Dal 29 settembre all’8 novembre, nell’ambito della Venice Design Week Ca’ Pesaro ospita il nuovo progetto espositivo “Geografie della tavola. Design contemporaneo tra Europa e Asia
La tavola come luogo d’incontro, relazione e scambio dove forme, rituali, oggetti e tradizioni diventano occasioni di confronto tra linguaggi progettuali diversi.
E’ su questo tema che si sviluppa il nuovo progetto espositivo del Museo d’Arte Orientale di Venezia.
Fino al prossimo novembre, a Ca’ Pesaro, a Venezia, è possibile visitare “Geografie della tavola. Design contemporaneo tra Europa e Asia”.
L’esposizione che rientra nell’ambito della Venice Design Week, propone opere contemporanee legate alla cultura culinaria in un dialogo tra design, cultura materiale e immaginari estetici che attraversano Europa e Asia. Nel corso dell’iniziativa è previsto il 10 ottobre alle 10.30 nella sede del Museo un incontro con i designer.
Il dialogo interculturale attraverso la cultura del cibo
L’esposizione presenta progetti che esprimono il potenziale di materiali come il vetro, la ceramica, il metallo, la carta in un gioco di linee e superfici che dialogano con la luce.

Il nucleo del messaggio che i designer vogliono trasmettere si articola su tre concetti chiave. Il primo la tavola come spazio di incontro e contaminazione, una vera e propria mappa geografica come suggerisce il titolo, e antropologica in cui si incontrano tradizioni, materiali e abitudini quotidiane della cultura europea e asiatica. Ci sono poi la reinterpretazione della tradizione attraverso gli oggetti di design esposti a dimostrare come le forme, i materiali e le tecniche culinarie storiche possano essere riletti in chiave contemporanea per creare nuovi immaginari estetici e il legame tra cultura materiale e spiritualità.
Gli oggetti di uso quotidiano legati alla tavola riflettono l’identità profonda di un luogo.
La tavola come un luogo geografico che ha molto da raccontare
Nel percorso espositivo troviamo la line Dynasty che rende la tradizione culinaria il mezzo primo di contatto con la cultura cinese Peranakan tramite la scelta di materiali, colorazioni e motivi decorativi accuratamente selezionati mentre il gruppo giapponese Triptych dimostra come sia possibile combinare artigianato e tradizione con l’efficienza moderna.

Ci sono anche oggetti in vetro di designer cinesi che presentano la Slowly Rising Collection e il Rooted Catnip vase per ricordare l’importanza di ristabilire una connessione con la natura e con l’ambiente che ci circonda. A esplorare la metamorfosi del mondo con rame placcato in argento è l’artista ungherese Brigitta B. Horvath.
La mostra è anche un invito a riscoprire le collezioni custodite nel Museo d’Arte Orientale, in particolare stoviglie e complementi d’arredo legati al cibo come tazze e piatti in porcellana, versatoi per il tè e il sakè, set per banchetti all’aperto in lacca, contenitori per il tè in polvere.
Un insieme di preziosi manufatti che incontrano il contemporaneo e ispirano nuove letture dell’estetica orientale.
La tavola in tutto questo può essere vista come un luogo geografico fluido, capace di superare i confini fisici per unire le persone attraverso il linguaggio universale del progetto e della condivisione del cibo.



