Dietro Piazza Ferretto, il nuovo spazio culturale mette in dialogo maestri del Novecento e artisti emergenti. Il 25 e 26 aprile ingresso gratuito per scoprire la nuova realtà
Il cuore di Mestre, dietro Piazza Ferretto, si arricchisce di un nuovo spazio culturale.
E’ MUVEC Casa delle Contemporaneità, il museo della Fondazione Musei Civici nato dalla trasformazione degli spazi al centro Culturale Candiani, pronto ad aprire al pubblico.
La città si sta preparando ad accoglierlo e a farlo conoscere con due giornate di festa il 25 e 26 aprile ad ingresso gratuito, mentre venerdì 24 MUVEC ospiterà l’inaugurazione della decima edizione premio Mestre di Pittura.
Scopriamo la Nuova Casa delle Contemporaneità
Dall’ingresso dedicato in Piazzale Candiani si accede attraverso una passerella sopraelevata alla nuova area situata al secondo piano dove trovano posto le opere della collezione permanente, mentre il terzo piano è destinato a ospitare le esposizioni temporanee. La nuova Casa delle Contemporaneità è caratterizzata da un elemento distintivo, la presenza di una Torre luminosa, che lo rende riconoscibile nello spazio urbano.
Il nuovo museo nasce con l’obiettivo di raccontare l’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, attingendo alle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e proponendo un percorso tematico non rigidamente cronologico. La storia è strutturata in tre direttrici: Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione: un’impostazione che riflette le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e allo stesso tempo la storia urbana e sociale di Mestre.

Il laboratorio urbano che interpreta la contemporaneità
Il museo intreccia due livelli di lettura. Ci sono da un lato le grandi traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio, dall’altro le esperienze sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città.
Vengono così messi in dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente per offrire al visitatore chiavi interpretative trasversali.
Il percorso espositivo presenta opere significative dei principali movimenti artistici del secondo Novecento e del nuovo millennio. Tra questi Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee che indagano lo spazio e la materia. Accanto ai grandi protagonisti internazionali, trovano spazio anche artisti legati al territorio in un racconto che restituisce la complessità e la vitalità della scena artistica. La casa delle Contemporaneità è un laboratorio urbano che interpreta la contemporaneità a partire dalla propria posizione: crocevia, margine e spazio di sperimentazione, un luogo vivo chiamato a confrontarsi con le sfide del presente e a narrare una città in trasformazione.

Cosa significa contemporaneità?
MUVEC è dunque il museo contemporaneo in dialogo con il proprio tempo. Non solo uno spazio espositivo ma un riferimento culturale capace di interrogarsi sul significato stesso di contemporaneità.
Il nuovo spazio si inserisce in una rete culturale più ampia che comprende l’Emeroteca dell’Arte, attiva dal 2024, la Casermetta 9 di Forte Marghera inaugurata nel 2025 e la futura factory del Palaplip per contribuire alla costruzione di un vero e proprio distretto della contemporaneità.
Dopo le due giornate di festa a ingresso gratuito di sabato 25 e domenica 26 aprile e l’inaugurazione della del Premio Mestre di Pittura venerdì 24, negli spazi al terzo piano dedicati alle mostre temporanee, le stesse sale dal prossimo 26 settembre ospiteranno un approfondimento sui temi e i linguaggi del Novecento e il riverbero nell’attualità attraverso le sue figure simbolo. L’esposizione “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea”, questo il titolo dell’esposizione, parte dall’opera dei maestri della Secessione Viennese, dalle indagini sul corpo come specchio delle inquietudini e delle trasformazioni del secolo per arrivare a riflessioni sull’attualità attraverso il lavoro di Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.
Silvia Bolognini



