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Imprenditrici, il motore sommerso d’Italia

Imprenditrici, il motore sommerso d’Italia
Ilaria Edel Muzzatti

Racconti di donne e imprese a Venezia, dove talento e innovazione diventano modello.
Ilaria Edel Muzzati tra infrastrutture, welfare e indipendenza

L’imprenditoria femminile è un motore vitale che rappresenta il 22,2% del tessuto produttivo nazionale (oltre 1,3 milioni).
Sebbene in Veneto e a Venezia si registri una tenuta superiore alla media nazionale – con oltre 16.000 imprese nel Veneziano – le barriere restano alte.
È in questo solco che si inserisce la figura dell’imprenditrice Ilaria Edel Muzzati, eletta lo scorso giugno alla guida del Comitato Impresa Donna di Cna Metropolitana Venezia
Il suo ruolo punta a trasformare le sfide in “opportunità concrete”, unendo la riqualificazione urbana, i dati macroeconomici e la nuova stagione di Cna metropolitana.
Muzzati mette a sistema anni di esperienza di impresa per mirare a costruire un modello di “welfare” e indipendenza per le lavoratrici.

Dalla digitalizzazione alla visione del Business Center

“Ho cominciato a fare impresa presto, a 23 anni – racconta –, svolgendo servizi per studi professionali, avvocati e notai, nei fori del Veneto. Nel 2011, con il passaggio tra analogico e telematico, gli studi facevano fatica a investire su figure che si occupavano dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, intesa come tribunali e Corti d’Appello nel settore legale, sapendo che in due anni non sarebbero più servite”.
Anticipando i tempi della digitalizzazione forense, Ilaria aveva aperto la sua partita Iva prima che il processo telematico diventasse la norma nel 2014.
Ma la sua visione non si è fermata alla fornitura di servizi. Osservando le difficoltà economiche del periodo, ha compreso che il futuro risiedeva nella condivisione.
“Si era fatta strada l’idea per i professionisti di mettere in comune degli spazi di lavoro – spiega -.  Ho preso una grande ufficio nella zona commerciale di Mestre, ho portato la mia azienda e ho creato degli spazi anche per altre attività che si sono insediate all’interno”.

Business Center M9

Questa intuizione ha poi sviluppato la creazione di infrastrutture innovative nel centro di Mestre: nel 2022 Ilaria ha siglato un accordo con M9 District (Fondazione di Venezia) per la gestione degli spazi, curando l’offerta di servizi integrati. Si è trattato del primo esempio di gestione di un “business center” affidata a terzi “in outsourcing” a livello nazionale. Ilaria oggi gestisce anche “Htm Business Center” all’interno di Hybrid Tower di Mestre, in via Torino, di proprietà Borgosesia.

L’analisi dei dati: tra resilienza e fragilità

Il contesto fotografato dai rapporti Unioncamere 2024-2025 mostra luci e ombre. Se da un lato le società di capitali guidate da donne sono cresciute del 45% rispetto al 2014 (segno di un rafforzamento strutturale), dall’altro le ditte individuali restano la forma più diffusa (60,5%).
Le donne “puntano sui settori a maggior contenuto di conoscenza” (+27% nei servizi professionali e tecnici), e le loro imprese sono un pilastro per l’occupazione: impiegano oltre 1,6 milioni di dipendenti, di cui il 53,8% sono donne.
Tuttavia, preoccupa il calo del 24.5% delle giovani imprenditrici under 35 in dieci anni.
“Creare opportunità a favore dell’imprenditoria femminile è un obbligo per lo sviluppo del Paese – dichiara Andrea Prete, presidente di Unioncamere. A questo si aggiunge un tasso di sopravvivenza a 5 anni inferiore di 5 punti percentuali rispetto alle imprese non femminili.

