Il 69% dei veneti ha un lavoro, porti e turismo volano, e l’economia green fa scuola in Europa. L’export soffre solo su USA e Regno Unito
Nonostante qualche nuvola all’orizzonte internazionale, il Veneto continua a camminare con passo sicuro.
Il Bollettino Socio-Economico della Regione conferma una crescita del PIL del +0,5% nel 2025 e +0,8% nel 2026, leggermente sopra la media nazionale.
La buona notizia è che l’occupazione rimane alta: nel terzo trimestre del 2025, il 69% dei veneti ha un lavoro, ben sopra la media italiana del 62,5% e la disoccupazione è contenuta al 3,1%, quasi la metà rispetto al 5,8% nazionale.
Insomma, chi cerca lavoro lo trova più facilmente qui che altrove in Italia.
Ma non è tutto oro: l’inflazione è risalita all’1,7% attestandosi a un livello un po’ più alto rispetto alla media italiana (1,3%), segnale che i prezzi tornano a correre, anche se lentamente.
Export in calo. Sorpresa dalla Spagna
Il Veneto rimane una terra di esportatori, ma il 2025 ha portato qualche ostacolo: nei primi nove mesi dell’anno, le vendite estere sono diminuite dello 0,6%, pari a 360 milioni di euro in meno rispetto al 2024.
Il colpo più duro è arrivato da USA e Regno Unito, con contrazioni rispettivamente del -5,9% e -20,8%.
Ci sono però settori che hanno visto aumentare l’export: l’agroalimentare è cresciuto del +5,7%, i macchinari dell’1% e l’oro del 2,4%. I mercati principali, Germania e Francia, hanno fatto registrare lievi recuperi (+1,4% e +1,9%), mentre la Spagna ha sorpreso con un +225 milioni di euro di export aggiuntivo.
Porti e turismo: Venezia e Chioggia volano
I porti di Venezia e Chioggia hanno chiuso il 2025 con numeri importanti: 26 milioni di tonnellate di merci (+5,1% rispetto al 2024) e 617.454 crocieristi (+3,4%).
E’ il turismo internazionale a spingere l’economia: i visitatori stranieri hanno speso in media 136 euro al giorno, valutando il soggiorno 8,9 su 10, lodando cibo, ospitalità e qualità degli alloggi.
Prospettive e sfide: mercato globale e stabilità interna
Il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita mondiale stabile al 3,3% anche per il 2026.
Ma i mercati restano instabili: tensioni geopolitiche e scenari internazionali impattano l’export veneto più della media italiana.
Ambiente e rifiuti: il Veneto è modello europeo
Sul fronte green, il Veneto è tra i leader italiani.
La raccolta differenziata nel 2024 è arrivata al 78,2%, con picchi oltre l’85% a Treviso e Belluno.
Il 72% dei rifiuti urbani viene avviato al recupero, e il tasso di riciclo di materia supera il 69%, già oltre l’obiettivo UE del 65% fissato per il 2035.
L’economia circolare non è solo un concetto: qui funziona davvero.
Popolazione in calo e invecchiamento: una sfida per il futuro
Nel Veneto che produce e lavora, tuttavia, la popolazione cala.
Al 1° gennaio 2025 i residenti erano 4.853.472, ma le previsioni segnalano un abbassamento progressivo.
L’invecchiamento è evidente: ci sono 203 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani.
Il trend colpisce anche le scuole: le classi prime e seconde della primaria sono diminuite fino al -15%, tanto che nelle aree rurali e montane sono aumentate le sezioni pluriclasse.



