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Carburanti, la sfida dei 2 euro è iniziata. Incluse alcune pompe bianche

Carburanti, la sfida dei 2 euro è iniziata. Incluse alcune pompe bianche

In Veneto risponde all’appello il gruppo padovano indipendente Costantin, attivo nella distribuzione di carburanti e servizi per la mobilità non solo nel Nord Italia

1.990 euro al litro per la benzina senza piombo o verde, 2.190 per diesel e 2.190 per HVO, un biocarburante diesel rinnovabile e paraffinico. Sono i prezzi che da oggi sono già praticati in alcuni distributori del Gruppo di Borgo Veneto (Padova) Costantin, main retail partner di IP per il Nord Italia che trai primi ha aderito all’iniziativa di calmierare i costi dei carburanti per alleggerire le spese dei consumatori.
In altri saranno attivati progressivamente.
L’adesione è resa possibile da Socar, la compagnia petrolifera e del gas naturale statale dell’Azerbaijan che ha finalizzato l’acquisto del gruppo IP e il 27 settembre ha deciso di fissare un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete di stazioni di servizio nel Paese.

La mappa del risparmio sul carburante

A oggi le adesioni al price cap sui carburanti riguardano le tre grandi compagnie Eni, IP e Q8 alle quali si aggiunge Costantin e potrebbe presto esserci anche Tamoil. Il Governo ha fatto sapere che sono ben avviate le interlocuzioni tra la Presidenza del Consiglio e il Governo libico per favorire l’adesione della compagnia all’appello sui carburanti. In particolare Eni (Enilive) ha fatto da apripista bloccando i prezzi a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio così come hanno fatto IP (Italiana Petroli) e stanno facendo le 150 stazioni a marchio del Gruppo Costantin, mentre Q8 per una durata di 30 giorni applica un tetto modulare e differenziato a seconda della zona e del sistema di distribuzione stradale.

carburanti

Secondo i dati elaborati sulla base dell’osservatorio prezzi del Mimit dal 27 al 30 settembre la media nazionale è scesa già di 4,8 centesimi al litro per la benzina e di 6,1 per il gasolio ma c’è da considerare che nello stesso periodo sono scese anche le quotazioni internazionali di 7 e 9 centesimi rispettivamente, dati che i costi ribassati dipendono anche da questo oltre che dal price cap.

Le pompe in rivoluzione

La “corsa” al ribasso sta dunque progressivamente allargandosi dunque anche al di fuori delle grandi compagnie petrolifere. Cominciano infatti a muoversi anche le cosiddette pompe bianche ovvero le stazioni di rifornimento carburante non legate ad alcun grande marchio petrolifero che rischiavano di trovarsi strette tra i prezzi di acquisto elevati e la concorrenza delle grandi reti di distribuzioni.
A Verona, per esempio, secondo i dati del MIMIT, la rete Verona Petroli ha almeno due impianti che risultano a 1,990 € al litro per la benzina e a 2,190 per il gasolio.

La situazione in Veneto

Per fare un esempio in Polesine, in provincia di Rovigo il Gruppo Costantin ha esteso il prezzo calmierato a sei pompe: oltre a Rovigo città a Lendinara, Caregnano, Villadose, Taglio di Po e Porto Tolle.
In queste località, rispetto alla media veneta del 30 settembre, si parla indicativamente di -10,7 centesimi al litro per la benzina e -10,6 per il gasolio. Significa che su 50 litri sono 5,35 euro in meno per la benzina e 5,30 per il gasolio. Per contro ci sono ancora impianti che hanno costi superiori oltre i due euro.
A Vicenza invece la rete di stazioni di servizio self-service Iperstaroil, che fa capo al gruppo Ludoil, un importante operatore petrolifero italiano partica costi di 1,1 centesimi sotto il tetto di 1,99 e 2,19.
In media in Veneto un pieno di benzina da 50 litri costa 104,84; con price cap 1,99 99.50 e Iperstaroil 98,95 euro. La medesima quantità di diesel rispettivamente 114,80; 109,50 e 108,95.

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