E’ stato presentato il restauro dei primi tre teleri che appartengono al monumentale Ciclo dei Miracoli della Vera Croce
Due opere di Gentile Bellini “Processione in Piazza San Marco” (1496) e “Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo” (1500) e una di Vittore Crapaccio “Miracolo della Reliquia della Vera Croce al ponte di Rialto” (1496) sono i primi tre capolavori ritornati al loro originario splendore e presentati alle Galleria dell’Accademia di Venezia.
Il capillare lavoro di restauro, articolato in diverse fasi, è durato sei anni e proseguirà a partire dalla primavera del 2027 con il restyling di altre 5 opere a completamento dell’intero Ciclo dei Miracoli della Vera Croce: “Miracolosa guarigione di Pietro de’ Luigi” (1501) sempre di Gentile Bellini, “Miracolo della reliquia della Croce in campo San Lio “ (1496) e “Miracolosa guarigione della figlia di Benvegnudo da San Polo” (1506) di Giovanni Mansueti, “Offerta della reliquia della Croce ai confratelli della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista” (1495) di Lazzaro Bastiani e “Miracolo della reliquia della Santa Croce” (1505-1510) di Benedetto Rusconi detto Diana.
I prossimi interventi avverranno direttamente nella sala XX delle gallerie in un cantiere aperto al pubblico.
Un’istantanea di Venezia tra il 1496 e il 1500
Il Ciclo dei Miracoli della Vera Croce al quale appartengono i tre teleri restaurati rappresenta nel suo complesso una vera e propria fotografia di ciò che era Venezia tra il 1496 e il 1500 con la sua gente e le sue architetture, oggi scomparse, come riemergono nel dipinto di Gentile Bellini “Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo” (1500) che rievoca l’episodio sacro del recupero della reliquia caduta nel canale per mano del Guardian Grande Andea Vendramin: la rimozione delle vernici alterate ha infatti messo in evidenza la nitidezza cromatica e la profondità spaziale degli edifici affrescati lungo le rive.

Nell’opera rinata sono visibili personaggi illustri dell’epoca, tra i quali Caterina Cornaro, regina di Cipro con il suo corteo di dame. Il dipinto è realizzato su cinque pezze di tela di lino cucite verticalmente tra loro. I vari interventi di pulitura che sono partiti da accurate analisi delle problematiche della tela che presentava una situazione conservativa complessa, sia per il naturale invecchiamento dei materiali, sia per la lunga e articolata storia conservativa dell’opera che ha visto nel tempo la stratificazione di materiali appartenenti a epoche diverse con campagne di restauro che ne hanno modificato la struttura e la superficie. La lettura odierna restituisce una superficie del dipinto, che si può ammirare nella Sala XX delle Gallerie dell’Accademia, più interpretabile ed equilibrata, nella quale la pittura originale può essere nuovamente apprezzata nel rapporto tra figure, architettura e spazio urbano.
Gentile Bellini, il più grande narratore in città
Gentile Bellini (Venezia 1429 – 1507) è stato uno dei più grandi pittori e narratori visivi della Venezia del Quattrocento, celebre proprio per i suoi grandi teleri narrativi e i ritratti realistici della società lagunare dell’epoca.
Anche nella sua opera “Processione in Piazza San Marco” (1496) ha documentato con precisione topografica e fotografica i luoghi, i canali, i ponti e i monumenti della città.
I suoi dipinti raccontano la società veneziana inserendo tra le folle e le cerimonie religiose dogi, patrizi, frati e gente comune con una straordinaria cura per i dettagli. Il grande dipinto commissionato dalla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista è una straordinaria testimonianza della Venezia del Quattrocento: la solenne processione attraversa Piazza San Marco e coinvolge lo spazio urbano, le architetture e moltissime persone.

L’intervento di conservazione ha permesso non solo di intervenire per restituire il valore originario dell’opera ma anche di approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva dell’artista e il materiale del dipinto.
Grazie alle indagini multispettrali si è indagato inoltre sul processo creativo dell’artista, rendendo visibili il disegno preparatorio e alcune modifiche intervenute durante l’esecuzione dell’opera.
L’opera restaurata di Vittore Carpaccio
Sempre nella sala XX delle Gallerie, il terzo restauro riguarda “Il Miracolo della Reliquia della Vera Croce al Ponte di Rialto” (1494) di Vittore Carpaccio.
Come gli altri dipinti del Ciclo dei Miracoli della Croce, anche quest’opera ha attraversato nel corso dei secoli numerose trasformazioni, legate sia alla sede originaria della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, sia a i successivi interventi di restauro a causa dei quali si erano stratificati materiali appartenenti a epoche diverse quali vernici, ritocchi, ridipinture, residui di colle e abrasioni che rendevano disomogenea la lettura della pittura originale.

Il restauro ha permesso di approfondire la costruzione della complessa scena, che rappresenta la miracolosa guarigione di un indemoniato compiuta dal Patriarca di grado Francesco Querini, tramite un frammento della Vera Croce; il ruolo del disegno preparatorio e le modalità con cui Carpaccio organizzò figure, architetture e spazio prospettico. E’ stato così restituito un dipinto con una rinnovata leggibilità oltre a un prezioso patrimonio di informazioni per la sua conoscenza e la sua futura conservazione.
Silvia Bolognini