Gli ostacoli: credito e maternità

Il 75% delle donne usa capitale proprio per iniziare e solo il 37% ricorre al credito bancario.
Ma il vero scoglio resta il supporto sociale.
“Se una donna imprenditrice affronta una gravidanza – dice Muzzati – non ha un supporto economico utile per far sopravvivere l’azienda. Bisogna lavorare su tutele che permettano il rientro assicurato, come accade per i dipendenti”.
L’obiettivo di Muzzati alla guida di Cna Impresa Donna Metropolitana Venezia è incentivare a valutare lo sviluppo del profilo imprenditoriale, perché “questo genera valore sul territorio a livello di infrastrutture”, partecipando ai tavoli nazionali affinché vengano introdotte misure economiche di tutela.
“Una delle cose che stiamo facendo – aggiunge – è ampliare l’offerta della struttura fisica, dando una funzione sociale attraverso l’apertura alla formazione”.
Le imprese femminili che investono in formazione hanno infatti una probabilità di investire ulteriormente superiore del 14%.

imprenditrici

In questo contesto l’attività di Business Center all’M9 funge anche da incubatore per le nuove imprenditrici che lavorano in Italia , ma che sono nate all’estero o arrivano da altri luoghi. “Nel 2025 sono passate almeno 700 donne dai nostri spazi – dichiara Muzzati -. Vediamo una partecipazione alta di straniere che vogliono l’indipendenza ed essere economicamente attive. Stiamo fornendo gli strumenti affinché tra dieci anni ci siano nuove imprenditrici che arrivano anche da altri bacini non autoctoni”.

L’azione di CNA Impresa Donna e il Welfare sussidiario

Ilaria da anni organizza attività solidali, coinvolgendo donne in eventi sportivi come nella “Pink Padel Cup”, donando i fondi ad associazioni come la Croce Verde piuttosto che ad Avapo.
L’azione alla guida di CNA Impresa Donna si concentra sulla costruzione di un sistema di welfare sussidiario che garantisca indipendenza e continuità professionale, colmando i vuoti normativi che spesso penalizzano le lavoratrici autonome.
“Bisogna puntare a tutele che assicurino il ‘rientro in azienda’ post-maternità – spiega Ilaria – Entro questo mese firmeremo un accordo per asili nido a prezzi calmierati e sto lavorando anche per fornire servizi destinati a chi ha genitori anziani o disabilità in famiglia“.

L’evento: “Donne, Lavoro, Libertà”

Questo impegno si concretizza nell’incontro pubblico “Donne, Lavoro, Libertà: percorsi di autonomia economica per sottrarsi alle sopraffazioni“. L’appuntamento è fissato per giovedì 5 febbraio alle  17.30 al Municipio di Mestre (via Palazzo).
“Vogliamo parlare di violenza economica – spiega Ilaria – È il primo motivo per cui una donna non riesce a scappare da situazioni pericolose”.
L’iniziativa, organizzata da CNA Metropolitana di Venezia con il suo Comitato Impresa Donna, è realizzata in collaborazione con il Centro Antiviolenza del Comune e il museo M9.

Come sottolineato da Muzzati, l’indipendenza economica è lo strumento fondamentale per l’autodeterminazione.
“La violenza sulle donne è un fenomeno che affonda le radici proprio nella disparità economica e di condizione lavorativa – afferma-: sappiamo bene tutti come l’indipendenza per i bisogni materiali sia fondamentale per poter decidere di affrancarsi da situazioni di sudditanza e prevaricazione». Il contrasto alla violenza di genere chiama in causa l’intera società  e quindi anche il mondo dell’artigianato e della piccola impresa non intende assolutamente sottrarsi. “E, proprio in quanto categoria produttiva – conclude – è naturale che il nostro contributo si focalizzi sul lavoro, essenziale per rendere la donna autonoma e libera nelle sue scelte di vita. L’incontro è aperto a tutti, uomini e donne giovani e meno giovani, imprenditori o dipendenti, a tutta la cittadinanza”.

Filomena Spolaor

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