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Offese ai vigili: Venezia fissa il tariffario per evitare il processo

Offese ai vigili: Venezia fissa il tariffario per evitare il processo
Agente della Polizia locale di Venezia in servizio in terraferma

Approvate dalla Giunta comunale le linee guida: fino a 7.500 euro (a metà tra ente e agente) per i casi più gravi

Quanto costa offendere un vigile?
Sia chiaro: parlare di un “prezzo” è sbagliato. L’oltraggio a pubblico ufficiale è un reato a tutti gli effetti. E dunque la pena per chi trascende, che prevede una reclusione da 6 mesi a 3 anni, viene normalmente stabilita attraverso un regolare processo.
Lo stesso Codice penale, però, stabilisce anche che, prima del giudizio, è possibile estinguere il reato, quando l’imputato abbia riparato interamente il danno, risarcendo sia la persona offesa che l’ente a cui appartiene.
È proprio riguardo a questo risarcimento, allora, che si può spostare sul piano economico la questione. Che, in mancanza di una quantificazione generale, ha finora trovato risposte diverse a seconda degli enti coinvolti.

La tabella dei risarcimenti di Venezia

Una novità, in questo ambito, arriva ora dal Comune di Venezia. La Giunta lagunare, approvando le nuove linee di indirizzo in materia di risarcimenti per oltraggio ai suoi agenti di Polizia locale, ha infatti pubblicato una tabella che stabilisce una sorta di “tariffario”.
Il risarcimento minimo, per fatti considerati di modesta gravità, è stato così fissato in 1.250 euro, quello per i fatti mediamente gravi in 1.875 euro, mentre l’importo dovuto nei casi ritenuti di massima gravità non può scendere sotto i 3.750.
Gli importi vanno moltiplicati per 2 in base a quanto stabilisce direttamente il Codice penale: un oltraggio grave può così costare almeno 7.500 euro. Se non di più, nel caso in cui l’agente offeso richieda una somma superiore. In questo caso, però, il procedimento dovrà ripartire da capo.
La valutazione della congruità delle somme, che hanno in ogni caso una natura diversa da quella delle classiche multe, è affidata al direttore dell’area Polizia locale e sicurezza del Comune. E il pagamento deve avvenire prima dell’apertura del dibattimento in giudizio.

Dalla norma generale alla sua applicazione pratica a livello locale

La decisione della Giunta veneziana è stata motivata con l’obiettivo di rendere più tempestiva e omogenea la gestione dei casi, rafforzando la tutela dei vigili e l’immagine del Comune, oltre a evitare, ove possibile, aggravi di tempi e costi connessi alla costituzione di parte civile.
Venezia ha dunque trasformato in una sorta di griglia interna una serie di criteri già esistenti a livello nazionale. La delibera richiama infatti espressamente una circolare, in materia di quantificazione del danno in questi casi, emessa nel 2018 dall’Avvocatura dello Stato.
La valutazione, precisa cioè la circolare, deve tener conto sia della gravità del fatto che delle condizioni economiche di chi offre il risarcimento nel caso specifico. All’interno di questa cornice generale, le Amministrazioni locali possono però dotarsi o meno di criteri propri.
Un’altra precisazione importante deriva ancora dall’articolo 341-bis del Codice penale. Il reato, cioè, si configura non per ogni insulto, ma solo quando questo offenda l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio e a causa o nell’esercizio delle sue funzioni.
Nel 2026, inoltre, la Cassazione ha chiarito che l’articolo 341-bis non si applica allo stesso modo a qualsiasi agente in qualunque momento del servizio. Conta, invece, quale funzione l’agente stava concretamente esercitando nel momento dell’offesa.

Alcuni meccanismi adottati nel resto d’Italia

Se, in generale, non esiste una “tariffa generale” per stabilire il risarcimento dovuto da chi insulta un agente di Polizia locale, la delibera veneziana ha un precedente simile. Già nel 2016, il Comune di Vicenza ha infatti fissato i parametri con una forbice tra 500 e 5 mila euro per persona offesa.
In linea di massima, la determinazione dell’importo avviene caso per caso, con somme variabili.
Nel 2016, per esempio, il Comune di Rimini accettò 800 euro per sé e per entrambi gli ausiliari del traffico offesi, scendendo a 250 in un altro procedimento del 2018. A Modena, nel 2019, i 500 euro accettati dagli agenti furono poi donati in beneficenza a un’associazione animalista.
Così come cambiano i riferimenti normativi e le procedure. Parma, che non ha un regolamento proprio, effettua una valutazione equitativa partendo dai criteri dell’Avvocatura dello Stato. Cittadella ricorre invece alla costituzione di parte civile, chiedendo il risarcimento integrale, danno all’immagine compreso.
E poi ci sono i casi particolari. Trieste, che applica la procedura prevista dal 341-bis, ha previsto addirittura una voce PagoPA specifica per i risarcimenti di questo tipo. Mentre fece scalpore, nel 2017, la “denuncia” de “La Repubblica” sulla richiesta, che avrebbe avanzato la Polizia locale di Roma, di realizzare e pubblicare un video di scuse.

Alberto Minazzi

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