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Viaggiatori italiani: ecco cosa ci fa perdere la pazienza

Viaggiatori italiani: ecco cosa ci fa perdere la pazienza

Gli italiani viaggiano di più e hanno imparato le regole del buon passeggero. Un sondaggio rivela cosa non sopportiamo degli altri viaggiatori e quali delle nostre abitudini potrebbero mandare fuori di testa chi ci siede accanto

L’aereo si abbassa, tocca terra, le ruote sfiorano la pista e, pochi secondi dopo, scatta l’applauso.
Era la scena classica dei primi voli degli italiani in viaggio. Rigidi nelle loro sedute, tesi durante il decollo e l’atterraggio, che salutavano con un gesto liberatorio.
Un’abitudine solo nostra, ripresa anche in decine di film quando prendere l’aereo era ancora qualcosa di straordinario.
Oggi si viaggia di più: per lavoro, per vacanze da sogno o anche per un semplice weekend.
Ci siamo abituati a terminal, gate, coincidenze e voli low cost.
Eppure qualcuno, ogni tanto, ci casca ancora.
E rischia di infastidire parecchio chi ormai considera l’aereo poco più di un autobus con le ali.
L’applauso corale è infatti una delle abitudini considerate più irritanti secondo un sondaggio commissionato da Saily e realizzato in 17 Paesi su oltre 16 mila persone (in Italia hanno partecipato in 1.007) tra i 18 e i 74 anni.
Ma non il più irritante della lista che, al vertice della classifica, vede i bambini lasciati senza sorveglianza.
“Viaggiare significa condividere gli stessi spazi con persone che possono avere idee molto diverse su ciò che è considerato accettabile -spiega Vykintas Maknickas, CEO di Saily, la società che ha commissionato lo studio- Un volume di voce normale per qualcuno può essere un fastidio per un altro; una telefonata in vivavoce può sembrare innocua a chi la fa, ma diventare la colonna sonora indesiderata del viaggio per chi gli sta accanto. È quindi fondamentale accertarsi che il proprio comfort non diventi un disagio per gli altri”.

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Quando finisce la pazienza

Per ben il 52% degli italiani sono proprio i bambini che scalpitano, scalciano contro il sedile davanti, urlano e si arrampicano il disturbo peggiore di un viaggio.
Il fastidio per i bambini lasciati senza sorveglianza non è però una peculiarità italiana.
A livello globale è proprio questo il comportamento che mette maggiormente alla prova la pazienza dei viaggiatori, indicato dal 52% degli intervistati anche nel mondo.
Superano anche il fastidio procurato dai passeggeri che tossiscono o starnutiscono senza coprirsi la bocca, indicati dal 51% degli intervistati.
Sul terzo gradino del podio c’è invece chi parla troppo forte, con il 49%.
Il 48% non sopporta poi le liti ad alta voce, mentre il 47% mette sullo stesso piano telefonate e videochiamate in vivavoce e quella discutibile abitudine di togliersi le scarpe durante il viaggio.
E il vecchio dilemma del bracciolo? Sorprendentemente, è quasi un non problema: appena il 18% degli italiani lo considera particolarmente fastidioso.

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Il problema è sempre l’altro. O quasi

Siamo sempre molto severi, quando si tratta di giudicare il comportamento altrui.
Ma, rivela lo stesso sondaggio, nessuno è immune da comportamenti che possono irritare il passeggero accanto.
Quasi un italiano su due, il 47%, ammette infatti di attaccare bottone con chi si trova vicino, spesso già appena decollati e il 23% confessa invece di alzarsi in piedi immediatamente dopo l’atterraggio, quando l’aereo è ancora fermo al gate e la fila davanti non si è minimamente mossa. Un’altra piccola tradizione nazionale.
Il 22% degli italiani riconoscono poi di fermarsi improvvisamente in mezzo a luoghi affollati per controllare la mappa o scattare una foto: un comportamento che non tollerano nei turisti che arrivano a visitare la propria città ma che attuano loro stessi quando si trovano altrove.

Sulla spiaggia

Una volta arrivati a destinazione, cambiano anche le cose che ci fanno perdere la pazienza.
Il comportamento più detestato dagli italiani in vacanza è quello di chi lasci rifiuti in spiaggia: lo indica il 64% degli intervistati (il 56% a livello globale).

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Al secondo posto tornano i bambini senza sorveglianza, indicati dal 48%, seguiti da chi parla a voce alta in luoghi dove sarebbe meglio mantenere un tono discreto, con il 47%.
Il 46% non sopporta chi ascolta musica ad alto volume negli spazi pubblici, mentre il 39% ha un conto aperto con chi occupa per ore il lettino della piscina mettendoci sopra un asciugamano e scomparendo nel nulla.
Tra gli altri comportamenti che fanno innervosire gli italiani c’è anche chi arriva tardi alla partenza di un tour o di un autobus: lo segnala il 31% degli intervistati. Più di quelli (26%) che dichiarano di non sopportare chi urina in acqua: del mare, di un lago o di un oceano poco importa.

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