Cantiere al via, 98 milioni sul tavolo e un’idea ambiziosa: trasformare Venezia Mestre in un hub urbano che ricuce Mestre e Marghera. Non solo treni, ma vita, spazi e connessioni
C’è un momento preciso in cui i progetti smettono di essere carta e diventano cantieri.
A Mestre, con il via libera al progetto esecutivo la trasformazione della stazione entra finalmente nel vivo.
Dietro le quinte, Rete Ferroviaria Italiana ha acceso i motori di un intervento da quasi 100 milioni di euro che promette di cambiare volto non solo allo scalo, ma all’intero tessuto urbano.
Non è un restyling qualsiasi. È una rivoluzione silenziosa che riscrive il viaggio.
Una città sopra i binari
Il cuore del progetto è qualcosa che va oltre l’immaginario classico ferroviario: una piastra sospesa, lunga 100 metri e larga 31, che si alzerà a 9 metri sopra i binari.
Non un semplice passaggio, ma un nuovo pezzo di città con verde, spazi pubblici, servizi.
Una terrazza urbana che collegherà finalmente Mestre e Marghera, oggi divise proprio dalla ferrovia.
Una frattura che diventa cucitura.

Il nuovo fabbricato viaggiatori sarà su più livelli, luminoso, aperto, pensato per chi parte ma anche per chi resta.
Negozi, lounge, sale d’attesa: la stazione si trasforma in luogo da abitare, non solo da attraversare. E mentre fuori cambiano piazze, accessi, terminal bus e percorsi, dentro cambia l’esperienza stessa del viaggio, che diventa più fluida, più contemporanea.
Il cantiere invisibile che cambia tutto
I lavori sono già partiti, anche se molti non se ne sono accorti.
Spostamenti temporanei, nuovi percorsi, riorganizzazione degli spazi: è la fase in cui una parte della città si prepara a diventare altro.
Dopo l’estate, la stazione cambierà volto in modo più evidente: servizi spostati, accessi modificati, demolizioni progressive.
Un passaggio necessario per far nascere il nuovo hub senza spegnere quello esistente.
Cinque anni di lavori, ma già entro tre si vedranno i primi ritorni concreti.
Brugnaro: “Un risultato straordinario e concreto”
“L’avvio dei lavori per la nuova stazione di Mestre è un risultato straordinario e concreto, frutto di anni di lavoro, di confronto istituzionale e di una visione precisa che questa Amministrazione ha portato avanti con determinazione – ha detto il sindaco Luigi Brugnaro durante la conferenza stampa di presentazione che si è tenuta all’Auditorium M9 stamani – .Non stiamo parlando solo di una stazione più moderna ed efficiente, ma di un vero progetto di ricucitura urbana che unisce Mestre e Marghera, migliora la qualità della vita delle persone e rafforza il ruolo strategico della nostra città nel sistema della mobilità nazionale ed europea”.
Per il sindaco Luigi Brugnaro, questa non è solo un’opera pubblica.
È una storia personale che si chiude in cerchio. La nuova stazione, racconta, era già nella sua tesi universitaria.
Oggi quella visione diventa realtà. “Abbiamo sempre creduto che Mestre dovesse tornare ad essere un grande nodo urbano, moderno e competitivo, capace di dialogare con Venezia, con Marghera, con l’area metropolitana, con il Veneto e con l’Europa – ha continuato -. Oggi questo percorso entra finalmente nella fase operativa. È una soddisfazione grande vedere partire un’opera che cambierà il volto della città e che lascerà un segno concreto per le prossime generazioni”.

La nuova frontiera delle stazioni
Le stazioni non sono più solo luoghi di passaggio.
Stanno diventando hub urbani, spazi ibridi dove si incontrano mobilità, commercio, socialità.
Mestre è tra i primi esempi italiani di questa trasformazione radicale.
Una stazione che guarda all’Europa, che parla il linguaggio della sostenibilità e dell’inclusione, che mette insieme treni, bus, bici e persone.
E forse è proprio questo il punto più interessante: il viaggio non inizia più quando sali su un treno, ma già quando entri in stazione.





