MAMMA, VOGLIO ANDARE A SCHOOL …CUP

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Il torneo scolastico organizzato dall’Umana Reyer è giunto alla terza edizione e continua a crescere, anche grazie alla partecipazione attiva dei ragazzi


Già le nude cifre vanno oggettivamente al di là di ogni più roseo ottimismo, se si pensa che è una manifestazione nata da zero e giunta appena alla terza edizione: 32.000 studenti coinvolti, 500 atleti, 40 istituti, 75 partite. Al tempo stesso, le cifre non bastano per spiegare l’eccezionale ed entusiastica risposta che la Reyer School Cup 2016 ha ricevuto dalle scuole del territorio metropolitano.
Chi c’era, alla Final Four dello scorso 16 aprile al Palasport Taliercio, capisce perfettamente cosa intendiamo dire. Ci riferiamo al “clima” che si è respirato, nella mattinata che ha assegnato al Liceo Bruno-Franchetti il trofeo per il secondo anno consecutivo: clima da derby vero, capace di rendere caldissimo un impianto che, per insormontabili limiti strutturali, non è decisamente il più adatto per ricreare l’ambientazione tipica dei palazzetti in cui il pubblico sugli spalti diventa realmente il sesto uomo in campo. La Reyer School Cup, invece, c’è riuscita, tanto da spingere il coach dell’Umana Reyer, Walter De Raffaele, che ha assistito con interesse all’intera giornata di grande sport, a chiedere alla società (un po’ scherzando, ma non troppo…) di trattenere tutti i ragazzi sugli spalti fino alla successiva sfida di campionato di serie A della sua squadra…
Senza nulla voler togliere a professori e dirigenti scolastici, che non possono che essere ringraziati per l’entusiastica adesione al progetto, il merito del successo della Reyer School Cup, va riconosciuto, è prima di tutto dei ragazzi: da quelli che sono scesi in campo, dando vita a sfide davvero appassionanti, a quelli che hanno collaborato all’organizzazione interna alle scuole, a partire dalle attività di comunicazione, ricreando tante piccole “società sportive” ante litteram e capendo direttamente, in prima persona, cosa c’è dietro un evento sportivo, piccolo o grande che sia. Una passione vera per lo sport, declinato a 360 gradi, che si è inserita a puntino all’interno della più ampia macchina organizzativa, dimostratasi impeccabile nonostante la crescita della manifestazione anche dal punto di vista geografico. Perché, con otto istituti scolastici in più rispetto al 2015, si sono iscritte alla Reyer School Cup nuove scuole non solo di Venezia, Mestre o degli altri più vicini comuni della Città metropolitana, ma provenienti anche da Mogliano e da Conegliano, da Castelfranco Veneto e Padova, da Selvazzano Dentro e Abano Terme, fino a San Donà di Piave.
Premiando, giustamente, i vincitori sul campo, ma anche coloro (arbitri compresi) che si sono distinti nelle varie attività organizzate nell’ambito della manifestazione, il primo intento della Reyer School Cup è stato infatti quello di portare avanti i valori legati al fatto sportivo strettamente inteso. Un contributo nella divulgazione dei più sani principi della sana competizione e della lealtà sportiva, che di certo non vengono incrinati dagli sfottò, come quelli che si sono sentiti intonare dalle curve, perfettamente organizzate, nel corso delle diverse partite, quando poi, alla fine, tutti i ragazzi, fianco a fianco, si ritrovano fuori dal palasport a commentare insieme le partite mangiando un panino o un hamburger. Un messaggio che, nella sua sostanza, è stato recepito già nelle regole fissate dall’organizzazione, che ha introdotto, quest’anno, il “tifo positivo”, in base al quale non è stata ammessa alcuna forma di offesa da parte delle tifoserie.
Al tempo stesso, una finalità della Reyer School Cup è quella di diffondere, attraverso un divertimento consapevole, la conoscenza di uno sport in grado di regalare sensazioni veramente uniche, come riesce a fare la pallacanestro. Il torneo scolastico di basket, non a caso, fa parte del Progetto dell’Umana Reyer di valorizzazione dei giovani e di promozione dell’aggregazione, per diffondere questo sport nel territorio metropolitano veneziano. Ed è in questa prospettiva che va letto anche il massiccio sforzo di comunicazione che è stato prodotto: per tutte le tappe del torneo, non solo per la Final Four.
Tutta l’edizione è stata così “raccontata” nell’apposita sezione del sito internet dell’Umana Reyer (www.reyer.it/schoolcup2016), attraverso la pubblicazione dei roster delle squadre e degli articoli delle partite, ma anche con foto, video, risultati e classifiche, dando nel contempo spazio ai lavori preparati, appositamente per l’evento, dagli studenti in prima persona.
Un successo, che, insomma, come si diceva in apertura, le cifre possono spiegare solo in parte. Ma che, siamo sicuri, tutti cercheranno di rendere ancor più eclatante nalla prossima edizione. Tutti, a partire dai ragazzi: il “sale” della Reyer School Cup.

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