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Incentivi auto 2026: l’Italia cambia strada e punta alla riconversione a gas

Incentivi auto 2026: l’Italia cambia strada e punta alla riconversione a gas

Il programma del Ministero fino al 2030: stop agli incentivi ai privati per l’acquisto di nuovi veicoli

Almeno fino al 2030, l’Italia ha deciso di accantonare l’epoca della rottamazione delle vecchie auto private per sostituirle con l’immatricolazione di nuovi veicoli meno inquinanti.
La nuova strada scelta per ridurre le emissioni legate alla circolazione automobilistica punta sul cosiddetto “retrofit a gas”. Ovvero la conversione dei mezzi già su strada dall’alimentazione a benzina a quella a Gpl o metano.
La strategia emerge chiaramente dal nuovo Dpcm di programmazione delle risorse del Fondo Automotive fino al 2030, appena presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il retrofit a gas che sostituisce i bonus classici

Le risorse pubbliche destinate al settore automobilistico, va premesso, non mancano: si parla di circa 1,6 miliardi di euro per i prossimi 5 anni. Quel che viene meno sono i bonus come eravamo abituati a intenderli, ovvero sotto forma di incentivi riservati ai consumatori per l’acquisto di auto nuove. Al sostegno alla domanda di mercato il Dpcm riserva risorse per circa 400 milioni di euro, di cui 21 specificamente destinati, per la prima volta, al retrofit a gas.
Il ritorno in auge di Gpl e metano, dopo un periodo in cui questi carburanti erano stati nei fatti accantonati, viene visto ora come una soluzione “low cost” che può però produrre comunque significativi risultati in merito alla riduzione del “contributo” dei veicoli all’inquinamento atmosferico da anidride carbonica e altre sostanze dannose. La spesa per la riconversione a gas del parco circolante è in effetti molto inferiore rispetto all’esborso richiesto per acquistare un mezzo elettrico di ultima generazione.

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Le altre destinazioni dei soldi del Fondo Automotive

Insieme al retrofit a gas, il posto degli Ecobonus auto (ma non di quelli dedicati a ciclomotori e motocicli, anche elettrici, che rimangono in vigore) riservati ai privati, sarà preso anche da una serie di altre misure.
Tra quelle sul fronte degli acquirenti, ci sono incentivi per i veicoli commerciali leggeri, per i quadricicli e altri mezzi di categoria “L”, per l’installazione di colonnine di ricarica domestiche e per il noleggio sociale a lungo termine.
L’idea generale del Ministero è però quella di cambiare completamente approccio, preferendo puntare su un rafforzamento della filiera produttiva anziché sullo stimolo alle vendite. Quasi metà (circa 750 milioni) delle risorse disponibili andranno al sostegno di attività di ricerca e sviluppo, puntando sui progetti contenuti negli accordi per l’innovazione. E altri 450 milioni verranno impiegati per il rafforzamento della capacità produttiva, specie per le iniziative di dimensioni ridotte, attraverso contratti di sviluppo.

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Nuovi incentivi: da quando?

Un punto cruciale, evidenziato in particolare dagli operatori del comparto, sono le tempistiche di operatività dei nuovi incentivi. Al momento, il Ministero ha infatti illustrato solo l’impianto generale del decreto, senza però fornire indicazioni sul momento preciso in cui avverrà la concretizzazione delle singole misure. La filiera, dunque, ha avanzato al Governo la richiesta di evitare di perdere tempo, puntando ad avere i bonus operativi già dai prossimi mesi. In questo arco di tempo, inoltre, l’invito è quello di valutare anche dal punto di vista politico l’opportunità di estendere i benefici anche a chi possiede veicoli più datati e alle persone giuridiche intestatarie dei mezzi oggetto del bonus.

Alberto Minazzi

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