Il più antico quotidiano inglese dedica alla località collinare del Trevigiano un ampio approfondimento, tra storia e offerta turistica attuale
Da cosa nasce l‘attrattività di una località? Prevalentemente, chi viaggia con fini turistico-culturali si sposta per vedere e visitare monumenti o attrazioni specifiche, che, anche nei casi particolarmente fortunati in cui questi obiettivi sono molteplici all’interno dello stesso contesto, presentano comunque delle punte di diamante.
Pensiamo, per esempio, a Roma: un articolo come questo non basterebbe a elencare tutti i luoghi unici che vi si possono visitare.
Ma, al tempo stesso, non si può pensare a un viaggio nella capitale senza programmare una visita al Colosseo o a Piazza San Pietro. Vi è però anche una seconda categoria di luoghi turistici, magari molto più piccoli e sicuramente più sconosciuti alle grandi masse, la cui forza attrattva è decisamente meno tangibile ma non per questo meno potente: l’atmosfera che vi si respira. Ed è proprio questo aspetto che il più antico quotidiano nazionale britannico, The Times, ha puntato all’interno del lungo approfondimento dedicato a un vero e proprio gioiellino incastonato sulle colline venete: Asolo.
Il fascino discreto della città “meno cantata” d’Italia
Nel titolo dell’articolo pubblicato il 9 gennaio su “The Sunday Times” compare una parola inglese che risulta difficile tradurre con esattezza in italiano: “unsung”. “Italy’s most unsung town, with La Serenissima views and its own Cipriani” può leggersi come “La città “più meno cantata” d’Italia, con vista sulla Serenissima e i suoi Cipriani”. Al tempo stesso, però, sia pur con un artificio che farà storcere il naso ai puristi della lingua, dalla traduzione è possibile far emergere un ulteriore sfumatura che, in inglese, al contrario si perde. Perché, nel nostro idioma, quel “meno cantata” assomiglia tanto a “incantata” (propriamente “enchanted”, in lingua anglosassone). Ed è una lettura quantomai attinente al messaggio che l’autore, Matthew Bell, ha inteso trasmettere al lettore parlando di Asolo, che, come scritto nel sottotitolo dell’articolo, “offre il fascino discreto di una città con echi di Venezia ma incontaminata del turismo”. “Parte del suo fascino – si spiega nelle prime righe – è che non c’è una singola attrazione di successo, nessun Caravaggio in chiesa o ristorante da visitare”.

Il messaggio di Freya Stark arrivato fino a noi
Il concetto riprende, con parole nuove, l’idea su questa cittadina del Veneto collinare espressa da Freya Stark, la grande scrittrice di viaggi, nota per i suoi lavori sul Medio Oriente, che scelse proprio Asolo come luogo in cui rientrare dalle sue spedizioni tra Siria, Afghanistan, Turchia e Iran, fissandoci la residenza fino alla morte, avvenuta nel 1993 a 100 anni.
“Un fascino della nostra città è che qui non c’è niente da fare”, scrisse, come ricorda The Times, Freya Stark, che, proprio per godersi la tranquillità del piccolo borgo trevigiano, durante i suoi soggiorni a volte si vestiva addirittura da uomo per evitare di richiamare l’attenzione che la notorietà acquisita avrebbe rischiato di far ricadere su di sé.
“Asolo – riprende Bell – è cambiata poco da quando Stark ci è arrivata per la prima volta negli anni ’20 e rimane uno dei segreti meglio custoditi per il viaggiatore esigente in Italia. Ha un’atmosfera senza tempo di civiltà senza ostentazione, mentre ognuno dei componenti che compongono la perfetta città italiana è giusto”. E Asolo viene quindi consigliata a turisti “italiofili, romantici, evitatori della folla”.
Gli elementi che creano la speciale atmosfera di Asolo secondo The Times
Questo insieme di piccole componenti è quindi elencato dal giornalista del quotidiano inglese, con riferimento a elementi della vita quotidiana che compongono la realtà asolana: “la piazza principale acciottolata con caffè ombreggiati per sedersi; strette strade tortuose con eleganti portici sopra le vestine dei negozi; una fontana del XVI secolo, una volta la principale fonte d’acqua della città, con un leone alato di Venezia; diverse chiese impressionanti nel solito stato di decadimento; una fortezza abbandonata su una collina; e più del solito numero di magnifiche ville private, alcune con giardini elaborati, altre che riecheggiano i palazzi del Canal Grande a Venezia”.

Asolo, ricorda ancora il giornale britannico, fu definita da Giosue Carducci “la città dei cento orizzonti”. La posizione collinare, infatti, permette di affiancare all’atmosfera che trasuda dall’abitato la possibilità di spaziare con lo sguardo a 360° sul contesto, naturale e non solo circostante. In tal senso, Villa Freya, oggi aperta al pubblico, offre un punto visuale tra i più suggestivi, che forse ispirò proprio la Stark a scrivere “Se si chiedesse quale, di tutti i luoghi della natura, è soddisfacente più a lungo, non si sceglierebbe l’orizzonte?”.
Asolo, Venezia e i Cipriani… e non solo
Realtà apparentemente fuori dal tempo e dallo spazio, in realtà Asolo è raggiungibile in appena un’ora di macchina da Venezia. E il legame con la città lagunare è innegabile. Al riguardo, The Times rimarca la presenza, ad Asolo, di Villa Cipriani, una delle tante costruite in epoca palladiana e presumibilmente appartenuta a fine ‘800 al poeta Robert Browning, che non a caso scisse la raccolta “Asolando”.
Il legame con il Regno Unito si rinsaldò con l’acquisto, nel 1962, da parte del secondo conte di Iveagh, Rupert Guinness. Fu proprio questa acquisizione che, attraverso l’affidamento della gestione dell’albergo ospitato nella villa all’albergatore e fondatore dell’Harry’s Bar, Giuseppe Cipriani, che si creò un ulteriore legame a filo doppio tra Asolo e Venezia. Ma, pur piccola realtà, la cittadina è baricentica anche verso altre poco distanti realtà attrattive dell’entroterra veneto. Tra i punti di richiamo citati da The Times spicca Villa di Maser, affrescata da Veronese, e poi le colline del Prosecco, le tante ville palladiane ma viene ricordato anche il mausoleo della famiglia Brion, costruito dall’architetto Carlo Scarpa, dove furono girate anche alcune scene del film Dune. Legame con il cinema che ricorre anche con il ricordo del soggiorno ad Asolo di Marcello Mastroianni e Faye Dunaway nel 1968, in occasione delle riprese di “A place for lovers”. Così come Asolo accoglie le spoglie della grande attrice teatrale Eleonora Duse.
Alberto Minazzi



