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Droghe invisibili, pericoli reali: il Veneto dichiara guerra alle nuove sostanze psicoattive

Droghe invisibili, pericoli reali: il Veneto dichiara guerra alle nuove sostanze psicoattive

Molecole sintetiche sempre più diffuse e difficili da intercettare mettono a rischio la salute pubblica. Con oltre 200 mila euro e un accordo con Palazzo Chigi, il Veneto lancia una rete sperimentale di allerta precoce per  fermare le nuove droghe

Che si utilizzi l’acronimo italiano (Nsp) o quello inglese (Nps), poco cambia.
Il riferimento va sempre alle nuove sostanze psicoattive, ovvero quel gruppo molto ampio di molecole, principalmente di natura sintetica, caratterizzate da proprietà farmacologiche e tossicologiche estremamente insidiose per la salute dei consumatori.
Sostanze il cui consumo è ormai considerato, a livello internazionale e nell’ambito delle istituzioni comunitarie, una vera e propria emergenza, da fronteggiare con nuove strategie e appropriati strumenti giuridici.
Proprio in questa prospettiva, la Regione Veneto ha ora approvato lo schema di accordo con il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre sostanze della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Obiettivo: creare, a livello sperimentale, una rete regionale che possa individuare precocemente le Nsp.

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La nuova rete veneta contro le Nsp nel quadro nazionale

“Le forme di dipendenza – sottolinea il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – cambiano ed è necessario aggiornare gli strumenti per contrastarle. Ora, con la rete, diamo un segnale in questa direzione creando un fondo per intervenire contro le nuove sostanze che circolano a danno della salute pubblica e a minaccia dei cittadini e delle famiglie”.
Per la rete delineata dallo schema dell’accordo è previsto infatti un finanziamento di oltre 200 mila euro. La stessa rete sarà in grado di dialogare con quella nazionale di rilevamento News-D. Ovvero il Sistema nazionale di allerta precoce e risposta rapida per le droghe adottato nel 2013, nell’ambito del Piano d’azione nazionale sulle nuove sostanze psicoattive, dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio.
Questo permetterà, da un lato, di individuare precocemente i fenomeni potenzialmente pericolosi per la salute pubblica correlati alla comparsa di nuove droghe e di nuove modalità di consumo sul territorio. Dall’altro, consentirà di attivare segnalazioni di allerta che coinvolgano tempestivamente le strutture deputate alla tutela della salute e responsabili dell’eventuale attivazione di adeguate misure in risposta alle emergenze.

Le risposte al contrasto delle nuove sostanze psicoattive

Questo collegamento renderà dunque possibile, oltre all’individuazione di sostanze che rappresentano un pericolo per la loro diffusione, anche il monitoraggio della loro assunzione e consumo, prevenendo così fenomeni di abuso o intossicazione, grazie a un sistema di allerta dati rapido, basato su scambi informativi e analisi dei dati.
Riguardo alle Nsp, le  indicazioni della tossicologia forense le inseriscono in particolari gruppi strutturali come cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, oppioidi, triptamine, piperazine, arilcicloesilammine e soprattutto fenetilammine. Queste sostanze, però, subiscono delle modifiche molecolari che le distinguono dagli stupefacenti sotto il profilo chimico-tossicologico e legale.

Il funzionamento della rete

“Guardare al sociale – riprende Stefani – significa anche interessarsi delle forme di disagio e delle cause che ne sono all’origine. La prevenzione contro le dipendenze è fondamentale: passa per una sorveglianza epidemiologica in tempo reale che è strategica insieme al rafforzamento della formazione continua delle centinaia di professionisti sociosanitari coinvolti”.

carta di padova
Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto

L’attivazione a livello territoriale della rete passa attraverso diverse azioni: sorveglianza, allerta precoce ed epidemiologia; potenziamento diagnostico; prevenzione ed educazione a stili di vita sani; promozione della ricerca e collaborazione tra le Amministrazioni centrali interessate, in particolare Ministero della Salute, Direzione centrale servizi antidroga del Ministero dell’Interno e Ministero dell’Istruzione e del merito, ma anche Regioni e Province autonome. Quest’ultima si tradurrà nello scambio di informazioni sulle nuove sostanze psicoattive e delle buone pratiche per il monitoraggio, la prevenzione e la gestione del fenomeno. Importanti anche la raccolta e analisi delle informazioni e la trasmissione di informative, allerte e comunicazioni con i servizi coinvolti nel territorio regionale, oltre a scambi informativi con il Sistema di allerta rapido e rafforzamento della formazione continua degli operatori sanitari. L’accordo per la nuova rete regionale veneta ha la durata di 24 mesi, eventualmente prorogabili su volontà di entrambe le parti firmatarie.

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Tag:  droga