In occasione dell’inaugurazione di quattro nuove mostre, i residenti del Comune di Venezia e gli studenti degli atenei cittadini potranno visitare senza costo i due prestigiosi luoghi d’arte
Domenica 29 marzo i veneziani e gli studenti degli atenei della città potranno visitare gratuitamente quattro nuove esposizioni di arte contemporanea ospitate a Palazzo Grassi e Punta della Dogana.
Dai dipinti vibranti di Michael Armitage alle installazioni immersive di Amar Kanwar, fino ai percorsi di viaggio e memoria di Paulo Nazareth e alla panoramica inedita di Lorna Simpson, sarà un’occasione per vivere l’arte da vicino e partecipare anche a iniziative interattive, trasformando la visita in un’esperienza condivisa e coinvolgente.
Open day a Palazzo Grassi con Armitage e Kanwar
Le due grandi mostre che prendono il via il 29 marzo a Palazzo Grassi sono “Michael Armitage. The promise of change” e “Amar Kanwar. Co-travellers”. La prima esposizione è dedicata a una delle voci più originali e apprezzate della pittura contemporanea che sviluppa le sue opere tra rappresentazione e astrazione, narrazione documentaria e visioni oniriche.
Nato nel 1984, Armitage è un rinomato pittore keniota-britannico, conosciuto per i suoi dipinti a olio vibranti e stratificati che esplorano questioni socio-politiche, folclore e attualità dell’Africa Orientale.
Nelle sale di Palazzo Grassi si potranno ammirare sue oltre 150 opere realizzate negli ultimi dieci anni. La scelta dei soggetti e delle sfumature interpretative offre al visitatore un forte potere espressivo: il pittore non teme tematiche violente o dure, convinto che l’arte non possa ignorare la realtà ma debba confrontarsi con essa. Alcune delle sue opere più toccanti hanno come sfondo le conseguenze della guerra, la corruzione e l’instabilità nelle regioni equatoriali, la crisi migratoria, il peso del giudizio sociale e gli abusi del potere. Al centro della sua iconografia c’è in particolare il Kenya, che esplora con sguardo critico, satirico e visionario.

Michael Armitage, Dandora (Xala, Musicians), 2022
Pinault Collection
© Michael Armitage Photo : © White Cube (David Westwood)
L’artista indiano Amar Kanwar presenta invece la sua ultima grande installazione “The Peacock’s Graveyard” che rappresenta un’esperienza unica di intensa meditazione sull’impermanenza e sul ciclo della vita e altre opere che sono spunto di riflessione profonde su un momento storico in cui ogni verità sembra avere una brutale verità opposta.
Entrambe le mostre sono visitabili fino al 10 gennaio 2027.
A Punta della Dogana “Algebra” del viaggiatore scalzo
Diverso il percorso espositivo a Punta della Dogana dell’artista brasiliano Paul Nazareth.

Anche questa mostra prende il via il 29 marzo e continuerà fino al 22 novembre. Un ‘esposizione che invita a seguire i suoi viaggi trasformati in dispositivi narrativi e performance artistiche. La mostra si basa su un gruppo eccezionale di opere dell’artista appartenenti alla Pinault Collection e offre una riflessione sul movimento, sul corpo e sulle storie impresse nei luoghi e nelle culture attraversati dall’autore.
Evoca l’essenza dell’algebra (dall’arabo al-jabr che significa “riunire le ossa rotte”) come arte di risolvere gli ignoti e di riparare ciò che si è fratturato. Il suo camminare di Nazareth non è solo viaggio: è una mappa vivente della storia, che mette in luce le tracce della violenza razziale e coloniale.
Con i suoi passi Nazareth trasforma la memoria e la saggezza degli antenati in arte, mostrando che conoscere vuol dire connettersi, non conquistare. La mostra non segue un ordine cronologico e tematico, ma si struttura come stazioni in un continuum. Si vedono così fotografie, testi e Havaianas logorate che tracciano i momenti in cui identità e confini si scontrano, offrendo una diretta testimonianza della migrazione come esperienza vissuta e costruzione narrativa.
L’arte di Lorna Simpson
L’altra mostra visitabile gratuitamente domenica 29 marzo a Punta della Dogana è quella dell’artista nordamericana Lorna Simpson che per la prima volta mette in luce una panoramica del suo lavoro incentrato su oltre dieci anni di pratica pittorica. “Third Person” è stata ideata da Emma Lavigne, direttrice generale della Collezione Pinault e curatrice, in stretta collaborazione con l’artista.

Il percorso espositivo propone una selezione rinnovata e arricchita, pensata appositamente per gli spazi che la ospitano. Propone una cinquantina di opere che si possono ammirare fino al 22 novembre, tra cui dipinti, collage, video, sculture e installazioni provenienti da collezioni private, istituzioni internazionali e dallo studio dell’artista. Tra le opere esposte che consentono un viaggio a 360 gradi nella sua carriera, vi sono alcune delle tele realizzate per la sua partecipazione alla 56a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e altre inedite realizzate appositamente per questa mostra.
Silvia Bolognini



