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Influenza K verso il picco, l’allerta dell’ISS

Influenza K verso il picco, l’allerta dell’ISS

Il virus sta circolando ancora in modo intenso e il picco è previsto con la riapertura delle scuole. In Veneto vaccini gratuiti in farmacia anche per gli over 18

Il ceppo mutato H3N2, chiamata anche influenza K sta colpendo duramente gli italiani. Nella settimana dal 22 al 28 dicembre l’incidenza è diminuita passando dai 17,1 casi per mille assistiti dei sette giorni precedenti a 14,5, ma per gli esperti del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ISS, è destinata a risalire. E’ infatti in forte crescita una variante del ceppo A/H3N2 che sta contribuendo all’aumento dei contagi. Va anche precisato, come sottolinea nel post di X Matteo Bassetti, virologo e infettivologo, attualmente direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova, che oltre all’influenza girano anche altri virus e batteri da quello respiratorio sinciziale al rinovirus e SARS-CoV-2 con sintomi spesso simili.

Il picco atteso dopo il 6 gennaio

In totale le stime dell’Istituto Superiore di Sanità contano nella settimana di Natale circa 820 mila nuovi casi (22-28 dicembre) e un totale di circa 6,7 milioni di persone dall’inizio della sorveglianza. A essere maggiormente colpiti sono i bambini nella fascia di età 0 -4 anni con circa 39 casi per mille assistiti. E la corsa ai contagi non si arresta con il picco atteso quando riapriranno le scuole. Il ceppo mutato H3N2 è emerso all’inizio di quest’anno e l’ondata di infezioni sta costringendo a letto moltissime persone anche in Giappone, che ha dichiarato un’epidemia di influenza, nel Regno Unito, negli Stati Uniti con record di ricoveri e anche in Italia, con i pronto soccorso presi d’assalto in Puglia, Campania, Sicilia e Veneto. A questo proposito, il professor Matteo Bassetti nel post di X invita a rivolgersi all’ospedale solo nei casi in cui vi sia una forma grave di influenza associata a difficoltà respiratorie, per evitare che si intasino e non riescano a lavorare bene.

influenza k

Attenzione ai sintomi, sempre importante il vaccino

Matteo Bassetti ribadisce l’importanza della vaccinazione perché – precisa il virologo – “chi è vaccinato in ospedale per complicazioni non ci va. Il vaccino serve soprattutto a contenere le forme più aggressive, ad abbassare il rischio di complicanze respiratorie e cardiovascolari e a ridurre i ricoveri in particolare tra anziani, soggetti fragili, persone con patologie croniche e operatori sanitari. Anche quando non evita del tutto l’infezione, chi è vaccinato tende ad ammalarsi in forma più lieve e più breve, con febbre meno persistebnte e una ripresa più rapida.

Vaccino gratuito nelle farmacie venete anche per gli over 18

Dopo il forte aumento dei casi registrato nelle ultime settimane, la regione Veneto  ha deciso di estendere la vaccinazione antinfluenzale gratuita anche a tutti i maggiorenni, senza limiti di età o categorie a rischio.
Il vaccino sarà disponibile nelle farmacie che offrono il servizio, a partire dal 1° gennaio e fino a esaurimento delle scorte acquistate da Azienda Zero.

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I sintomi

L’influenza di quest’anno non sorprende per sintomi diversi da quelli delle passate stagioni quali febbre alta anche oltre i 38 gradi e mezzo, dolori diffusi ai muscoli e alle articolazioni, mal di testa, senso di spossatezza, spesso accompagnata da mal di gola e tosse secca persistente, nausea e disturbi gastro intestinali. Tra i sintomi è segnalato anche l’abbassamento della voce a causa del coinvolgimento delle vie respiratorie superiori.

I consigli dell’Istituto Superiore di Sanità

Per sfatare luoghi comuni e false informazioni sull’influenza, l’ISS ha pubblicato una serie di faq, ovvero le domande più frequenti sull’argomento, dal contagio all’uso dei farmaci.  E’ prima di tutto importante sapere che l’influenza non si può curare con gli antibiotici, che agiscono solo contro i batteri e non contro virus. Non solo assumerli senza indicazione medica è inutile, ma possono contribuire a favorire la resistenza batterica rendendo più faticosa la cura di eventuali future infezioni.

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Oltre al vaccino, spiegano gli esperti, per evitare il contagio valgono alcune buone regole che era fondamentale applicare in tempo di Covid, come lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente; osservare una buona igiene respiratoria starnutendo o tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del gomito; restare a casa quando si presentano sintomi febbrili attribuibili a malattie respiratorie ed evitare il contatto stretto con persone; evitare di toccarsi occhi, naso e bocca.

Silvia Bolognini

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