In diverse città Italiane, questa possibilità è già realtà. Anche a Venezia il tema è già entrato nelle regole comunali
Sulle lapidi non vedremo foto di cani, gatti, conigli, criceti o gechi.
Ma diventeranno senz’altro frequenti le immagini delle persone defunte insieme al loro animale.
Le cui ceneri riposano nella loro stessa tomba.
In urne separate, ma in un “insieme per sempre” che diventa molto concreto.
E’ una piccola rivoluzione quella che sta avvenendo in ambito cimiteriale.
In molti casi non ancora normata a livello regionale, ma con soluzioni già pronte all’uso e situazioni reali già documentate.
Il punto sul quale c’è una convergenza riscontrata in diverse città è il riconoscere, anche dopo la morte, un legame che per milioni di persone è diventato familiare a tutti gli effetti: quello con i propri animali.
Dalle foto insieme sul comodino a quelle sul cellulare, adesso si passa quindi a quelle sulla tomba.

Da Milano a La Spezia, la strada è già aperta
Non è un’idea che nasce oggi.
In diverse parti d’Italia le amministrazioni hanno già aperto questa possibilità con regole e modalità differenti.
A Milano, per esempio, dal 2025 è consentita la tumulazione delle ceneri degli animali d’affezione insieme a quelle del proprietario, nel rispetto delle disposizioni previste dal Comune.
Lo stesso succede a La Spezia, dove il Comune ha un servizio specifico per la tumulazione degli animali da compagnia nel cimitero urbano dei Boschetti.
Qui le ceneri dell’animale possono essere collocate nel loculo, nell’ossario o cinerario oppure nella sepoltura di famiglia insieme alla salma o alle ceneri del proprietario. L’inserimento delle ceneri dell’animale nella sepoltura insieme alla salma del proprietario costa il 10 per cento della concessione del loculo, calcolato in proporzione agli anni ancora disponibili. Per ossario o cinerario la percentuale indicata è del 25 per cento.
La stessa strada è stata imboccata in Toscana. A Montepulciano, nel maggio 2026, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento di polizia mortuaria recependo la legge regionale del 2025.
Il regolamento permette di tumulare le ceneri del cane, del gatto o dell’altro animale d’affezione nel loculo o nella tomba del proprietario. L’urna dell’animale deve essere però già pronta quando viene sepolta la persona, perché non è possibile riaprire successivamente la sepoltura per aggiungerla.
E anche altri comuni si stanno muovendo nella stessa direzione.
Ne emerge una fotografia generale ancora frammentata, tra regolamenti comunali diversi ma che riconoscono formalmente una nuova realtà.
Che non riguarda soltanto cani e gatti, ma anche conigli, roditori, uccelli, pesci, tartarughe, criceti, furetti e altri animali tenuti per compagnia o diletto.
E anche la procedura è tutt’altro che simbolica: l’urna dell’animale viene identificata e registrata, resta distinta da quella del defunto e segue le regole previste per la sepoltura.
Non basta, insomma, arrivare al cimitero con le ceneri del proprio animale sotto il braccio.

Venezia accelera, ma la legge regionale non c’è ancora
In assenza di una legge regionale in materia, anche Venezia si è mossa sul proprio territorio facendo leva sulle competenze comunali e sulla possibilità di intervenire su aspetti legati alla gestione dei servizi cimiteriali.
Sul tema delle ceneri degli animali l’amministrazione aveva già iniziato d’altra parte a muoversi per conto proprio negli anni passati avviando il progetto Arca Fenice, in via Orlanda a Campalto: un impianto dedicato alla cura, alla cremazione e alla conservazione delle ceneri degli animali d’affezione, con un “Giardino delle Rimembranze”.
Nei documenti approvati dal Consiglio comunale si parla espressamente di una struttura destinata esclusivamente agli animali d’affezione.
Oggi si aggiunge anche la possibilità di tenere le ceneri dell’animale insieme a quelle del proprietario nel cimitero umano. Non si tratta di poter collocare una bara accanto a un’altra né di avere il nome dell’animale inciso sotto quello del suo proprietario. Si tratta di poter collocare nella tomba della persona defunta un’urna con le ceneri del suo animale.
Una mappa italiana ancora a macchia di leopardo
Non esiste ancora una regola nazionale uguale per tutti.
La possibilità dipende dal rapporto fra normativa regionale e regolamento comunale. In alcune regioni la porta è stata aperta dalle leggi regionali; in altri territori sono stati i Comuni a costruire una disciplina specifica dei servizi cimiteriali.
In Veneto, una proposta di legge firmata dalla consigliera Rosanna Conte è stata presentata il 4 settembre 2026. Tra le varie disposizioni sulla tutela degli animali d’affezione, prevede anche la possibilità di tumulare le ceneri dell’animale nella tomba del proprietario. Se la proposta regionale sarà approvata, cambierà dunque il quadro anche per gli altri Comuni veneti.



