Dopo quella alla Camera, è arrivata anche la fiducia del Senato. Ma i consumatori sottolineano che i continui rincari rischiano di vanificare molte delle misure previste
Il decreto Bollette, contenente le misure pensate dal Governo per contenere almeno in parte l’aumento del costo di energia elettrica e gas, in particolare per i consumatori finali meno abbienti e per le piccole e medie imprese energivore, è ufficialmente legge. Dopo il via libera alla Camera, anche l’aula del Senato ha confermato la fiducia chiesta dall’Esecutivo, con 102 “sì”, 64 “no” e 2 astensioni.
“È un provvedimento – ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social network – che garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese. È un decreto concreto e coraggioso, con norme che nessun altro prima di noi aveva immaginato di scrivere. Il Governo continua a lavorare per aiutare i nostri cittadini e difendere chi lavora e produce”.
I contenuti della nuova legge
La premier ha quindi ricordato le principali misure previste, che sono state interamente confermate come definite dopo il passaggio a Montecitorio: “Aiutiamo chi è più in difficoltà con il bonus sociale che sale a 315 euro, riduciamo gli oneri generali di sistema che gravano sulle bollette di oltre 4 milioni di imprese, poniamo le basi per abbassare in modo strutturale il costo dell’energia”.
L’importanza del completamento dell’iter parlamentare è sottolineata anche dal presidente della Commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini. “ La conversione in legge del decreto bollette – sono le sue parole – rappresenta una risposta concreta, seria e tempestiva del Governo alle difficoltà che famiglie e imprese stanno affrontando a causa del caro energia. Con questo provvedimento interveniamo con misure immediate e quantificabili”.
Calandrini è quindi entrato nel dettaglio: “Rafforziamo il bonus sociale, estendendo la platea fino a un Isee di 9.796 euro, 20 mila per le famiglie numerose, e garantendo uno sconto che, tra luce e gas, può superare i 300 euro annui per i nuclei più fragili. A questo si aggiungono ulteriori interventi sulla componente elettrica, con benefici stimati tra i 90 e i 115 euro, che si sommano agli aiuti già esistenti”.
“Parallelamente – ha concluso il presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama -sosteniamo il sistema produttivo con crediti d’imposta per le imprese energivore e gasivore e con strumenti che favoriscono contratti di lungo periodo per l’energia rinnovabile, riducendo l’esposizione alla volatilità dei prezzi”.
Il nuovo bonus
La misura che inciderà principalmente sui bilanci familiari è il nuovo bonus da 115 euro. Ne beneficeranno, secondo le stime, 2,64 milioni di italiani che già ricevono il bonus sociale, per i quali, dopo il via libera dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) sono in arrivo le prime erogazioni. Arera ha infatti chiarito che non è necessaria la presentazione di una specifica domanda, con l’applicazione diretta dello sconto in bolletta.
Il contributo, cioè, “sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e riceventi il bonus sociale per disagio economico”. È però richiesto il possesso di un Isee valido alla data del 21 febbraio 2026. In caso contrario, pur sussistendo tutti gli altri requisiti, non avverrà nessuna applicazione del bonus.
Le famiglie potranno controllare l’applicazione dello sconto nella prima fattura utile successiva al 19 marzo. La contabilizzazione potrà però avvenire successivamente qualora risulti un diverso credito a favore del cliente. Non si perderà in ogni caso il diritto al bonus nemmeno in caso di interruzione della fornitura. Né, ovviamente, il nuovo contributo fa venir meno il precedente bonus sociale luce, che può arrivare fino a un massimo di 204,40 euro.
Va ricordato infine che il decreto Bollette prevede anche un ulteriore bonus, in questo caso rimesso però alla scelta libera degli operatori che erogano il servizio. Si tratta di uno sconto di 60 euro, applicato su base volontaria e legato al rispetto di specifici limiti di consumo, riservato ai nuclei familiari che non superano i 25 mila euro di Isee.
I rilievi delle associazioni dei consumatori e gli altri contenuti
Il decreto Bollette era stato approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta del 18 febbraio. Ovvero 10 giorni prima dell’esplosione del conflitto in Iran, da cui è derivata una nuova impennata dei prezzi energetici. Proprio per questo motivo, commentando la conversione in legge, il Codacons ha sottolineato che il provvedimento non sembra in grado di affrontare il mutato scenario economico o di tradursi nella soluzione per risolvere la crescita del costo dell’energia.
A marzo, ricorda l’associazione, le tariffe del gas sul mercato tutelato sono infatti cresciute del +19,2% e quelle dell’energia elettrica del + 8,1% rispetto al mese precedente. Pur dichiarandosi anch’essa delusa per le misure sul fronte bollette, l’Unione Nazionale Consumatori plaude comunque a un altro contenuto del testo: lo stop al telemarketing energetico selvaggio. “Milioni di famiglie sono cadute nelle trappole dei call center finendo per pagare di più”, ricorda.
Oltre a queste misure, il decreto Bollette convertito prevede anche una riduzione delle bollette delle utenze non domestiche attraverso la ristrutturazione degli incentivi del “conto energia” per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore ai 20 kW, un pacchetto di misure per favorire i contratti a lungo termine da fonti rinnovabili per la fornitura di energia elettrica, con particolare attenzione alle Pmi, e il rinvio al 31 dicembre 2038 della chiusura delle centrali a carbone in esercizio.
Alberto Minazzi



