conto alla rovescia per gli amanti della musica italiana è iniziato.
Martedì 24 febbraio si alzerà il sipario sulla 76a edizione del Festival di Sanremo, in programma fino a sabato 28 febbraio con la conduzione e la direzione artistica di Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini.
Tra ritorni e debutti, i trenta Big in gara proporranno i loro brani inediti lanciando ciascuno un proprio messaggio.
Ogni tema è declinato a suo modo.
Così l’amore, come sempre grande protagonista è per lo più un amore adulto, imperfetto, a volte doloroso. Che che fa battere il cuore, ma allo stesso tempo lo spezza.
La canzone di Chiello “Ti penso sempre”, per esempio parla di “fottuto letto” e schiaffi emotivi; per Luchè in “Labirinto” come dice il titolo stesso, è un labirinto da cui non si esce, mentre Michele Bravi in “Prima o poi” racconta la dipendenza affettiva con autoironia: “Pensa tu che scemo/E in fondo ancora ci spero” e Serena Brancale mette al centro di “Qui con me” l’amore per una madre che non c’è più.

Il conduttore Carlo Conti sul palco dell’Ariston nel 2025

Ossessioni, ansie e ferite del presente

Sembra esserci un lato crudo nelle edizioni di Sanremo 2026: se molte affrontano i temi dell’ossessione, della malinconia urbana, dell’ansia e della precarietà, non manca un richiamo anche alla più tragica attualità.
A portarlo sul palco è Ermal Meta con “Stella stellina” (“Stella stellina /La Notte si avvicina/Non basta una preghiera/ Per non pensarci più/Dalla collina si attende primavera /Ma non c’è quel che c’era /Non ci sei più tu”), un brano intenso che trasforma la filastrocca dell’infanzia in un canto funebre per una bambina uccisa nella Striscia di Gaza.
Sayf invece, alla sua prima partecipazione alla kermesse canora con “Tu mi piaci tanto” fa riferimento alle alluvioni, mentre
J-Ax, che partecipa a Sanremo per la seconda volta, in “Italia Starter Pack” riscostruisce un ritratto ironico e amaro del Paese: “Qui per campare serve un po’ di culo sempre/E’ vietato ma fa niente, ti passo la canna del gas/E ci dicono tutti che siamo disonesti, furbetti, tutti dei gran figli di mammà”.

Noemi e Ermal Meta
@ Roberto Panucci b

Nayt, anche lui al debutto in gara, con “Prima che” si sofferma sulla pressione dell’identità sociale, sui social “Prima che tu faccia un post/prima che controlli i like/ Prima che tu dia potere agli altri su quello che fai”.
Molti artisti parlano apertamente di ansia. Uno di loro è Fulminacci. Le parole di “Stupida sfortuna” dicono: “”Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada /Continuo a perdere le chiavi di casa/ma pensa un po’/vado di corsa e resto indietro”. In altri testi a farla da padrone sono le dipendenze emotive come in quello di Samurai Jay nella sua “Ossessione” che dice: “Come un’ossessione stanotte ritorni qui al centro delle mie fantasie/Non è amore è una malattia questo maledetto feeling questo maledetto feeling”.

Tra notti inquiete e fragilità quotidiane

Sanremo sarà anche un viaggio intimo che canta ciò che ci agita dentro.
Ci sono la malinconia urbana e l’intimità domestica cantate da Tredici Pietro in “Uomo che cade” con i “palazzi che non riposano mai” e Tommaso Paradiso in “I Romantici” che accende la tivù con “il volume a cannone” per non pensare. E ancora Raf in “Ora e per sempre” affronta il tema del lutto e della memoria: “Ci sarai anche se mai più ti rivedrò/Sei nell’anima e li ti cercherò quando mi mancherai/Ora e per sempre sarai”.
Nei testi dei trenta brani dell’edizione 2026 di Sanremo pubblicati da Tv Sorrisi e Canzoni il termine “male” ricorre nelle canzoni che le contendono di Chiello, Fedez & Masini “male necessario”, Samurai Jay “maledetto feeling” e Leo Gassmann “ci siamo fatti così male”, mentre Fulminacci ripete come un mantra “paura”. Anche la parola notte è ampiamente usata da Arisa in “Magica Favola” a Malika Ayane in “Animali notturni”, da Tommaso Paradiso ne “I Romantici” a serena Brancale in “Qui con me”.

Fedez e Marco Masini

Qualche curiosità su Sanremo 2026

Il Festival, che si svolge al Teatro Ariston di Sanremo, sarà come sempre trasmesso in diretta da Rai1, Radio2 e RayPlay.
I 30 artisti in gara con le loro canzoni inedite nella quarta serata si esibiranno nelle consuete cover.
Per le “Nuove proposte” è prevista la gara tra quattro artisti.
Con la 76a edizione, dal 1951 a oggi, le canzoni della storia del Festival superano quota 2.200; 2.828 sono i protagonisti della manifestazione tra cantanti autori, conduttori e figure chiave nella realizzazione dell’evento e trenta Big.
 Veterani della kermesse sono Patty Pravo e Francesco Renga, entrambi alla loro undicesima presenza in gara.

Pravo ha debuttato nel 1970 con “La spada nel cuore”, brano presentato in doppia esecuzione con Little Tony.
Renga ha fatto la sua prima apparizione sul palco dell’Ariston nel 1991 come cantante dei Timoria. Assieme a Ermal Meta, Marco Masini e Arisa ha già vinto una volta il Festival. Solo Patty Pravo, se vincesse supererebbe il record del vincitore più anziano detenuto da Roberto Vecchioni che nel 2011 aveva 68 anni. Quest’anno le Bambole di Pezza sono il primo gruppo vocale e strumentale femminile in assoluto a partecipare al Festival nella sezione principale. Un’altra curiosità è che il nome d’arte Eddie Brock, pseudonimo di Edoardo Iaschi, si ispira all’alter ego di Venom, un cattivissimo personaggio dell’universo Marvel.

Silvia Bolognini

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