Il passaggio dall’analisi di un testo scelto dalla commissione, al colloquio su 4 materie: le novità introdotte dal Ministero
Italiano, latino, storia e matematica al classico.
Italiano, matematica, storia e scienze naturali allo scientifico.
E poi, ferma restando la lingua e la letteratura italiana per tutti i licei, materie diverse anche a seconda dei vari indirizzi: da lingua e cultura straniera e storia dell’arte per il liceo scienze umane a due lingue e scienze naturali al linguistico, da teoria, analisi e composizione e storia della musica al liceo musicale a discipline artistiche e due lingue straniere all’artistico.
Sono queste le scelte dal Ministero dell’Istruzione e del merito per l’orale della Maturità 2026 per le principali tipologie di licei. Perché la prova conclusiva dell’esame che conclude il ciclo di scuole secondarie di secondo grado, da quest’anno scolastico, cambia ancora.
L’evoluzione dell’orale di Maturità dal 2025 al 2026
Fino all’anno scolastico, la prova orale di Maturità, che si tiene a partire dalla settimana successiva agli scritti (questi sono in calendario quest’anno esattamente il 18 e 19 giugno), non inizierà infatti più con l’analisi di un materiale (testo, documento o progetto) scelto dalla commissione.

La valutazione delle competenze dello studente si caratterizzerà invece sulla discussione concentrata su 4 materie caratterizzanti i diversi istituti, scelte, appunto, dal Ministero a fine gennaio.
L’esame avrà una durata indicativa tra i 50 e i 60 minuti e proseguirà attraverso la presentazione, attraverso una breve relazione o elaborato multimediale, delle esperienze svolte nei “percorsi per le competenze trasversali”, precedentemente conosciuti come “alternanza scuola-lavoro”. In questo ambito sarà possibile parlare anche delle altre esperienze inserite nel curriculum dello studente.
L’educazione civica
Una delle materie che hanno acquisito una crescente importanza negli ultimi anni è l’educazione civica.
Dal 2025, il Ministero ha introdotto per esempio la previsione della discussione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale per chi è arrivato all’esame con il “6” in condotta.
Adesso, le domande specifiche volte a verificare che il candidato abbia maturato le competenze in materia riguarderanno una ben precisa fase del complessivo colloquio. E sarà quindi valutata dalla commissione al pari delle altre parti della discussione, secondo la griglia di riferimento che attribuisce a ciascuna di essere un peso e un’importanza diversificata ai fini del voto finale.
La valutazione
Il punteggio attribuito, a maggioranza, potrà raggiungere i 20 punti, a cui se ne potranno aggiungere un massimo di altri 3 (prima del Decreto scuola dello scorso ottobre erano 5) per chi, sommando anche i voti delle prove scritte e quello risultante dal credito scolastico, arrivi almeno alla soglia di 90.
Nel corso dell’orale, lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, nella prospettiva dell’obiettivo dichiarato per il colloquio nella riforma del 2017: accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale. Il regolamento dell’esame di Maturità specifica cioè che il colloquio tende ad accertare la padronanza della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite, di collegarle nell’argomentazione e di discutere e approfondire sotto vari profili i diversi argomenti.
Alberto Minazzi



