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Donne e STEM: a Venezia la prima laureata in Engineering Physics

Donne e STEM: a Venezia la prima laureata in Engineering Physics
Beatrice Marchiori

Beatrice Marchiori: “Spero che il mio traguardo raggiunto possa essere di ispirazione per altre ragazze che stanno valutando studi in ambito scientifico tradizionalmente meno scelti dalle donne”

Le sue giornate sono sempre molto impegnative, la sveglia suona presto la mattina e tra lavoro e famiglia, con un bimbo di tre anni e mezzo, finiscono tardi la sera. Un ritmo sostenuto che però non ha impedito a Beatrice Marchiori di coronare il suo sogno: laurearsi in Engineering Physics.
Proprio lei è la prima studentessa che ha completato il Corso di Laurea Magistrale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in questa disciplina.
La sua laurea in Ingegneria Fisica rappresenta per l’Ateneo veneto un passaggio importante nella promozione della partecipazione femminile alle discipline STEM – Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica -, ovvero le discipline scientifico-tecnologiche e i relativi campi di studio che sono fondamentali per l’innovazione e il lavoro.

La formazione per nuove professioni

“Il corso di Ingegneria Fisica che ho seguito arrivando alla laurea – spiega Beatrice Marchiori – rappresenta una scelta innovativa e in linea con le esigenze del presente perché offre una formazione solida e trasversale che apre a molteplici ambiti, dalla fisica alla biologia, fino alla finanza”.
Durante il suo percorso universitario la ventisettenne, nata a Treviso ma residente a San Donà, dove lavora all’SPF Don Bosco, ha svolto un corso di studi caratterizzato da una forte interdisciplinarità con competenze in fisica, biologia e analisi dei dati e che sviluppa strumenti utili per la ricerca in ambiti innovativi come quello bioinformatico.

“L’ Engineering Physics è un percorso che ha l’obiettivo di formare professionisti in grado di comprendere a fondo i fenomeni fisici e allo stesso tempo di applicarli concretamente allo sviluppo di tecnologie avanzate come nuovi materiali, dispositivi elettronici, sistemi energetici o applicazioni nel campo biomedicali – precisa Beatrice Marchiori -. Si studiano materie fondamentali dalla fisica avanzata alla matematica e meccanica quantistica, affiancate da altre discipline ingegneristiche quali elettronica, scienza dei materiali e modellazione numerica. Nel mio caso, avendo scelto il curriculum in Barin Physics, ho avuto anche l’opportunità di approfondire ambiti più interdisciplinari legati alle neuroscienze, studiando biologia, neurofisiologia e tecniche di neuroimaging. Sono insegnamenti che permettono di comprendere il funzionamento del cervello e di analizzarlo attraverso strumenti avanzati come la risonanza magnetica o altre tecniche di imaging”.

Il rapporto donne e STEM

“La mia tesi dal titolo “Bioinformatic Analysis Profiling of Transformed Colon and Fallopian Tubes Organoids”, sotto la supervisione del professore Flavio Rizzolio, docente di Biologia Molecolare del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi di Ca’ Foscari e i ricercatori Alessandro Bregalda e Enrico Amedeo Caverzani – continua Beatrice Marchiori – si inserisce proprio in questo contesto interdisciplinare tra fisica, informatica e biologia computazionale. In particolare ho lavorato su analisi bioinformatiche applicate a tumori del colon e dell’ovaio, utilizzando strumenti computazionali per studiare dati biologici complessi e individuare pattern rilevanti. E’ stato un lavoro molto stimolante perché mi ha permesso di applicare concretamente le competenze acquisite durante il percorso di studi unendo capacità analitiche e approccio scientifico a un ambito, quello medico, a impatto diretto sulla vita delle persone”

“Questo corso poi – rileva Beatrice Marchiori – dà segnali incoraggianti sul rapporto tra donne e STEM. Sempre più donne si avvicinano a questi ambiti, ma penso ci sia ancora molta strada da fare. E’ importante continuare a lavorare sull’accessibilità, sulla fiducia in se stesse e sulla presenza di modelli di riferimento. In questo senso ho avuto la fortuna di incontrare professori molto attenti e aperti che hanno contribuito a creare un ambiente stimolante e inclusivo. Spero che il mio successo possa essere di ispirazione per altre ragazze che stanno valutando studi in questa direzione”.

Un traguardo raggiunto con passione e impegno

Beatrice Marchiori ha raggiunto il suo traguardo con impegno, determinazione e passione. Studentessa, lavoratrice e mamma, ha saputo gestire tempo e impegni. “E’ stata una sfida ardua, ma alla fine ci sono riuscita e ne sono orgogliosa.  Ora che ho finalmente un po’ più di tempo libero oltre a dedicarmi a mio figlio Samuele, mi piacerebbe riuscire a tornare anche alle mie passioni, come il lavoro all’uncinetto”.
Una curiosità: la corona di laurea l’ha realizzata lei proprio all’uncinetto.

Guardando al futuro

Gli studi della giovane aprono le porte alle professioni del domani offrendo opportunità sia in ambito accademico che industriale: dalla ricerca allo sviluppo tecnologico fino alle aziende high- tech, all’energia, allo spazio e al biomedicale.
“Per il mio futuro mi piacerebbe continuare a lavorare in contesti interdisciplinari – conclude Beatrice Marchiori – dove fisica, dati e biologia si incontrano, contribuendo allo sviluppo di strumenti e conoscenze utili per la ricerca biomedica e la medicina personalizzata. Allo stesso tempo non nascondo un po’ di timore, perché nel mio territorio le opportunità in questo ambito sono ancora limitate e purtroppo in questi contesti lavorativi persistono ancora pregiudizi legati al fatto di essere donna, soprattutto quando si parla di conciliare carriera e famiglia. Al momento sto lavorando come insegnante, rappresenta il mio “piano B”, ma è una strada che sento comunque molto vicina perché mi dà la possibilità di lavorare con i ragazzi e trasmettere loro interesse e curiosità per le materie scientifiche. Credo sia importante anche contribuire a formare e motivare le nuove generazioni”.

Silvia Bolognini

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