La città marchigiana ha conquistato il titolo con il dossier “Ancona. Questo adesso”, un progetto per rendere armonioso il rapporto tra architettura, archeologia e ambiente
Ancona è Capitale italiana della Cultura 2028.
Con la conquista del titolo, la città guarda al suo futuro tra storia e contemporaneità.
Fondata dai Greci e chiamata “Ankon” per il suo promontorio a forma di gomito, la sua vita ha sempre ruotato attorno al suo porto, storico snodo “porta d’Oriente”, luogo di scambi, incontri e contaminazioni dai tempi della Repubblica marinara ai collegamenti internazionali di oggi. Per le Marche è la seconda assegnazione di “Capitale della Cultura” dopo quella ottenuta da Pesaro nel 2024.
La selezione tra dieci finaliste
“Ancona. Questo adesso” è il titolo del dossier che ha portato la città a sbaragliare la concorrenza delle altre 9 città giunte alla finale dopo la selezione su 23 candidature totali proposte, ovvero Anagni (FR), Catania, Colle Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina in Puglia (BA), Massa; Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT).
Fulcro del progetto, che è stato giudicato eccellente è proprio la cultura come leva di sviluppo.

Nelle fondamenta di Ancona vi sono ancora tracce di antichi sistemi di approvvigionamento dell’acqua legata al porto che ha avuto e tuttora ha un ruolo fondamentale per la spinta allo sviluppo urbano. Fu nel Settecento poi che Luigi Vanvitelli (1700 -1773), architetto e ingegnere italiano massimo esponente del passaggio tra barocco e neoclassicismo progettò l’isola artificiale la Mole. Allora era un luogo con funzione di lazzaretto per la quarantena di merci e viaggiatori, oggi diventata uno dei principali poli culturali cittadini con ricchi calendari di mostre, eventi e spettacoli.
Ancona tra identità e contemporaneità, luogo culturale vivo
“Ancona. Questo adesso” è un insieme di storia, identità cittadina con il suo porto e contemporaneità, nato con la collaborazione, tra gli altri, del premio Oscar, regista e scenografo Dante Ferretti e del musicista Dardust. La città grazie alla conquista del titolo “Capitale italiana della Cultura” può contare su un milione di euro per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura che, come sottolinea il primo cittadino marchigiano, ha come primo obiettivo quello di rendere armonioso il rapporto tra architettura, archeologia e ambiente.
Il sistema Ancona 2028: idee, spazi e trasformazioni
Il progetto “Ancona. Questo adesso” punta a posizionare la città come un vero polo culturale dell’Adriatico ed è costruito come un piano di trasformazione urbana e culturale articolato in quattro assi progettuali all’interno dei quali si collocano oltre 80 progetti concreti tra interventi, eventi e nuove istituzioni culturali .
L’idea di fondo è usare la cultura come infrastruttura per rigenerare la città, lavorando contemporaneamente su porto, centro storico, parchi e produzione contemporanea.
Il porto: uno spazio culturale attivo
Il primo asse, “Questo Mare”, riguarda il porto e il rapporto con l’Adriatico: qui il progetto prevede interventi molto specifici, come il rafforzamento della Mole Vanvitelliana come polo culturale e la creazione del Museo della Civiltà del Mare Adriatico, oltre a produzioni artistiche e audiovisive legate a luoghi simbolo come l’Arco di Traiano .
L’obiettivo è trasformare il porto da spazio logistico a spazio culturale attivo.

Centro storico, paesaggio, arte
Il secondo asse, “Via Maestra”, è un sistema che attraversa il centro storico fino all’acropoli e organizza la città come una rete di luoghi culturali collegati.
Qui il progetto è molto concreto: messa in rete di musei (Archeologico, Pinacoteca), nuove mostre di ricerca, valorizzazione del patrimonio e costruzione di un percorso culturale continuo che funzioni tutto l’anno .
Il terzo asse, “Adesso Parco”, lavora sul paesaggio: Cardeto e Conero diventano spazi culturali veri e propri, con interventi come giardini poetici immersivi, percorsi culturali e connessioni con cammini europei.
Qui la cultura viene usata per strutturare e rendere fruibile il sistema naturale della città .

Il quarto asse, “Mare Culturale”, è quello più contemporaneo: produzione artistica, festival, arti digitali, videomapping, musica e nuovi media.
Il progetto prevede il rafforzamento di festival esistenti e la creazione di un hub creativo legato anche a audiovisivo e gaming, con il coinvolgimento di istituzioni come Marche Teatro e Fondazione Muse .
Il tutto è sostenuto da un piano economico consistente, con decine di milioni destinati a rigenerazione urbana e interventi già finanziati.
La sfida guardando al futuro
La città guarda anche all’inclusione con il Museo tattile Omero situato alla Mole Vanvitelliana. E’ un’istituzione unica al mondo che, su una superficie di 3 mila metri quadrati, abbatte le barriere architettoniche e sensoriali permettendo di conoscere l’arte attraverso il tatto. Il suo percorso espositivo multisensoriale comprende oltre 200 opere inclusi calchi classici di Michelangelo e Canova, sculture contemporanee, plastici architettonici e una collezione di design italiano.



