Tra i 54 Comuni candidati, la città romagnola conquista il primato grazie a progetti innovativi di tutela ambientale, promozione culturale e sviluppo della blue economy
E’ Ravenna la Capitale del Mare 2026. La città romagnola è la prima in Italia a poter vantare il riconoscimento istituito dal Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del Mare.
Il titolo è stato istituito per promuovere progetti, iniziative e attività dedicate alla valorizzazione e alla piena fruizione della cultura marittima del nostro Paese. Un’iniziativa che coinvolge tutti i Comuni italiani affacciati sul mare.
A competere in finale oltre a Ravenna c’erano altre sette località – Ancona, Gaeta, Riccione, Brindisi, Taranto, Santa Cesarea Terme e Policoro – sulle quali ha avuto la meglio. E ha ottenuto il favore della giuria giudicatrice su un totale di 54 Comuni candidati al riconoscimento.
Le carte vincenti di Ravenna per la cultura del mare
L’iniziativa “Capitale italiana del Mare” mette a confronto le diverse realtà territoriali tenendo in considerazione tutte le componenti dell’economia marittima con particolare attenzione alla diffusione della conoscenza del mare, alla tutela della biodiversità e all’uso sostenibile delle risorse marine.
Secondo la giuria, come si legge nella motivazione della proclamazione di Ravenna quale città meritevole del titolo, “la proposta progettuale del Comune di Ravenna si è distinta per la coerenza agli obiettivi del bando, per il programma di dettaglio che valorizza la candidatura, nonché per lo strumento di governance e gli indicatori di performance definiti che rendono i risultati attesi estremamente credibili e gli indicatori economici compatibili con il successo del progetto nell’arco dell’anno di riferimento”.

Ravenna al centro della blue economy
La candidatura di Ravenna ha puntato non solo sulle sue splendide coste e lidi, ma su una visione che integra turismo, economia e tutela dell’ambiente marino. Come ha dichiarato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, in Italia ci sono 8 mila km di coste lungo le quali ci sono città con il mare e città di mare e la differenza non è banale: la città con il mare fa del mare un paesaggio, ma non plasma l’identità di quella comunità; le città di mare hanno al contrario visto il mare condizionare e plasmare l’identità, l’economia, e a volte il proprio linguaggio. Un divario che può essere superato con un approccio diverso verso la cultura del mare, con acquisizione di nuove abilità, attraverso iniziative culturali, con il sostegno di scuole e famiglie perché del mare non ci si può solo occupare da maggio a settembre. Il progetto di Ravenna va in questa direzione. Al Comune è destinato un contributo di un milione di euro per finanziare le attività di promozione della cultura marittima, una somma da destinare a finanziare iniziative che promuovano la tutela delle risorse e lo sviluppo della blue economy, vale a dire l’economia legata alle attività marine e costiere.
Il progetto vincitore
Il progetto che ha portato Ravenna a conquistare il prestigioso riconoscimento si concentra sulla centralità del suo porto e sull’economia blu.

Ravenna, famosa per i mosaici antichi e moderni, ha l’unico scalo navale della Regione ed è uno snodo leader in Italia per il Mediterraneo orientale e il Mar Nero, movimentando oltre 25 milioni di tonnellate di merci all’anno in particolare cereali, fertilizzanti, materie prime e materiali edili, fondamentale per l’industria del Nord Italia e la transizione energetica.
Integrato nel tessuto produttivo, ospita 27 terminal, sostiene il comparto ceramico, l’industria e la chimica con l’arrivo di materie prime e genera un impatto occupazionale significativo con oltre 15 mila addetti diretti e indiretti.
Il contributo di un milione di euro consentirà di sviluppare progetti sul fronte della cultura marittima, della sostenibilità ambientale e iniziative di promozione territoriale. Il titolo di Capitale del mare 2026 è stato assegnato dalla giuria che ha valutato sulla base di criteri quali innovazione, sostenibilità nell’uso delle risorse marine e tutela della città.
Gli altri progetti finalisti
Tra i progetti presentati finalisti c’era un’altra candidatura romagnola. Quella di Riccione “RIC26 – Un tuffo nel sogno” che prevedeva un piano di rigenerazione urbano costiera; Ancona con “Ancona da mare a mare. Ecologia delle Coesistenze” che puntava sul mare come infrastruttura urbana e laboratorio di innovazione climatica mirando all’ integrazione tra porto, università, impresa, ricerca e politiche climatiche; Gaeta con “Gaeta, citta della cultura del mare. Blu: oltre l’orizzonte”, incentrata sullo sviluppo della blue economy e formazione marittima.
Silvia Bolognini



