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Primavera e pollini: allarme allergie infantili

Primavera e pollini: allarme allergie infantili

In Italia tra 1,2 e 2,7 milioni di bambini soffrono di allergie ai pollini. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma indagini molecolari innovative tracciano la mappa degli allergeni

La bella stagione è dietro l’angolo. Con anche il suo rovescio della medaglia: l’arrivo dei pollini e, con loro, per molte persone, prurito agli occhi e lacrimazione, starnuti continui, naso che cola, mal di testa e difficoltà respiratorie.
E’ la cosiddetta pollinosi e colpisce in modo particolare i bambini, che dal 2022 hanno fatto registrare sempre più casi di allergie. Tuttavia c’è uno strumento innovativo per fronteggiarle, la diagnosi molecolare che permette di identificare non solo il polline responsabile ma anche le singole molecole allergeniche presenti al suo interno.
Alcune di queste componenti sono associate a forme di allergie più intense e a un maggiore rischio di sviluppare asma.

Il cambiamento climatico complica la pollinosi

In Italia le allergie ai pollini sono tra le principali cause di rinite allergica in età pediatrica.
Come spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico bambino Gesù di Roma, studi sulla popolazione scolastica indicano che la sensibilizzazione ad almeno un allergene aerodisperso riguarda quasi il 40% degli adolescenti mentre la rinocongiuntivite allergica interessa circa il 18%.
Si stima che i piccoli allergici ai pollini possano essere tra 1,2 e 2,7 milioni.

polline

A rendere più difficile la situazione è il cambiamento climatico che anticipa le pollinazioni.
Basti pensare che se in passato alcune piante iniziavano a rilasciare pollini a metà febbraio, oggi possono farlo già a gennaio e addirittura in certi casi durante il periodo natalizio.
Le stagioni allergeniche poi tendono ad allungarsi con le graminacee che iniziano a pollinare settimane prima rispetto al passato e, in alcune annate, possono presentare anche una seconda fioritura a fine estate. Il cambiamento climatico favorisce inoltre la diffusione di specie vegetali allergeniche in aree dove un tempo erano rare o non c’erano proprio, come ad esempio l’ambrosia, originaria del Nord America. Negli ultimi decenni si è diffusa in molte zone d’Europa e in Italia settentrionale e in altre Regioni è responsabile di numerosi casi di allergia respiratoria.

Nuove tecnologie per il monitoraggio della concentrazione di pollini e la mappa degli allergeni

Non solo. Anche maggiori concentrazioni di CO2 contribuiscono alla produzione più abbondante di pollini allergenici e smog e inquinamento li rendono più irritanti e incrementano il rischio di reazioni respiratorie più forti. Per questo ricercatori di istituti in Italia quali Enea, Università di Verona ATS Milano e Arpa Veneto hanno sviluppato modelli avanzati che possono prevedere con maggiore precisione le concentrazioni di polline, tenendo conto della vegetazione locale e dei dati meteorologici.
Si tratta di strumenti che permettono previsioni più accurate su quado inizierà la stagione e quali specie impattino maggiormente supportando medici e persone allergiche nella programmazione della prevenzione e dei trattamenti.

Da parte sua, il Bambino Gesù, accanto ai test tradizionali sta incrementando le diagnosi molecolari. Il laboratorio di Analisi Cliniche utilizza infatti pannelli diagnostici avanzati capaci di analizzare centinaia di allergeni contemporaneamente offrendo una vera e propria mappa delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie, inclusa l’immunoterapia allergene-specifica.

Allergie da pollini in aumento tra i bambini

Guardando ai numeri che riguardano i più piccoli, secondo i dati riferiti dal Bambino Gesù, nell’Ospedale romano vengono seguiti ogni anno 10 mila bambini e ragazzi. Di questi 7.500 si rivolgono agli ambulatori per allergia ai pollini, mentre 2.500 vengono valutati in consulenza allergologica durante ricoveri o visite per altre patologie.
Circa 1.000 sono i pazienti in trattamento con immunoterapia allergene-specifica.
Negli ultimi anni è stato osservato che i casi sono in sensibile aumento rispetto al 2019, in particolare tra il 2024 e il 2025, in parallelo con stagioni polliniche più lunghe e intense. Ogni anno gli ambulatori di allergologia intercettano inoltre 5.800 nuovi casi di pollinosi: circa 370 bambini iniziano l’immunoterapia, oltre 5.500 paziente vengono gestiti con altre strategie terapeutiche e seguiti dal pediatra di famiglia.

Silvia Bolognini

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