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Gelo, neve e vento: in Italia è tornato il “vero” inverno

Gelo, neve e vento: in Italia è tornato il “vero” inverno

Disagi da Nord a Sud, con il “risveglio polare” più estremo degli ultimi decenni. Ma le previsioni indicano per le prossime ore un marcato rialzo termico

La giornata di giovedì 8 gennaio 2026 è già entrata nella pur breve storia meteorologica dell’Italia terzo millennio. Non a caso, per catalogare questo “rarissimo evento freddo del XXI secolo”, gli esperti di iLMeteo.it hanno parlato del “risveglio polare” più estremo degli ultimi 10-20 anni. E, pur trattandosi dei contesti territoriali più colpiti, non sono state interessate solo le regioni di Centro-Nord. La neve e il vento hanno infatti creato pesanti disagi anche in diverse realtà del Sud e delle Isole. In ogni caso, il tempo sembra destinato a riservare ancora colpi di scena: le previsioni parlano infatti di un imminente rialzo termico con punte fino a 10-12 gradi in più in sole 24 ore. Ma, in contemporanea, sono in arrivo anche nuove nevicate e mareggiate anche violente sospinte dal forte vento.

I tanti disagi nell’Italia gelata

Il bilancio degli effetti della gelata dell’8 gennaio è estremamente variegato. In Veneto, dove non sono mancate nevicate anche in pianura, si è toccata per esempio la temperatura più bassa (-23,1 gradi) sulla Piana di Marcesina, nell’Altopiano di Asiago. Ma ovunque, pianura compresa, nella regione le temperature minime non hanno superato lo zero. Non molto meglio, al Centro, è andata in Abruzzo (a Navelli, nell’Aquilano, termometri a -17,4 gradi) o in Umbria (-12,5 gradi a Castelluccio di Norcia). A creare disagi, sotto forma di alberi caduti, viabilità compromessa e veicoli bloccati, è stata invece soprattutto la neve in Emilia-Romagna e Marche, dove i Vigili del Fuoco hanno dovuto effettuare circa 950 interventi.

Pompieri molto attivi anche in Sardegna, in particolare nel Nuorese e nel centro dell’isola, prima dell’arrivo della pioggia, dove alla neve si è aggiunto anche un forte vento, così come nel Messinese. E ancora il manto nevoso, che ha in parte imbiancato anche il Vesuvio, unita al ghiaccio sulle strade, ha spinto alla chiusura delle scuole (non avvenuta invece in provincia di Pavia o a Roma, nonostante i problemi agli impianti di riscaldamento di alcuni istituti) diversi sindaci di Molise e Puglia del Nord, ma anche Siena. In Toscana, in ogni caso, a colpire è soprattutto il vento, con raffiche superiori a 100 km che hanno fatto scattare l’allerta arancione anche per le mareggiate con onde fino a 5 metri.

L’altalena-meteo delle prossime ore

La situazione, in ogni caso, è destinata a cambiare più volte nelle prossime ore. Inizialmente, illustra il bollettino di iLMeteo.it, ci sarà un’impennata delle temperature, soprattutto al Centro, passando da minime con punte di -10/-13 gradi a valori che si attesteranno in pianura fino a +5°. A spingere la massa d’aria più umida e mite sarà il rinforzo dei venti di libeccio da Sud-Ovest. Questo si tradurrà anche in piogge sull’intero versante tirrenico e sulle Isole maggiori, ma anche in nevicate cospicue in Valle d’Aosta e qualche fiocco che raggiungerà la pianura veneta.

Altra variazione delle condizioni sabato, con vento di maestrale, perturbazioni in spostamento verso Sud, con fenomeni più intensi su Campania e Calabria tirrenica e un nuovo calo termico, che porterà neve fino a 6-800 metri sugli Appennini. Per domenica, infine, il vento girerà ancora, a grecale, con un miglioramento delle condizioni e solo una residua instabilità al Sud e sulle Alpi, ma anche qualche fiocco sulle colline del Medio Adriatico.

Alberto Minazzi

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Tag:  freddo, meteo