A Venezia, il Museo Correr diventa un dialogo tra epoche con un’esperienza immersiva in cui luce, materiali e volti sospesi creano una nuova visione dell’arte
Al Museo Correr di Venezia, Bizhan Bassiri trasforma la Sala delle Quattro Porte in un viaggio tra passato e presente.
Il Principe, alter ego dell’artista, guida il visitatore attraverso volti storici, materiali e luce, animati dal Pensiero Magmatico, la sua poetica ispirata all’energia dei vulcani.
Così, come spiega la curatrice della mostra “Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico”, Chiara Squarcina (assieme a Bruno Corà), “con il progetto concepito da Bizhan Bassiri per il Museo Correr si attiva una nuova lettura della Quadreria: un dialogo che rimette in gioco la definizione stessa di ritratto e apre percorsi di riflessione tra arte e filosofia, invitando il visitatore ad allenare lo sguardo e l’immaginazione”.
Proprio per questo spazio di forte valore storico e architettonico l’artista, tra le figure più autorevoli della ricerca contemporanea internazionale, ha concepito uno specifico intervento in dialogo con le caratteristiche ambientali e simboliche del luogo.
Il progetto espositivo si può vedere fino al 22 novembre 2026.
La poetica del Pensiero Magmatico, l’opera come l’energia del vulcano
La mostra riunisce opere recenti e lavori emblematici della ricerca di Bassiri configurando una “Quadreria” sovratemporale in cui materiali eterogenei come cartapesta, bronzo, acciaio, elementi lavici e superfici riflettenti dialogano con la storia e la monumentalità della Sala, la luce e offrono un’esperienza immersiva a chi li guarda. Lo stesso artista spiega che “il visitatore è invitato a percepire l’arte come esperienza viva, dove tempo, identità e memoria si intrecciano stimolando una concentrazione profonda e l’esercizio dell’immaginazione, un incontro tra passato e presente. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico, il Principe è l’alter ego attraverso cui la mia ricerca si manifesta”.

Fil rouge del progetto espositivo è la poetica del Pensiero Magmatico elaborata da Bizhan basire nel 1984 e sviluppata nel manifesto del Pensiero Magmatico, testo scritto da lui stesso che costituisce il nucleo teorico della sua visione artistica e ispira l’intero allestimento. Tutta la produzione di Bassiri scaturisce da una “illuminazione” avvenuta alla vista del cratere del Vesuvio e dall’idea che l’opera d’arte sia una manifestazione dell’energia cosmica. L’artista pone quindi in sintonia differenti attitudini artistiche: il teatro, la poesia la musica, la performance, la scultura e il disegno.
Come suggerisce il co-curatore della mostra Bruno Corà, nel Pensiero Magmatico di Bizhan Bassiri l’arte e l’intero processo formativo dell’opera, alla stregua del vulcano e della sua attività catastrofica sono all’origine della metamorfosi qualitativa della materia.
L’esposizione nella Sala delle Quattro Porte
Al centro dello spazio “Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico” si trova la figura iconografica e alter ego dell’artista che occupa due delle quattro soglie d’ingresso della Sala delle Quattro Porte ed è illuminata da lampadari in vetro soffiato.
Intorno al principe si sviluppa il ciclo dei 90 Volti, elaborazioni fotografiche che raffigurano artisti dal Rinascimento ai giorni nostri non in vita quali, tra gli altri, Piero della Francesca, Donatello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Gian Lorenzo Bernini, Marcel Duchamp, Paul Gauguin e Alberto Burri.
I volti, disposti in modalità sospesa e scalare, formano un ideale albero genealogico che unisce epoche e stili differenti. Chi le ammira è così’ invitato a percorrere visivamente la storia dell’arte attraverso un’esperienza immersiva e avvolgente. Il ciclo dei Volti mette in dialogo i temi del destino, identità e sovra temporalità. Sottolineano inoltre l’elusione di tempo e storia nella concezione dell’immagine e suggeriscono una percezione dell’arte come esperienza viva e continuamente in trasformazione. Ogni opera dialoga con la luce, i materiali e l’architettura: l’“Erme Aurea, in bronzo tirato a specchio, rende percepibile la presenza simbolica dell’identità atemporale e invita alla contemplazione degli spazi e della luce mentre la scultura che sta accanto “Meteorite” introduce una tensione verticale nello spazio.

La Fondazione Bassiri
Bassiri nel 2020 ha istituito, in collaborazione con Camilla Cionini Visani, l’omonima Fondazione che ha sede in Umbria, a Fabro (TR) per promuovere l’arte e la cultura attraverso una visione ampia e interdisciplinare. Oltre a curare, conservare e diffondere l’opera dell’artista, la Fondazione si propone come luogo di riferimento per progetti che spaziano dalle arti visive alla musica, dal teatro alla letteratura con una costante attenzione alla contemporaneità. Di natura internazionale, in linea con il percorso dell’artista di origine iraniana, sviluppa progetti capaci di avvicinare culture, linguaggi e sensibilità differenti.



