Secondo uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Reasearch la Terra si scalda con un ritmo quasi doppio rispetto agli ultimi 50 anni
I dati parlano chiaro. Gli anni 2023 e 2024 sono stai i più caldi mai registrati sulla Terra con la temperatura globale che ha superato di 1,5° C le temperature preindustriali, anche se per oltrepassare il limite dell’Accordo di Parigi, stabilito appunto in 1,5° C, questo livello dovrebbe essere superato per una media di 20 anni.
Dagli anni ’70 la temperatura media superficiale globale ha seguito un andamento ascendente costante con un riscaldamento in accelerazione negli ultimi dieci anni rispetto a qualsiasi decennio precedente.
Secondo uno studio del Potsdam Institute for Climate Impact Research, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, la velocità di riscaldamento osservata nell’ultimo decennio è la più elevata dall’inizio delle misurazioni strumentali nel 1880.
Cosa dice lo studio
Dal 2015 la temperatura media globale aumenta a un ritmo di 0,35° C per decennio, quasi il doppio rispetto ai circa 0,2° C per decennio registrati tra il 1970 e il 2015.
Dopo aver tenuto conto delle influenze naturali note sulla temperatura, il team di ricerca per la prima volta ha rilevato un’accelerazione significativa del trend. Per individuare con maggiore precisione l’evoluzione del trend climatico, gli esperti hanno analizzato cinque grandi serie di dati sulla temperatura globale vale a dire quelle sviluppata da NASA, National Oceanic and Atmospheric Administration, il dataset HadCRUT, l’analisi indipendente di Berkeley Earth e la rianalisi atmosferica ERA5, dai quali il ritmo di accelerazione risulta evidente a partire dal 2013-2015 con elevata certezza statistica.

In tutti i set di dati, l’accelerazione inizia a diventare evidente nel 2013 o 2014. Per verificare se il tasso di riscaldamento sia cambiato dagli anni ’70, il team di ricerca ha applicato due approcci statistici ovvero un’analisi quadratica del trend e un modello lineare a tratti che determina oggettivamente la tempistica di qualsiasi variazione del tasso di riscaldamento.
L’evoluzione del trend climatico
Come spiega Grant Foster, esperto di statistica statunitense e coautore dello studio con Stefan Rahmstorf, del Pik, per rendere più chiaramente visibile il segnale di riscaldamento a lungo termine sono state filtrate le fluttuazioni naturali a breve termine della temperatura globale causate da El Nino, eruzioni vulcaniche e cicli solari in quanto questi fenomeni a breve termine possono mascherare i cambiamenti nel tasso di riscaldamento a lungo termine.

I dati aggiustati mostrano l’accelerazione del riscaldamento globale con una certezza statistica superiore al 98% coerente in tutti i set di dati esaminati e indipendentemente dal metodo di analisi scelto.
Lo studio in questione non indaga le cause specifiche dell’accelerazione osservata, tuttavia per gli autori, i modelli prevedono un riscaldamento accelerato e quello che stiamo osservando oggi è coerente con tali previsioni.
Un’altra osservazione degli esperti è che la velocità con cui la Terra continuerà a scaldarsi dipenderà in ultima analisi dalla rapidità con cui ridurremo a zero le emissioni globali di CO2 derivanti dai combustibili fossili.



