Dalla Biennale di Venezia in chiave emotiva agli esordi di Peggy Guggenheim, da Mapplethorpe a Rothko, passando per Barocco e street art: viaggio pop tra le esposizioni che accenderanno l’Italia
Ce n’è davvero per tutti i gusti. In molte città da Nord a Sud dell’Italia, il panorama culturale del 2026 si presenta ricco di mostre con città come Venezia, Milano, Firenze, Roma e Napoli che si confermano centri di riferimento per l’arte.
Solo per citarne alcune, tra le esposizioni più significative che potremo vedere si va dalle nuove pratiche artistiche e riflessioni sul contemporaneo della Biennale di Venezia agli esordi internazionali della celebre collezionista americana Peggy Guggenheim, dalla mostra fiorentina dedicata al pittore americano Mark Rothko così come, a Roma, alla nascita del Barocco con Bernini e i Barberini o al Novecento di Mario Schifano e agli scatti radicali e iconici di Robert Mapplethorpe a Milano.
Biennale 2026: Venezia vibra in “chiave minore”
Il nostro viaggio nell’arte del 2026 parte da Venezia, dove dal 9 maggio al 22 novembre, tra Giardini, Arsenale e altre location del centro storico e terraferma, l’appuntamento è con la 61a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale.
Intitolata In Minor Keys, come aveva previsto la curatrice Koyo Kouoh, mancata nel maggio 2025, sarà una mostra in cui arte e sentimento si intrecciano realizzando il progetto di Koyo Kouoh esattamente come lo aveva concepito, con opere che parlano di emozioni, relazioni e narrativa collettiva, dando vita a un’esperienza multisensoriale tra installazioni, performance e pensiero.
Come sempre, i Padiglioni Nazionali offriranno microcosmi diversi di creatività globale.

Quando Peggy inventò il moderno: Londra 1938–1939
Ancora a Venezia dal 25 aprile al 19 ottobre la Collezione Peggy Guggenheim propone un’esposizione che riguarda il periodo tra il 1938 e il 1939, quando l’artista gestì a Londra la Galleria Guggenheim Jeune.
In soli diciotto mesi Peggy trasformò Cork Street in un vortice di arte moderna, con oltre venti mostre piene di opere di astrattisti e surrealisti: Kandinsky, Dalí, Mondrian, Barbara Hepworth e altri nomi iconici, oltre a documenti d’archivio che raccontano l’energia irresistibile di quegli anni.
La mostra è curata da Gražina Subelytė e Simon Grant e sarà la più ampia dedicata a questo capitolo della sua vita da collezionista.

Robert Mapplethorpe: la fotografia tra bellezza e provocazione
Dal 9 gennaio al 17 maggio Palazzo Reale, a Milano, ospita un’importante retrospettiva dedicata alla fotografia di uno dei nomi più significativi dell’arte visiva del Novecento: Robert Mapplethorpe. Curata da Denis Curti, la mostra esplora l’eccezionale capacità del fotografo di coniugare una precisione quasi scultorea con una profonda introspezione sul desiderio, l’identità e la corporeità. Il percorso espositivo mostra immagini iconiche dai celebri nudi alle composizioni floreali in un linguaggio visivo capace di suscitare emozione e dibattito.

Tra instabilità, confine e precarietà
Ancora nel capoluogo lombardo, la stagione della Fondazione Prada si apre con il progetto di Mona Hatoum “Over, Under and In Between” in programma dal 29 gennaio al 9 novembre. L’esposizione comprende tre installazioni attraverso le quali si evidenziano i temi ricorrenti della ricerca dell’artista, ovvero instabilità, confine e precarietà.
Le opere invitano i visitatori a una riflessione sul corpo, sulle relazioni e sulle tensioni che attraversano l’esistenza contemporanea.
La pittura di Rothko
Due mostre a Roma e Obey a Napoli
La Capitale a Palazzo Barberini dal 12 febbraio al 14 giugno presenta la mostra “Bernini e i Barberini”. Il percorso espositivo permette di conoscere il rapporto esistente tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, cardinale poi eletto Papa Urbano VIII, evidenziando come la loro intesa personale, artistica e politica abbia favorito l’affermazione di un linguaggio nuovo che ha trasformato la città e il panorama artistico del Seicento. Una mostra che offre una rilettura della nascita del Barocco.
Ancora a Roma, a Palazzo delle Esposizioni è la volta di Mario Schifano, uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. La mostra dal 16 marzo al 12 luglio documenta l’intensa relazione di Schifano con la Capitale, che oltre a luogo della sua nascita e formazione fu il nucleo di una visione artistica in dialogo con le avanguardie internazionali.
Infine a Napoli, alle Gallerie d’Italia è attesa la mostra su Obey, Frank Shepard Fairey, dal 6 maggio al 6 settembre.
Dell’artista di fama internazionale tra i protagonisti della street art contemporanea, noto per il celebre manifesto Hope per la campagna elettorale di Barack Obama è esposta una selezione di lavori che riflettono le sue tematiche centrali dalla giustizia sociale alla pace.



