Per i 450 anni dalla morte del maestro, la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone a confronto nella sua città natale. Dal 23 gennaio al 29 marzo, una nuova lettura sul paesaggio
Per i 450 anni dalla morte di Tiziano, il suo paese natale, Pieve di Cadore rende omaggio al grande pittore veneto con un progetto che per la prima volta mette in dialogo diretto due opere del maestro, entrambe risalenti agli anni Venti del Cinquecento: la monumentale Pala Gozzi, dipinto a olio di quasi tre metri e mezzo di altezza eseguito nel 1520 per la Chiesa di San Francesco ad Alto in Ancona e mai arrivata prima nei luoghi natali del pittore e la spettacolare xilografia della Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso. Capolavori che aprono nuove prospettive di lettura sul paesaggio, tema caro a Tiziano e al suo dialogo con la figura umana. “Tiziano e il paesaggio” offre un confronto inedito e sorprendente tra due opere capitali del pittore rinascimentale. Una mostra studio che prelude a una seconda esposizione in calendario a luglio e che si inserisce nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026. Il progetto ideato da Bernard Aikema e curato da Thomas dalla Costa, per entrambe le mostre, è nato proprio con l’intento di esplorare nuovi aspetti su un tema noto ma ancora ricco di suggestioni.

Grandiose opere a confronto: la Pala Gozzi
La “Pala Gozzi” e la “Sommersione dell’esercito del faraone nel Mar Rosso” sono due opere diverse per tecnica, destinazione e funzione ma sorprendentemente affini nella costruzione compositiva e nel ruolo assegnato al paesaggio.
Sono diversi gli elementi che le avvicinano: dalla raffigurazione di una città che emerge dall’acqua o dalla sua laguna, alla struttura compositiva “a triangolo” comune alle due opere; dal significato specifico affidato ai paesaggi e alla luce, determinanti per la comprensione del lavoro ai riferimenti politici sottesi in entrambe.
La “Pala Gozzi” è per altro l’unica opera di Tiziano in cui si firma con lo pseudonimo “Titianus Cadorinus” nel cartiglio in evidenza, a segnare il perenne legame con questa terra.

La “Sommersione del Faraone”
Anche la “Sommersione del Faraone”, xilografia incisa da un anonimo intagliatore su disegno di Tiziano e conservata nei Musei Civici di Bassano del Grappa, è un’opera straordinaria per dimensioni e impatto visivo.
Composta da 12 fogli, di cm 120 x 200, in essa il paesaggio marino occupa gran parte della scena, diventandone il vero protagonista. E’ considerata una delle più spettacolari xilografie di tutti i tempi.
Per l’artista cadorino, come spiegano i curatori dell’esposizione, il paesaggio non è solo elemento decorativo, ma “costituisce una componente visiva imprescindibile delle sue opere permeando profondamente la struttura compositiva”.
La veduta marina, con anche il profilo di una città che emerge dall’acqua, occupa due terzi della xilografia: il mare che ricorda la laguna di Venezia è minaccioso, come suggeriscono le nuvole che avanzano sul profilo della città “un oscuro presagio opposto a quello dell’alba che invece rischiara il destino di Venezia nel dipinto – sottolineano i curatori della mostra – e prevede tempi difficili per questo insediamento caratterizzato da un campanile gotico ed edifici dalle forme “foreste”, “oltralpine”.
Dunque non una pura decorazione ma un paesaggio dalla forte valenza emotiva e dal significato politico con la veduta cittadina interpretata dalla critica ora come un ideale richiamo a Gerusalemme, in quanto “nuova Venezia”.

Verso la seconda mostra su Tiziano
Le riflessioni rese possibili dal confronto delle due opere di Tiziano presenti nella prima esposizione guarda in direzione di un secondo appuntamento su “Tiziano e il Paesaggio” previsto tra luglio e settembre e si concluderà nel 2027 con un convegno internazionale di studi. Sarà occasione per gli studiosi di riflettere su come sia cambiata la percezione del paesaggio dal XVI secolo ai giorni nostri. A rendere maggiormente simbolico il ritorno nella città natale delle opere di Tiziano è la riapertura, dopo i lavori di restauro, della Casa Natale a Pieve di Cadore e la riscoperta della piccola pala conservata nella Chiesa Arcidiaconale di Pieve di Cadore, la “Madonna col bambino tra i Santi Tiziano e Andrea”.
Un’opera intima, di devozione privata, riconosciuta recentemente come interamente autografa, che custodisce un prezioso autoritratto del pittore.
Silvia Bolognini



