Dal 13 novembre al 31 gennaio 2027, palazzo Roverella ospita la mostra “Man Ray. Il maestro del Surrealismo”. Il legame dell’artista con le donne e le modelle che hanno segnato la sua vita e la sua ricerca creativa a Parigi e Montparnasse
Emmanuel Radnitzky, in arte Man Ray (Filadelfia 27 agosto 1890 – Parigi 18 novembre 1976), pseudonimo che unisce il riferimento all’elemento umano e quello al raggio di luce, è stato uno degli artisti poliedrici più influenti del secolo scorso.
Pittore, regista designer e fotografo, figura chiave del Dadaismo e del Surrealismo, ha sviluppato la propria ricerca nell’ambito delle avanguardie d’oltreoceano e dell’ambiente parigino, dove si trasferì nel 1921, anche a fianco di Marcel Duchamp. Nelle sue opere temi ricorrenti sono il corpo umano, la sensualità, l’inconscio, il sogno e un uso dissacrante dell’ironia.
A lui e in particolare alle sue sperimentazioni fotografiche, dalle rayografie ottenute senza l’impiego dell’obiettivo tramite l’esposizione diretta della luce sugli oggetti, alle solarizzazioni sviluppate assieme a Lee Miller, è dedicata la grande retrospettiva di Palazzo Roverella, a Rovigo, che prenderà il via il 13 novembre e si potrà visitare fino a fine gennaio 2027.

Photographie de Man Ray
Man Ray e Juliet Browner: l’amore che ispirò la sua arte
La grande mostra, curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, comprende oltre trecento opere tra cui fotografie originali, stampe vintage, disegni, oggetti, ready made dada e cortometraggi d’avanguardia, provenienti dal Man ray Trust e dalla Photothèque Man Ray. Il percorso espositivo in particolare si concentra sul legame tra l’artista e le donne che hanno segnato la sua vita e la sua arte. Sono tre, tutte raccontate attraverso le immagini che si possono ammirare in mostra.
La prima, Juliet Browner, che divenne sua moglie nel 1946, Man Ray la conobbe in un Jazz Club di Los Angeles e restò affascinato dalla bellezza e dalla disinvoltura della giovane ballerina, dai “lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla”, che aveva studiato danza moderna con Martha Graham.
Man Ray e Kiki di Montparnasse: la musa ribelle del Surrealismo
Prima di lei, a Parigi nel 1924 il Maestro aveva perso la testa per Alice Prin, popolarissima con il nome di Kiki di Montparnasse, ballerina, modella, cantante di varietà, protagonista delle notti parigine. Fu una passione che durò sei anni. Con l’ovale perfetto del volto, il seno alto e fermo, la vita sottile, gli occhi ben distanziati, il collo lungo, i fianchi stretti e le gambe ben fatte si prestò all’immaginazione dell’artista, che la presenta come odalisca o di schiena con due fori sulla curvatura in “Le Violon d’Ingres”, l’immagine scelta quale manifesto della mostra rodigina.
Nella serie Noir et Blanche condivide l’immagine con una maschera africana in una composizione sensuale.
La sorte non le fu favorevole e dopo aver incarnato uno spirito libero e irreverente ed essere stata musa di molti artisti diventando lei stessa l’icona della femminilità del Surrealismo, finì la sua vita in povertà, distrutta da droga e alcol.

Photographie de Man Ray
Man Ray e Lee Miller: amore e complicità artistica
La terza principale donna di Man Ray fu Lee Miller, fotografa e sua compagna incontrata al Bateau Ivre, uno dei bistrò più amati dagli artisti a Parigi. Tra il 1929 e il 1932 i due hanno avuto un sodalizio sentimentale e artistico: i ritratti che lui realizza colgono oltre alla sua bellezza, l’essenza del loro rapporto e della loro collaborazione artistica.
Altre donne nella vita di Man Ray
Oltre a queste tre donne, da lui stesso considerate le più importanti della sua vita, ve ne furono altre che comunque fecero parte del suo mondo, muse attive, anticonformiste e artiste, come la bellissima ballerina e modella Arienne Fidelin.
Collaborò poi con figure femminili che divennero protagoniste del movimento surrealista del Novecento.
I numerosi ritratti femminili che si possono vedere non restituiscono soltanto l’eccezionalità del suo talento, ma sono anche testimonianza di quel complesso processo di emancipazione che le donne hanno portato avanti nel XX secolo.





