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È l'Italia la nuova “calamita” europea per i milionari

È l'Italia la nuova “calamita” europea per i milionari

Nel 2025, secondo le stime di Henley & Partners, circa 3.600 super-ricchi hanno scelto di trasferirsi nel nostro Paese

Nel 2025, l’Italia si è confermata come una delle mete più ambite dai milionari internazionali, tanto da essere prima in Europa e sul podio mondiale per attrattività.
Il boom di trasferimenti dei milionari è legato alla flat tax, che consente ai nuovi residenti di pagare un’imposta fissa di €200 000 sui redditi esteri per 15 anni e al lifestyle, quindi alla “qualità della vita, al clima, alla stabilità e al fascino culturale” delle città italiane.
Si parla ovviamente di flussi contenuti nei valori assoluti, visto che solo una parte della popolazione mondiale può contare su una ricchezza investibile e rapidamente liquidabile di almeno un milione di dollari.
Ma si tratta di movimenti importanti, perché possono tradursi in un aumento non solo dei consumi, ma anche degli investimenti nel Paese che accoglie i super-ricchi, con un influenza sempre più crescente della migrazione strategica della ricchezza sui cambiamenti di potere economico globale. La società specializzata Henley & Partners pubblica dunque da 10 anni le previsioni in merito a questi spostamenti. E, relativamente all’appena concluso 2025, le stime indicano dati estremamente positivi per l’Italia.

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Come cambiano le rotte dei milionari nel mondo

Per lo scorso anno, Henley & Partners aveva previsto 142 mila trasferimenti internazionali di milionari, con un significativo ridisegno globale delle destinazioni prescelte.
In Italia ne sono arrivati 3.600.
Più anche della Svizzera, a quota +3 mila, dell’Arabia Saudita (+2.400) o di altre realtà europee in crescita su questo fronte come Portogallo (+1.400) e Grecia (+1.200).
Il baricentro continentale, insomma, si è spostato verso Sud, con il Principato di Monaco (+200) che si conferma uno dei “paradisi” per i ricchi, mentre il Montenegro (+150) ha fatto segnare con il +124% l’aumento percentualmente più alto nel decennio davanti a Malta (+87%).
Per contro, perdite significative di appeal si sono evidenziati nel Regno Unito, con 16.500 milionari che l’hanno lasciato nel corso dello scorso anno, ma anche in Cina, seconda con -7.800.
Sono in ogni caso soprattutto gli equilibri europei a essere radicalmente cambiati. A calare in maniera evidente per la prima volta sono state infatti anche Francia (-800), Spagna (-500) e Germania (-400).

Cosa attrae (o respinge) i milionari in un Paese

L’analisi di Henley & Partners indica in “regimi fiscali favorevoli e programmi di migrazione attiva degli investimenti” i segreti di Paesi come l’Italia, definita inoltre letteralmente un “paradiso di stile di vita”.
In questo, gioca un ruolo fondamentale anche la capacità di trasformare rapidamente in domanda la ricchezza mobile garantita dal sistema-Milano, che brilla per aspetti finanziari, professionali, di connettività e servizi. E il nostro Paese garantisce anche elevata prevedibilità fiscale per gli imprenditori: tutte chiavi da giocarsi nell’immediato futuro per consolidare la presenza di capitale estero.


“Non si tratta – precisa il ceo della società, Juerg Steffen, commentando i cambiamenti – solo di modifiche al regime fiscale, ma è il riflesso di una percezione più profonda tra i ricchi che maggiori opportunità, libertà e stabilità si trovano altrove. Le implicazioni a lungo termine per l’Europa sono significative”.

Chi sono i nostri nuovi “vicini di casa”

I milionari che arrivano provengono principalmente da Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia e Medio Oriente e appartengono soprattutto a categorie di professionisti con redditi da investimenti, finanza, consulenza internazionale o dirigenti di grandi imprese.
Il loro impatto si fa sentire soprattutto sul mercato immobiliare di lusso, con Milano, Roma e Firenze in prima fila, insieme a località lifestyle come Lago di Como, Costa Smeralda e la Toscana, che registrano un aumento della domanda di residenze prestigiose.

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I capitali trasferiti si distribuiscono anche su investimenti finanziari diversificati, tra azioni, fondi, depositi e polizze vita, contribuendo a rafforzare il ruolo di Milano come hub finanziario internazionale. Il fenomeno rappresenta un nuovo impulso per l’economia italiana, con effetti diretti sul settore immobiliare, bancario e dei servizi di lusso.

Allargando la prospettiva, tra gli altri poli di attrazione identificati ci sono gli hub tecnologici dei mercati emergenti come India, Taiwan e alcuni centri cinesi come Shenzhen e Hangzhou.
Ma anche l’attrattività delle scuole internazionali e la crescita del settore dei servizi finanziari e delle offerte immobiliari di fascia alta della Thailandia (+450), oppure la sicurezza e stabilità politica del Giappone (+600 milionari).

Alberto Minazzi

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Tag:  ricchezza