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Salone Nautico di Venezia: dall’Arsenale alla nuova rotta della nautica mondiale

Salone Nautico di Venezia: dall’Arsenale alla nuova rotta della nautica mondiale

Da mercoledì 27 a domenica 31 maggio 2026, Venezia si prepara ad accogliere la settima edizione del Salone Nautico. E a raccontarsi attraverso l’innovazione e la tradizione della nautica internazionale

Dove una volta si preparavano le flotte della Repubblica, ora si costruisce la nautica del futuro. All’Arsenale  di Venezia già si sta lavorando per la settima edizione del Salone Nautico: centinaia di espositori e di imbarcazioni distribuite su un bacino acqueo di oltre 55 mila metri quadrati, con pontili e spazi espositivi, laboratori e conferenze che parlano di barche, di cantieri, di tecnologia e sostenibilità.
Ovvero dell’ identità di una città che esiste perché naviga.
Ma anche di una città che, com’è nella sua storia, ha sempre guardato oltre i confini, trasformando una vetrina internazionale in qualcosa che, ha sottolineato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro durante la presentazione dell’edizione 2026, in “un fatto politico”.

Dal legno alla fibra di carbonio: nautica, tecnologia e opportunità per le nuove generazioni

“Il Salone non è soltanto un evento espositivo, ma un progetto strategico per Venezia e per l’intero comparto – ha sottolineato Brugnaro nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta oggi a Ca’ Farsetti -.Qui la nautica è un settore economico, è storia, cultura, lavoro, formazione. È il nostro destino”.

Al centro, il sindaco Luigi Brugnaro tra il direttore generale di Vela spa Fabrizio D’Oria (a sx) e il direttore commerciale del Salone Nautico Venezia Alberto Bozzo

Ma in un’epoca in cui la competizione diventa competizione tra sistemi urbani integrati, “serve una dimensione più ampia – ha proseguito il sindaco -, capace di superare i due milioni di abitanti mettendo insieme Venezia, Padova e Treviso in un unico sistema forte e competitivo”.
E la competizione non può fare a meno dell’innovazione, della tecnologia, dell’attenzione alla tutela ambientale. Ma nemmeno della tradizione.
Come in un racconto che tiene insieme il legno delle galere e la fibra di carbonio, il lavoro degli arsenalotti e l’ingegneria contemporanea in un luogo, l’Arsenale, che diventa un laboratorio nel quale si sperimentano nuove rotte tecnologiche e si costruiscono opportunità per i giovani, per le aziende e per il futuro della nautica.

salone nautico

“Il Salone di Venezia è l’unico salone del mediterraneo orientale ed è un capitale che non va disperso”, ha concluso il sindaco anticipando che opportuni stanziamenti garantiranno la realizzazione anche delle prossime due edizioni.

Il Salone nel concreto

Tra le stesse mura di mattoni rossi, tra le torri, le tese e le darsene di questo luogo antico, dal 27 al 31 maggio si troveranno yacht elettrici, prototipi ibridi e design futuristici. Accanto alla cantieristica tradizionale veneziana si potranno vedere le prime mondiali e le novità di settore.
Complessivamente, saranno 300 le imbarcazioni, di cui 240 in acqua, e 270 gli espositori.
Tanti i progetti di ricerca, gli appuntamenti tematici e le regate sportive.
Tra i debutti mondiali, si segnalano il Say Carbon 32, il Greenline 42 e il catamarano Calita di Biondi Yacht. La vela internazionale porta in acqua i grandi nomi: Jeanneau, Fountaine Pajot, Lagoon, Grand Soleil e Beneteau.

I luoghi della sostenibilità

Il pontile P2 ospiterà imbarcazioni elettriche come Frauscher x Porsche 790 Spectre, Sun Kiss, CyberCat per la raccolta rifiuti, e progetti come il Seabin Project per catturare microplastiche.
Gli sport acquatici, dai fliteboard agli hydrofoil elettrici, completano un percorso dove divertimento e sostenibilità si incontrano.

salone nautico

E poi c’è il Wood Village, dove tra legni pregiati, calafataggi tradizionali e restauri filologici, l’artigianato diventa un ponte tra la storia lagunare e la nautica del futuro.
Infine, ma non ultime, alcune unità navali più moderne della Marina Militare.

“Sostenere iniziative legate alla marittimità e allo sviluppo socio‑economico del territorio è in linea con la vocazione dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, che ha recentemente siglato con Cà Foscari, Iuav e Cnr l’accordo accademico‑scientifico Polo del Mare – ha detto il Capitano di Vascello Carlo Marchi, Capo Ufficio Valorizzazione Arsenale della Marina Militare-. L’ospitalità al Salone rientra inoltre nella volontà della Marina di garantire regolari aperture al pubblico della parte di antico Arsenale a lei affidata, condividendo e valorizzando l’enorme patrimonio storico culturale ricevuto in custodia”.

arsenale

Tra quelle antiche mura

Un tempo cuore produttivo della Serenissima, oggi l’Arsenale di Venezia non è solo una location ma un simbolo.
“E’ un luogo straordinario che, grazie a un lavoro organizzativo complesso e a investimenti mirati, viene restituito alla città e alla comunità internazionale come polo produttivo, culturale ed economico”, ha rilevato il direttore generale di Vela spa Fabrizio D’Oria .
E questo polo, ha continuato Alberto Galassi, Ceo del Gruppo Ferretti, “ha un tesoro: questo Salone che appartiene ormai all’Italia, è un patrimonio nazionale. In questo periodo, con la cancellazione dell’evento di Dubai, Venezia sarà la vera cartina di tornasole del futuro e salute della nautica. Andatene fieri e orgogliosi – ha concluso -. È un salone boutique dove si punta alla qualità”

Consuelo Terrin

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