Waga Energy sbarca in Italia con due impianti in Toscana che convertiranno il biogas delle discariche in biometano da immettere nella rete. La tecnologia sarà presentata a novembre a Ecomondo 2026
Le discariche sono accumuli di immondizia, luoghi in cui i rifiuti continuano a trasformarsi anche quando i camion hanno smesso di arrivare.
La materia organica si decompone e produce una miscela di metano e anidride carbonica che continua a fumare per anni anche dopo la loro dismissione.
Quella miscela è un biogas che può innescare incendi e in atmosfera contribuisce al riscaldamento globale.
Viene quindi raccolto attraverso sistemi dedicati, o viene bruciato in torcia.
Il biogas, però, può anche essere trasformato in biometano, quindi in un combustibile rinnovabile che si può utilizzare come il gas naturale.
Ed è questa la trasformazione che sarà attivata a breve in due discariche della Toscana.
A proporla e realizzarla sarà una società francese specializzata nella produzione di biometano da gas di discarica che per la prima volta punta all’Italia.

Biogas delle discariche: una risorsa da recuperare
Nei nuovi impianti, il biogas raccolto sarà fatto confluire in una rette di pozzi e tubazioni e purificato rimuovendone CO₂, umidità e impurità per ottenere un gas con un’elevata concentrazione di metano.
In questo modo si eviterà che una parte significativa venga dispersa nell’atmosfera e si recupererà una nuova forma di energia.
Il potenziale riguarda anche le discariche che hanno già terminato la fase di conferimento dei rifiuti.
Durante la cosiddetta post-gestione, infatti, la materia organica presente nei materiali depositati può continuare a produrre biogas per molti anni. Siti che sembrano aver esaurito la propria funzione possono quindi conservare una risorsa energetica da valorizzare.
WAGABOX®: come si trasforma il biogas in biometano
Il cuore del progetto è WAGABOX®, la tecnologia per trattare il gas proveniente dalle discariche.
Il processo combina due fasi: una filtrazione a membrane, che permette di separare l’anidride carbonica e rimuovere parte delle impurità, e una distillazione criogenica, che consente di separare il metano dall’azoto e dall’ossigeno.
Gli impianti sono automatizzati e monitorati a distanza. La tecnologia è inoltre protetta da brevetti in diversi Paesi.
Un aspetto interessante riguarda il modello economico. Waga Energy adotta una formula denominata BOO, acronimo di Build-Own-Operate: finanzia, costruisce, possiede e gestisce gli impianti in collaborazione con i gestori delle discariche, condividendo con loro i ricavi derivanti dalla vendita del biometano.

Toscana, si parte da Podere Rota e Scapigliato
I primi due impianti italiani di produzione di metano da biogas da discarica saranno quelli di Podere Rota, in provincia di Arezzo e il Polo Impiantistico di Scapigliato, in provincia di Livorno.
La prima discarica è oggi dismessa ma, secondo le stime dell’azienda, potrà produrre fino a 29 GWh di biometano all’anno. Le emissioni evitate sono stimate in circa 5.900 tonnellate di CO₂ equivalente ogni anno.
La seconda, che tratta 300 mila tonnellate di rifiuti l’anno, potenzialmente potrà generare 92 GWh di gas rinnovabile all’anno, con emissioni evitate stimate in circa 15.500 tonnellate di CO₂ equivalente annue.
Waga Energy è una società francese fondata nel 2015 da tre ingegneri ed è oggi presente con i suoi 38 impianti in sette Paesi:Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Brasile.
Dichiara di aver evitato nel 2025, con le sue attività, 310.000 tonnellate di emissioni di CO₂.
La tecnologia che sarà usata nei due impianti toscani sarà presentata a Ecomondo 2026, la manifestazione dedicata all’economia circolare e alla transizione energetica in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre.



