Domani l’apertura all’Arena di Verona, poi le gare tra Cortina, Trentino e Milano. Il presidente del Cip lancia il messaggio: le Paralimpiadi devono cambiare la cultura dello sport
L’Arena di Verona è pronta ad accendere i riflettori sul mondo paralimpico e inaugurare ufficialmente domani, 6 marzo, i Giochi di Milano-Cortina 2026.
A Cortina, nel frattempo, Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), lancia un messaggio forte, perché mentre lo sport prova a unire, le tensioni internazionali rischiano di entrare anche nello stadio.
Tra sogni di medaglie, giovani tifosi e un’Italia che deve ancora imparare a considerare lo sport paralimpico parte integrante del sistema, il coordinatore dell’organizzazione paralimpica Azzurra, che dopo la suggestiva cerimonia di accensione del braciere martedì sera, si muoverà tra l’Ampezzo (Cortina ospita tre discipline: sci alpino, snowboard e curling), il Trentino e Milano, lo ribadisce: “sarà l’occasione per consolidare quello spirito di inclusività insito nello sport e in particolare nelle paralimpiadi che ancora una volta vogliono veicolare il principio di riconoscimento e rispetto per gli altri che è nostro valore fondante”.

Il clima internazionale preoccupa
Ogni nuova edizione delle paralimpiadi è un passo avanti verso una più profonda sensibilità del pubblico: un aspetto che va oltre il momento atletico, sottolinea De Sanctis che è pure videpresidente del Comitato organizzatore dei Giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026 (ovvero il vice di Giovanni Malagò).
“Sono occasioni in cui si esprime una voglia, ma anche una necessità di maggiore cultura della diversità. Che non vuol dire disabilità, vuol dire proprio diversità l’uno dall’altro, con le proprie caratteristiche e aspirazioni. Il nostro impegno come Comitato Italiano è proprio questo, sottolineare e valorizzare la personalità di ciascun atleta e del movimento paralimpico nel suo insieme”.

Gli sviluppi geopolitici di queste settimane se non di anni però preoccupano e addolorano tutto il mondo dello sport.
“Purtroppo le guerre avranno indubbiamente un impatto anche sui nostri Giochi e di questo sono fortemente preoccupato – ammette De Sanctis -. La situazione internazionale non potrà non avere ripercussioni sul nostro appuntamento: i Paesi in campo sono quelli, con le loro bandiere, con i loro inni. Teoricamente non dovrebbe incidere sulla parte sportiva, ma sicuramente avrà riflessi”.
Nessuna tregua olimpica: “Situazione grave, lo sport non può ignorarla”
Le ultime decisioni di alcune nazioni sul boicottaggio della cerimonia di Verona ne sono uno specchio, e cala un carico ancora più pesante come voce di tutto il movimento paralimpico italiano.
“È una situazione molto grave non ignoriamolo. Perchè non si è voluto decidere per una tregua come c’è stata per i Giochi Olimpici? Una scelta a dir poco molto spiacevole, allora faccio appello a tutti affinchè ci sia maggiore rispetto e consapevolezza non formale ma sostanziale”.
Insomma, il mondo paralimpico ancora non sembra esser completamente percepito come parte integrante dello sport. “Ci vuole più informazione, più comunicazione, più coinvolgimento. Per questo ho parlato di inclusività”, sottolinea il presidente.
Il futuro paralimpico passa dai giovani. Balconi in festa a San Vito
Un messaggio che De Sanctis trasmette soprattutto alle giovani generazioni, come quelle che sostengono i beniamini locali che qui tra Ampezzo e la Valboite guardano a quel Renè De Silvestro da San Vito di Cadore che non sta nella pelle per portare a casa, con le gare paralimpiche di sci alpino a casa propria, quell’oro che a Pechino 2022 gli sfuggì di poco e da cui tornò con argento e bronzo.
Un tifo che si legge anche sui balconi delle case a San Vito per quello che venerdì in Arena a Verona sarà il portadandiera, assieme a Chiara Mazzel, (benchè solo virtuale, per il cronoprogramma delle gare) della nazionale paralimpica italiana prima di scendere dall’impressionante Olympia delle Tofane.
“Puntiamo molto sui giovani -insiste De Sanctis, sottolineando anche la specificità di Cortina e del Veneto- questa è una regione molto bella, importante e accogliente con una sua storia sportiva significativa. Cortina poi è ormai alle sue seconde Olimpiadi invernali e alle sue prime Paralimpiadi, allora ecco il messaggio: cambiamo il nostro approccio alle differenze, tutti siano più aperti e se ciò passa ora per un evento come le Paralampiadi, non deve però fermarsi qui. C’è un impegno a veicolare il mondo paralimpico verso le giovani generazioni, verso chi alimenta anche i canali comunicativi social, proponendo e favorendo eventi paralimpici a livello internazionale e locale. Anche attraverso la formazione per una cultura universale dello sport”.
Non è un caso allora che la politica dei prezzi per accedere alle gare sia stata studiata proprio per favorire la diffusione e l’interesse per le discipline paralimpiche, in buona parte al di sotto dei 35 euro.
Agostino Buda



