Dalle 12 di mercoledì 7 ottobre è possibile richiedere online il contributo previsto dal Ministero delle Infrastrutture. Le caratteristiche del bonus e i presupposti per accedervi
Entra nel vivo il contributo dello Stato per garantire l’affitto di una casa ai genitori che restano senza alloggio a causa delle difficoltà economiche che si trovano ad affrontare dopo una separazione o un divorzio.
Dalle ore 12 di oggi, mercoledì 7 ottobre 2026, è stata infatti attivata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la piattaforma online attraverso cui si potranno presentare le domande per accedere al nuovo bonus per il sostegno abitativo.
Il contributo per l’affitto ai genitori separati
Tutti i dettagli su funzionamento, requisiti d’accesso e modalità di presentazione delle domande saranno illustrati in occasione della conferenza stampa di presentazione della misura, che si terrà presso la sede del Mit venerdì 9 ottobre alle 11.
Alcune anticipazioni sono state comunque già fornite a fine agosto dal Ministero delle Infrastrutture, in occasione dell’invio al Ministero dell’Economia e della Finanza di una nota per sbloccare i fondi, consentendo così di far partire concretamente la misura.
Come confermato adesso, con l’annuncio che, attraverso l’apertura delle domande, il contributo diviene pienamente operativo, al bonus sono stati destinati fondi per 20 milioni l’anno. Lo stanziamento totale, trattandosi di una misura triennale, ammonterà così a 60 milioni di euro.
Le stime quantificano che a usufruire dell’opportunità, voluta anche nell’interesse dei bambini coinvolti per mitigare gli effetti economici negativi delle vicende familiari, sarà, già nei primi mesi, una prima platea di almeno 5 mila beneficiari, con priorità data alle regioni con più genitori separati o divorziati e con una maggiore emergenza abitativa.
La misura e i suoi presupposti
Il sostegno abitativo, non concesso a chi beneficia già di altri sussidi statali per l’abitazione, è destinato ai genitori separati in possesso di alcuni requisiti, obbligatori per l’accesso alla piattaforma. Nel caso in cui le condizioni non siano soddisfatte, la domanda è rigettata e il richiedente è escluso dai benefici, mentre chi rilascia dichiarazioni false è punibile penalmente.
Il contributo consiste nel pagamento del 50% delle spese di affitto per la casa, fino a un massimo di 6 mila euro l’anno. Il primo requisito per ottenerlo è la condizione di genitore separato o divorziato non assegnatario dell’abitazione familiare di proprietà. Il richiedente deve essere inoltre in possesso del provvedimento di separazione o divorzio.
È necessario quindi avere almeno un figlio a carico e il bonus viene erogato fino al suo compimento del 21° anno di età, calcolata alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico per l’accesso alla piattaforma. Il genitore deve anche essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento.
È previsto anche un tetto di reddito (35 mila euro, risultanti dall’ultima dichiarazione) ed è richiesto un contratto di locazione regolarmente registrato intestato al richiedente, che, salva l’abitazione familiare, non deve essere proprietario di uno o più immobili a uso residenziale nel medesimo comune o in comuni limitrofi nel raggio di 50 km, così come non deve essere assegnatario di una unità immobiliare di edilizia residenziale pubblica.
Alberto Minazzi



