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Niente più autista: in Italia arrivano le Fiat 500 che guidano da sole

Niente più autista: in Italia arrivano le Fiat 500 che guidano da sole
@Niulinx

Dalla Lombardia parte la sperimentazione delle 500 elettriche a guida autonoma di livello 4. L’obiettivo è arrivare all’omologazione entro tre anni e lanciare dal 2029 il “Robo-Sharing”, un nuovo modello di mobilità urbana

Salite, indicate la destinazione e… lasciate fare all’auto.
Nessuno al volante : la Fiat 500 parte e si muove da sola nel traffico.
Sembra fantascienza, ma in Italia è già iniziata la sperimentazione delle auto a guida autonoma.
A fare da apripista è il Comune di Milano che ha siglato con Niulinx, startup nata come spin-off del Politecnico, un protocollo di intesa della durata di tre anni per la sperimentazione mettendo in campo un determinato numero di Fiat 500 elettriche capaci di guidare autonomamente.
In giro per il mondo questo servizio è già operativo in grandi città degli Stati Uniti come San Francisco, Phoenix, Miami e Los Angeles e in Cina.

Le 500 elettriche che viaggiano da sole

I test del trasporto senza conducente del futuro sono già iniziati su strada pubblica a Cernusco sul Naviglio e a Brescia, autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con Decreto Dirigenziale n.290 del 5 giugno 2026.
I veicoli sono Fiat 500 elettriche di serie sulle quali Niulinx ha installato un kit di retrofit hardware e software per la guida autonoma di livello 4 (SAE L4).
“I prossimi passaggi dal via della sperimentazione sono tre – spiega Paolo Micheli, responsabile delle relazioni istituzionali di Niulinx -: consolidare le prove su strada e casi d’uso; lavorare con le istituzioni affinchè il quadro normativo consenta la supervisione da remoto senza persone a bordo; arrivare all’omologazione L4 nell’arco di circa tre anni con l’avvio commerciale previsto nel 2029, a partire da Brescia. Per quanto riguarda Milano, stiamo lavorando a un protocollo d’intesa e a una candidatura congiunta nell’ambito dell’iniziativa europea ADACities, dedicata alle città che puntano sulla guida autonoma. Oggi, come previsto dalla normativa, a bordo è sempre presente un ingegnere per garantire la sicurezza”.

guida autonoma
@Niulinx

Il Robo-Sharing per la mobilità urbana

La sperimentazione apre così la strada a un nuovo modo di intendere la mobilità urbana: il Robo-Sharing, un sistema ibrido tra il car sharing tradizionale e i robotaxi, un veicolo a guida completamente autonoma.
“Si tratta di un car sharing in cui l’auto raggiunge da sola l’utente, a bassa velocità (massimo 30 km/h) e senza nessuno a bordo – continua Paolo Micheli -; l’utente guida poi normalmente fino a destinazione e, una volta lasciata, la vettura torna in autonomia alla flotta o alla stazione di ricarica. La guida autonoma serve quindi solo nelle fasi senza passeggeri: è una scelta che rende la sicurezza del sistema dimostrabile e certificabile. Per le città significa un servizio più capillare e affidabile, meno auto private in circolazione e parcheggiate, flotte elettriche gestite in modo efficiente. Guardiamo con particolare attenzione all’accessibilità: nel progetto che chiamiamo Robo-Caring la vettura può raggiungere persone con mobilità ridotta o anziani a domicilio, e a Cernusco sul Naviglio stiamo già coinvolgendo nella sperimentazione un gruppo di giovani ipovedenti. Inoltre i veicoli, grazie ai loro sensori, possono restituire alle amministrazioni dati utili sullo stato di strade e spazio urbano.

Guardando al futuro anche in Veneto

Il prossimo passo è ottenere l’omologazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cioè il via libera ufficiale alla tecnologia e alla sicurezza dei veicoli.
Ma per vedere davvero queste auto circolare senza nessuno a bordo servirà anche un altro passaggio: cambiare le regole e permettere che possano essere controllate e supervisionate da remoto.
È qui che la sperimentazione potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto concreto per la vita di tutti i giorni.
In Lombardia, infatti, le prime prove stanno già guardando a un possibile utilizzo delle auto autonome per aiutare anziani, minori e persone con disabilità, rendendo più semplice raggiungere luoghi e servizi anche quando gli spostamenti non sono facili.
E il progetto non vuole fermarsi alla Lombardia.
L’idea è portare questo modello in altre città italiane ed europee, coinvolgendo Comuni, aziende di trasporto e realtà locali. Se tecnologia e normativa seguiranno lo stesso percorso, le auto autonome potrebbero così entrare poco alla volta nella mobilità quotidiana: arrivare direttamente sotto casa, accompagnare chi ne ha bisogno e poi spostarsi da sole verso un altro utente o una stazione di ricarica.
“Il nostro modello nasce per essere replicato in molte città italiane ed europee e stiamo costruendo una rete di protocolli d’intesa con diverse amministrazioni, dal Nord al Centro Italia – precisa paolo Micheli -. Il Veneto è tra i territori che guardiamo con maggiore interesse: siamo in dialogo con il Comune di Verona per un protocollo di collaborazione e siamo aperti a confrontarci con altre amministrazioni, aziende di trasporto e realtà del territorio veneto interessate a sperimentare nuovi servizi di mobilità”.

Silvia Bolognini

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