Dagli oggetti proibiti alle etichette danneggiate, i nuovi scanner intelligenti trasformano le spedizioni e il commercio elettronico in un gioco trasparente, senza bisogno di aprire fisicamente un pacco
Avviene tutto in pochi secondi.
Il pacco passa sullo scanner e viene subito analizzato: densità, forme, materiali, liquidi, persino minuscoli componenti elettronici. Senza aprirlo.
Le nuove tecnologie trasformano lo shopping online: nulla sfugge al grande occhio digitale che non dorme mai.
Anche armi, droghe, oggetti proibiti… tutto viene individuato in un istante.
Il futuro della dogana è qui: smart, rapido, implacabile.
I moderni scanner: l’Ai ben oltre i raggi X
Grazie all’intelligenza artificiale, gli scanner sono ormai diventati una sorta di veri e propri “assistenti diagnostici automatici”.
Sono addestrati a riconoscere a fini di sicurezza non solo armi da fuoco, da taglio e altri oggetti appuntiti, ma anche le loro singole componenti, non solo bombe e detonatori classici, ma un’ampia serie di dispositivi esplosivi e fili sospetti, così come materiali plastici o ceramici difficili da distinguere a occhio nudo.
Attraverso la densità e la forma è inoltre possibile identificare grazie alla scansione a 360 gradi e agli algoritmi liquidi e oggetti comuni, ma anche dispositivi elettronici non dichiarati. Il sistema utilizzato nelle Dogane è in tal modo in grado di segnalare ai funzionari, in tempo reale e senza un’intrusione fisica all’interno di pacchi e bagagli, eventuali anomalie e possibili frodi che al contrario, potrebbero facilmente sfuggire ai controlli esclusivamente manuali o, al massimo, basati su regole statiche.
Gli scanner e l’e-commerce
Tutte queste opportunità, in questo caso ai fini della miglior gestione dei flussi delle spedizioni, possono risultare utili anche per rilevare eventuali danni, calcolare le esatte dimensioni del plico o leggere etichette e codici anche quando danneggiati o mal posizionati. E i moderni scanner con Ai sono uno strumento fondamentale in particolare per il monitoraggio delle merci vendute e spedite attraverso i canali di commercio elettronico, che non solo registra volumi in continua crescita, ma si presenta anche come un ambito particolarmente esposto ai rischi di illecito, a partire dall’elusione dei dazi e dalla sottofatturazione. Una problematica evidente già nei numeri, visto che il tasso di difformità delle dichiarazioni doganali è passato dall’8,3% del 2023, quando i controlli hanno superato quota 29 mila, al 10,5% del 2024, a fronte dell’analisi di circa 45 mila dichiarazioni.
Piccoli pacchi e altre strategie 2026 dell’Agenzia delle Dogane
Per questi motivi, l’Agenzia delle Dogane ha posto per esempio particolare attenzione, nella propria strategia per il 2026, alle spedizioni sotto i 150 euro in arrivo da Paesi esterni all’Unione Europea, pur senza far venir meno i controlli su accise, alcol, tabacchi e mondo dei giochi. Le linee di indirizzo antifrode per l’anno in corso si basano principalmente su 2 pilastri: innovazione tecnologica e rafforzamento della cooperazione tra istituzioni, tanto a livello nazionale, quanto su scala europea e internazionale, anche ai fini del contrasto alla criminalità organizzata e della garanzia di un’equa concorrenza. L’Ai, dunque, risulta sempre più centrale, sia nel concreto supporto ai funzionari operativi sul campo, sia nella prospettiva dell’analisi del rischio, per la quale è stato potenziato l’organico con l’assunzione di professionisti esperti di big data.
Alberto Minazzi



