Ocean Space: nasce a Venezia l’hub che unisce arte e scienza

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Nell’ex Chiesa di San Lorenzo, a Castello, il primo spazio dedicato agli Oceani

 

La Chiesa di San Lorenzo, a Castello, Venezia

Per decenni ci siamo passati davanti senza poter vedere.
Maestosa sul campo di San Lorenzo, l’omonima chiesa, oramai sconsacrata,  è chiusa da circa 100 anni, anche se negli ultimi 25 sporadicamente ha aperto le porte e alcuni suoi spazi a speciali manifestazioni.
A marzo, finalmente, quell’edificio a più riprese restaurato ma mai finito in seguito al ritrovamento di diversi reperti archeologici a metà degli anni’90, ritornerà a far parte del tessuto cittadino.
Lo farà con una veste innovativa, portando a Venezia ciò che ancora non c’era e che diventerà un fiore all’occhiello di una città capace di mettere insieme la coincidenza massima tra arte e scienza.

Avrà sede infatti qui  Ocean Space, il primo centro di ricerca dedicato agli oceani che sarà anche esposizione di due diversi modi di esperire il reale dando voce alle emozioni, alle inquietudini, alle domande e alle riflessioni sullo sfruttamento dei mari, sulle politiche del cambiamento e sulle problematiche ambientali.
Insomma, l’ex Chiesa di San Lorenzo diventerà una sorta di hub, uno spazio concentratore in cui arte, scienza e comunicazione diventeranno tutt’uno attraverso videoinstallazioni, materiali multimediali, fotografie e occasioni di confronto.

Anemone

Ad ottenerne per 9 anni l’uso è stata la Fondazione artistica Internazionale TBA21-Academy di Francesca von Habsburg, tra le più importanti collezioniste al mondo di arte contemporanea, pronta a spendere nella realizzazione di questo importante progetto 1 milione 200 mila euro. L’inaugurazione di Ocean Space è fissata il 23 marzo.

La prima iniziativa organizzata nel nuovo spazio sarà un’installazione su larga scala della nota artista americana Joan Jonas, che da anni lavora in modo pionieristico con video e performance. L’installazione comprende decine di disegni, sculture di specchi, installazioni video e “ scatole teatrali”.
Verrà inoltre presentata OceanArchive, un piattaforma digitale per progetti relativi agli oceani guidati da TBA21-Academy e dalla sua rete internazionale di collaboratori.

La TBA21-Academy, fondazione viennese diretta da Markus Reymann, è una sorta di accademia itinerante che concentrerà a Venezia, in modo permanente, il risultato del lavoro di artisti, scienziati, politici e attivisti impegnati nella ricerca e nell’innovazione a sostegno della gestione responsabile degli oceani.

Preludio di ciò che si potrà ammirare nell’Ocean Space della Chiesa di San Lorenzo è stata la mostra-inchiesta Prospective Ocean a cura del filmmaker e fotografo Armin Linke sulle sfide con cui devono misurarsi oggi i nostri oceani.  Presentata quest’anno in occasione dell’apertura della Biennale di Architettura, il montaggio di fotografie acquisite grazie all’impiego di veicoli sottomarini a controllo remoto fino a una profondità di 5000 metri, ha messo a disposizione del pubblico  immagini  raramente osservate del fondale oceanico.

Installazione di Prospecting Ocean, mostra-inchiesta

LA CHIESA DI SAN LORENZO  fu eretta dalla famiglia patrizia Partecipazio nell’anno 854. Accanto furono fatti costruire un monastero di Benedettine e alcune abitazioni per i monaci. Nel 1105 un rovinoso incendio distrusse l’intero complesso, riedificato poi nel XV secolo. L’attuale chiesa fu invece ricostruita  fra il 1592 ed il 1602. La comunità delle Benedettine fu soppressa il 12 maggio 1810 in seguito al decreto napoleonico. Il convento ospitò la Casa d’industria e la chiesa rimase chiusa fino al 1817. Nel 1845 fu data ai Domenicani che accomodarono a uso di cenobio alcune case a sinistra del tempio. Attualmente su Campo San Lorenzo ci sono il Centro Servizi Anziani San Lorenzo e la biblioteca civica del sestiere Castello.

 

 

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