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Coltelli, baby gang e migranti: arriva il maxi pacchetto sicurezza del Viminale

Coltelli, baby gang e migranti: arriva il maxi pacchetto sicurezza del Viminale
Viminale

Verso nuovi reati, pene più dure, zone rosse estese, linea dura e più poteri a prefetti e forze dell’ordine. Chi si difende, non più indagato

Una nuova forte stretta su una serie di temi delicati per affrontare le principali emergenze nelle nostre città, aumentando la sicurezza dei cittadini. È questo, in estrema sintesi, il contenuto del pacchetto-sicurezza, con nuove norme contenute in circa 60 articoli, che è stato elaborato dal Ministero dell’Interno di concerto con Palazzo Chigi.
La bozza del disegno di legge del Viminale, che dovrebbe accompagnarsi a un decreto, è pronta a essere esaminata e votata in uno dei prossimi Consigli dei ministri per poi approdare “a breve in Parlamento”, come ha spiegato il ministro Matteo Piantedosi nel corso di un question time alla Camera. Intanto, dopo l’accelerazione dell’iter, hanno già iniziato a circolare le anticipazioni sui contenuti, con norme che interesseranno una ampia gamma di settori.

Possesso di coltelli verso un significativo giro di vite

Se tra i contenuti del decreto rientreranno norme come quelle attraverso le quali si punta per esempio a potenziare le forze di polizia, a consentire l’estensione delle “zone rosse” o ad aumentare le telecamere di sorveglianza nelle città, i provvedimenti principali sono inseriti nel ddl.
Un cospicuo numero di novità riguarderà i coltelli e le altre armi da taglio, le più usate per esempio nelle rapine secondo i più recenti dati Istat, nei cui confronti la linea è quella della “tolleranza zero”.

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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Si introdurrà così innanzitutto un divieto assoluto di porto di strumenti atti a offendere con lama flessibile superiore a 5 cm o con lama affilata o appuntita più lunga di 8 cm. La pena, per chi violerà i 2 divieti, è quella della reclusione, da 1 a 3 anni nel primo caso, da 6 mesi a 3 anni nel secondo. E potrà essere aumentata, da un terzo alla metà, attraverso l’aggravante specifica della commissione del reato da parte di persone travisate o da più persone riunite in luoghi come le immediate vicinanze di banche, scuole, parchi e giardini pubblici, stazioni ferroviarie o metropolitane.
In occasione di manifestazioni o in operazioni di prevenzione di reati, in casi di eccezionali gravità, è prevista la possibilità di effettuare sul posto perquisizioni a fini di controllo.

Anche i minori potranno essere arrestati. Multa per i genitori

A fianco del nuovo reato, il disegno di legge prevede anche l’applicabilità, da parte del prefetto dandone comunicazione all’autorità giudiziaria competente, di una serie di sanzioni amministrative accessorie.
Queste comprendono la sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto e del permesso di soggiorno, ma anche il divieto di conseguire tali documenti.
Il commerciante che vende armi da taglio sarà quindi obbligato a tenere un registro elettronico in cui inserire quotidianamente tutte le vendite. E sarà introdotto un divieto di vendita ai minori di coltelli e strumenti da punta e da taglio utilizzabili come armi improprie, anche sul web, con sanzioni pecuniarie per i violatori da 500 a 3 mila euro, oltre alla revoca della licenza.
Particolari disposizioni sono infatti previste nel caso in cui a commettere il reato sia un minorenne, per i quali, a differenza delle norme attuali, non sarà esclusa la possibilità dell’arresto facoltativo in flagranza e dell’applicazione di misure cautelari.
I genitori o le persone a cui è affidata la sorveglianza dell’under 18, qualora non dimostrino di non aver potuto impedire il fatto, dovranno inoltre pagare una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro.

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Baby gang e sicurezza di strada e delle stazioni ferroviarie

Un altro importante capitolo del disegno di legge riguarda infatti le baby gang, con una serie di norme più severe.
Tra queste, l’estensione ai reati di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia, se commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere, per i minorenni tra 12 e 14 anni, dell’applicabilità dello strumento dell’ammonimento del questore. Nei giorni in cui è al centro del dibattito l’incremento di un migliaio di unità dei militari impegnati nell’operazione “Strade sicure” (attualmente 6.635 dell’Esercito, più circa 150 tra Marina e Aeronautica, in 58 città), non è questa, però, l’unica novità prevista dal Viminale per contrastare la microcriminalità, per la quale saranno aumentate le pene relative a borseggi e furti in abitazione. Verrà in tal senso data maggior libertà ai prefetti di istituire le zone rosse nelle aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, non limitandola ai soli casi eccezionali e urgenti. Ed è stato anche previsto un nuovo fondo, con dotazione economica di 50 milioni per il 2026, finalizzato all’aumento della sicurezza nelle stazioni ferroviarie.

Dall’alt di polizia alle manifestazioni pubbliche. Chi si difende non più indagato

Il pacchetto sicurezza prevede anche una serie di altre misure di vario tipo.
Chi non si ferma all’alt di polizia, dandosi alla fuga con modalità pericolose per l’incolumità, commetterà così un reato punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, con possibilità di arresto in flagranza differita e applicazione delle sanzioni accessorie della sospensione della patente e della confisca del veicolo.
Quanto invece alle manifestazioni pubbliche, si introducono l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento e il fermo preventivo fino a 12 ore di persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento delle manifestazioni in quanto in possesso di armi e strumenti atti a offendere o che utilizzino caschi o altri strumenti che rendono più complicata l’identificazione. Ancora, è stata prevista l’introduzione di una nuova aggravante comune per i delitti non colposi contro vita, incolumità individuale e libertà morale commessi nei confronti di giornalisti o direttori di testate durante lo svolgimento delle loro funzioni o a causa di esse. E viene esclusa l’iscrizione nel registro degli indagati di qualsiasi cittadino qualora l’uso delle armi o della forza sia avvenuto in presenza di una causa di giustificazione, come legittima difesa o stato di necessità.

Il “pacchetto-migranti”

L’ultimo importante blocco del pacchetto sicurezza riguarda una stretta anche sul fronte immigrazione. Tra le misure in materia, l’introduzione della possibilità di interdizione, fino a massimo 6 mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali in alcuni casi ben definiti di minaccia grave per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico, tra cui il rischio concreto di terrorismo, emergenze sanitarie, pressione migratoria eccezionale o particolari eventi internazionali di alti livello.
In questi casi, i migranti eventualmente a bordo potranno essere condotti anche in Paesi terzi.
In generale, poi, il Ministero dell’Interno sarà autorizzato a riconsegnare allo Stato di appartenenza i soggetti pericolosi per la sicurezza del nostro Paese e si facilitano le espulsioni già dalla seconda violazione di un ordine di allontanamento del questore. Il testo interviene anche relativamente al tema della mancata convalida dei trattenimenti dei migranti da parte dei giudici, con la fissazione di una serie di paletti allo spazio di azione dei magistrati.
Cambia anche la normativa sul diritto di ricongiungimento ai familiari, restringendo da un lato le categorie per le quali questo può essere richiesto, ma ampliandole in altro senso per favorire l’ingresso in Italia di lavoratori qualificati. Viene anche introdotto nell’ordinamento il concetto di “Paese terzo sicuro” e si potenzieranno le strutture di accoglienza e trattenimento.

Alberto Minazzi

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