Giovedì 9 la presidente Meloni in Parlamento, mentre rientra parzialmente l’allerta per i rifornimenti negli aeroporti. Il problema, però, resta
La vicenda del carburante per i voli esaurito all’aeroporto di Brindisi, che ha tenuto banco nei giorni di Pasqua, si è almeno in parte ridimensionata. Le notizie circolate relativamente all’esaurimento delle scorte di cherosene nello scalo pugliese sono però la punta dell’iceberg della crisi energetica, innescata dalla guerra in Iran, che preoccupa su più fronti.
Per questo, si rende quantomai urgente l’adozione di una strategia da parte del Governo. E, in tale prospettiva, si attende in particolare l‘informativa che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, porterà in Parlamento giovedì 9 aprile. La prospettiva è quella dell’elaborazione di un pacchetto di misure che si traducano in vero e proprio piano di emergenza.
Verso le mosse dell’Italia per affrontare l’emergenza-energia
La premier, prima di Pasqua, si era recata nel Golfo Persico per un blitz volto ad approfondire diversi aspetti di una situazione in continua evoluzione, ma della quale ancora non si vede la fine. Anche perché non è solo il carburante aereo a preoccupare, anzi. C’è il gas, per esempio, con il tangibile rischio di un razionamento. A questa ipotesi, affrontata dal Comitato tecnico riunitosi nelle ultime ore al Ministero dell’Ambiente, si potrebbero aggiungere ulteriori misure, legate al consumo di benzina e diesel. Ovvero l’introduzione della circolazione a targhe alterne e un ricorso straordinario allo smart working nel settore pubblico.

Tra le idee al tavolo di Palazzo Chigi c’è anche quella di tornare ad aprire alle forniture di metano e petrolio dalla Russia, per scongiurare l’esaurimento delle scorte. Perché, se è vero che, con la fine della stagione fredda, si spengono gli impianti di riscaldamento, l’arrivo dell’estate si accompagnerà alla crescita della richiesta di elettricità per alimentare i condizionatori.
Un quadro complicato (anche sul fronte-sicurezza)
Nel frattempo, pur nella consapevolezza delle difficoltà, l’invito è quello di evitare inutili allarmismi. La questione, del resto, è delicata anche negli equilibri internazionali. A partire dai segnali tutt’altro che rassicuranti nelle prospettive dei traffici internazionali che arrivano dal blocco dello Stretto di Hormuz. Si deve cioè tenere conto anche delle mosse, non sempre prevedibili, del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che rendono particolarmente incerta la prospettiva di durata del conflitto. Così come delle strategie di più ampio respiro all’interno dell’Unione Europea. Il tutto, non va mai dimenticato, senza sottovalutare i temi legati alla pubblica sicurezza. In materia, va ricordato, sono attualmente all’esame dalle Camere una serie di provvedimenti. Insieme alla conversione del “decreto Sicurezza”, l’obiettivo del Governo è quello di una rapida conclusione dell’iter parlamentare anche sui disegni di legge relativi alle nuove assunzioni per le forze dell’ordine, alle tematiche dell’immigrazione e alla Polizia municipale.
La verità sulle scorte di cherosene a Brindisi
A proposito di allarmi, sul tema delle carenze dei carburanti allo scalo aereo di Brindisi è arrivato nelle ultime ore il chiarimento del presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile. “Al momento – ha dichiarato – non c’è alcuna emergenza per quanto riguarda la disponibilità di carburante negli scali pugliesi. La situazione è sotto controllo, anche e soprattutto a Brindisi e non c’è alcun motivo per creare preoccupazioni o allarmismi. Le forniture di carburante continuano regolarmente e non c’è alcun rischio di carenza imminente”. Le problematiche degli ultimi giorni, ha spiegato il presidente di Aeroporti di Puglia, sono state dovute a “effetti indiretti connessi alle problematiche registrate da altri scali”. Le scorte, cioè, sono state ridotte in maniera significativa per rifornire aerei provenienti da Milano, Bologna e Venezia. Ma il gestore ha assicurato il ripristino dei livelli entro la mattinata di oggi, martedì 7 aprile.

Carburante negli aeroporti: il punto della situazione
Tutto questo, in ogni caso, non nasconde una realtà in cui il carburante negli aeroporti italiani sta iniziando a scarseggiare. Sabato, insieme a Brindisi, era scattata l’allerta anche a Pescara (poi smentita) e Reggio Calabria, segnalando la necessità di limitazioni ai voli. E, ancor prima, la distribuzione di carburante era stata contingentata a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. La situazione sulle forniture internazionali attraverso Hormuz, da cui dipende il 30% del carburante per aerei utilizzato in Europa, ma con quote ancor più alte in Asia, si è del resto incrociata in Italia con l’aumento dei traffici legato alle festività pasquali. Considerazioni che preoccupano soprattutto in vista delle ferie estive. Gli spostamenti a lunga distanza potrebbero essere infatti ridotti, oltre che in considerazione delle numerose aree del pianeta in cui sono in corso conflitti, anche per motivi legati ai costi, con ricadute sul settore del turismo organizzato. Mentre i viaggiatori “fai da te” valutano sempre più l’ipotesi di assicurarsi contro inconvenienti, anche se il Codacons avverte che questi contratti costano fino all’8% in più e non coprono tutti i possibili eventi negativi.
Alberto Minazzi



