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Decreto bollette: oltre 5 miliardi di benefici per famiglie e imprese

Decreto bollette: oltre 5 miliardi di benefici per famiglie e imprese
Palazzo Chigi

Il Governo approva il provvedimento con misure per 2,7 milioni di fruitori del bonus sociale, ma non solo. E, da marzo, entra in vigore il nuovo regime più favorevole di tassazione delle pensioni

Il Governo pagherà, attraverso il bonus sociale, metà della bolletta elettrica annua a 2,7 milioni di nuclei familiari “vulnerabili”.
È questo, in sostanza, il principale effetto per le famiglie contenuto nel cosiddetto “decreto bollette”, che è stato approvato nella riunione del Consiglio dei ministri di mercoledì 18 febbraio 2026.
Un “pacchetto” di misure che, come ha evidenziato la premier, Giorgia Meloni, in un videomessaggio di commento “avrà un impatto rilevante e garantirà risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro”.
Una boccata d’ossigeno, dunque, per le fasce più deboli della società, che va ad aggiungersi ad altri provvedimenti “sociali” come la tassazione più leggera sulle pensioni che entrerà in vigore da marzo.

I vantaggi per le famiglie nel “decreto bollette”

La complessità del decreto che ha avuto il via libera a Palazzo Chigi emerge anche dall’articolato titolo: “Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.
Per quanto riguarda i nuclei familiari, il provvedimento si traduce in primo luogo in un aumento da 200 a 315 euro del “bonus sociale”, attraverso uno stanziamento di 315 milioni di euro per il 2026.
In aggiunta a questo, è stato però previsto anche un contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per 4,5 milioni di famiglie con Isee inferiore a 25 mila euro anche se non titolari di bonus sociali, anche se questo contributo, valido sia per quest’anno che per il 2027, dovrà essere “riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno” e sarà erogato, entro precise soglie di consumi, come sconto nelle fatturazioni. “Ai venditori che aderiscono al meccanismo – chiarisce la nota della Presidenza del Consiglio – è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali”.

Le misure a favore delle imprese

“Il secondo pilastro del decreto – riprende la presidente del Consiglio – interessa il nostro tessuto produttivo. Come avevamo promesso, ci siamo occupati di ridurre gli oneri generali di sistema, voce che grava molto significativa sul costo delle bollette”.
Tra le molte altre misure contenute il provvedimento, Giorgia Meloni ne sottolinea infatti 2 come principali: il taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema che le aziende energetiche sono tenute a versare allo Stato e l’aumento dell’Irap del 2% sulle aziende che producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici. “Utilizziamo le risorse ricavate per abbattere gli oneri di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese”, spiega ancora la premier. Insieme a contributi diretti sulle bollette elettriche delle imprese, ci sono anche aiuti per le aziende che consumano gas per le loro produzioni, ma soprattutto un ulteriore pacchetto di norme che, incidendo sui costi del gas, contribuiranno a ridurre il prezzo finale dell’energia elettrica per famiglie e imprese, con un taglio concreto delle bollette energetiche di tutte le aziende. È la stessa Meloni a quantificare, a titolo di esempio, le riduzioni delle bollette, che supereranno mediamente su base annua i 500 euro per la luce e 200 per il gas per un artigiano o un piccolo ristoratore, ma saliranno progressivamente con la dimensione dell’impresa, raggiungendo cifre tra i 9 e i 10 mila euro per pmi di maggiori dimensioni e superando i 220 mila euro per le imprese gasivore.

Gli altri contenuti del decreto

Il decreto bollette costruisce quindi un meccanismo che introduce di fatto il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas e crea una piattaforma pubblica per consentire alle aziende, anche le più piccole, di aggregarsi per acquistare direttamente dai produttori l’energia di cui hanno bisogno, svincolandosi dal mercato attuale e quindi anche dalla speculazione.
Affronta inoltre, pur necessitando di un’apposita autorizzazione della Ue, il “tema decisivo” dei costi dei diritti Ets (definiti dalla premier “una “tassa” di fatto, voluta dall’Europa e che grava sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile”), che oggi contribuisce a tenere alti i prezzi. Ancora, riduce il costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici, rafforza la concorrenza sui mercati elettrici, semplifica e accelera il processo autorizzativo dei datacenter e prevede norme per affrontare la saturazione virtuale della rete. Il decreto è stato accolto con favore da Confindustria, il cui presidente, Emanuele Orsini, ha espressamente richiesto, attraverso un comunicato, di “monitorare che queste misure non incidano sullo sviluppo del settore energetico italiano”, auspicando nel contempo l’apertura di un confronto con l’Unione Europea sui temi energetici.

Tassazione delle pensioni: novità in arrivo da marzo

Non rientra nel decreto-bollette, ma tra le novità in arrivo nelle prossime settimane c’è anche l’entrata in vigore della riforma della tassazione delle pensioni, prevista per marzo, quando avverrà anche il conguaglio definitivo una tantum, tenendo conto di aliquote Irpef ridotte e arretrati di gennaio e febbraio.
In molti casi, l’incremento sarà visibile direttamente nell’importo netto. A marzo partiranno anche le nuove maggiorazioni sociali (previste per over 70, invalidi civili totali e con redditi bassi), con l’extra-rivalutazione (circa 20 euro al mese) degli assegni degli over 70 titolari di una pensione minima. Il risparmio fiscale massimo derivante dall’accorpamento delle aliquote intermedie Irpef al 33% è stimato attorno ai 440 euro annui, con incrementi mensili variabili tra i 3-4 euro per chi percepisce una pensione lorda di 30 mila euro l’anno e i 35-37 di chi arriva a 50 mila.

Le altre decisioni di Palazzo Chigi: dall’autonomia differenziata alle emergenze

L’ultima riunione del Consiglio dei ministri è stata ricca anche di ulteriori decisioni.
Sono stati innanzitutto approvati gli schemi di intesa preliminare con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, in particolare in materia di protezione civile e salute. Gli schemi saranno ora trasmessi alla Conferenza unificata per il parere e, successivamente, alle Camere per l’esame da parte degli organi parlamentari competenti. Sono state poi fissate le date delle elezioni amministrative 2026, che coinvolgeranno 626 comuni, con 15 capoluoghi (tra cui Venezia e Reggio Calabria): il primo turno si svolgerà il 24 e 25 maggio, l’eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno.
C’è infine il decreto legge che stanzia oltre 700 milioni per gli interventi urgenti resi necessari per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici legati al “ciclone Harry”, che hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia, e le conseguenze della frana di Niscemi. Ulteriori risorse, pari a 400 milioni, arriveranno da una apposita deliberazione di protezione civile.

Alberto Minazzi

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