Il progetto “Note persistenti” esplora prospettive sottili e nuove letture della realtà attraverso l’arte contemporanea
In vista dell’avvio della 61a Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre, il Padiglione Venezia si prepara a prendere parte al progetto “In Minor keys“, (In chiavi minori) della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa nel maggio scorso, con la mostra ‘Note persistenti’ e il concorso ‘Artefici del nostro tempo’.
La scelta è quella di mettere in luce voci e prospettive meno evidenti, invitando a scoprire la bellezza nei dettagli e nelle dissonanze, trasformando il Padiglione della città in un laboratorio creativo dove giovani talenti e artiste donne danno forma a storie sottili, emozionanti e inattese.
In linea con il tema ‘In Minor Keys, il progetto inviterà a leggere dunque la realtà con nuovi occhi, accogliendo leggerezza e gioia anche nei toni più delicati e sorprendenti.
Come scritto dalla stessa Kouoh nel 2022, la consapevolezza è che “abbiamo bisogno della radicalità della gioia”.
Il via libera per l’allestimento della mostra “Note persistenti”, insieme alla settima edizione del concorso “Artefici del nostro Tempo”, riservato ai giovani artisti, è arrivato. Si parte.

Le “Note persistenti” del Padiglione Venezia: donne protagoniste
“il Padiglione Venezia – sottolinea il sindaco del capoluogo lagunare Luigi Brugnaro – rappresenta uno spazio fondamentale di dialogo tra la città e la Biennale, un luogo in cui Venezia racconta sé stessa attraverso l’arte contemporanea. Con l’approvazione della delibera di indirizzo per l’allestimento della mostra “Note persistenti” e lo svolgimento di “Artefici del nostro tempo”, la Giunta comunale conferma l’impegno a sostenere progetti culturali di alto profilo e allo stesso tempo, a valorizzare i giovani talenti emergenti”. Lo staff curatoriale dell’esposizione è guidato da Giovanna Zabotti con la collaborazione, tra gli altri, del curatore d’arte e saggista Cesare Biasini Selvaggi, commissario del Padiglione Maurizio Carlin.

La pratica artistica come forma di percezione della realtà
“Il progetto curatoriale è in fase di sviluppo – spiega Maurizio Carlin -, possiamo solo anticipare che il tema del padiglione “Note persistenti” è incentrato su artiste donne, ma è ancora presto per fare dei nomi di chi sarà protagonista della mostra, per esplorare la tonalità peculiare che Venezia imprime sull’arte, più come risonanza emotiva e poetica che come stile codificato, in linea con il titolo della Biennale. Nasce da una riflessione sulle artiste e sulle loro opere, individuando un concetto condiviso che attraversa l’intero percorso: l’esistenza di una realtà che non è alterata, ma semplicemente diversa, una dimensione percepita in modo non uniforme, accessibile solo a chi è disposto a spostare il proprio sguardo. La pratica artistica diventa così una forma di percezione e di racconto della realtà non come rappresentazione oggettiva, ma come esperienza sensibile e soggettiva. In questo contesto emergono le “note persistenti” quali sensazioni, affetti, presenze, elementi talvolta velati e impercettibili, talvolta leggibili in modi differenti, talvolta evidenti, talvolta dimenticati, ma che nonostante tutto sopravvivono nel tempo”.
La settima edizione di “Artefici del nostro tempo”
Come da sette anni a questa parte, il Padiglione Italia ospiterà anche le opere vincitrici del concorso “Artefici del nostro tempo”, articolato in diverse discipline artistiche: pittura; fotografia; video; scultura e design del vetro, arte pubblica quale graffitismo, street art e performance; grafica e comunicazione nello spazio pubblico; design dell’arredo urbano.
Chi vorrà partecipare al concorso dovrà presentare opere inedite. Quelle selezionate saranno valorizzate attraverso l’esposizione in prestigiosi spazi del Comune di Venezia.

“Artefici del nostro tempo” – dichiara Giovanna Zabotti – è da anni un vero e proprio trampolino di lancio per giovani artisti emergenti che contribuisce a individuare e accompagnare nuovi talenti dell’arte contemporanea offrendo loro la straordinaria possibilità di visibilità, confronto e crescita in un contesto internazionale come la Biennale.
In “Note persistenti” questo patrimonio di energie e visioni sarà parte integrante del Padiglione Venezia, valorizzandone la capacità di dialogare con la città e con il presente e creando un ponte generazionale tra pratiche emergenti e sguardi consolidati”.
Silvia Bolognini



