Le nuove norme in vigore da metà febbraio consentono radiazione e rottamazione. Ma restano numerosi i “buchi neri” nel parco circolante in Italia
Il parco automobilistico italiano è pieno di “fantasmi”.
Sugli oltre 53 milioni di veicoli circolanti, sono innanzitutto circa 8 milioni i veicoli immatricolati non assicurati o non sottoposti a revisione periodica. E “fantasma” possono essere anche le targhe, come emerso per esempio in un’inchiesta condotta dal giornale di settore “Quattroruote” sulle immatricolazioni irregolari di circa 1500 veicoli di lusso usati provenienti dall’estero, che dunque non possono circolare nonostante i proprietari abbiano agito in maniera assolutamente lecita e abbiano poi regolarmente pagato bolli e assicurazioni.
In questo caso, come quelli dei purtroppo non così insoliti acquisti online con mancata consegna del mezzo dopo l’avvenuto pagamento, siamo chiaramente nell’ambito di truffe. Ci si muove invece nell’ambito della piena legalità quando si parla di fermi amministrativi. Che però, a causa della burocrazia, troppo spesso si traducono non nell’obiettivo verso il quale vengono presi i relativi provvedimenti, bensì in un intasamento degli spazi pubblici, contribuendo al degrado urbano.

Il problema delle auto in fermo e la loro rottamazione
Proprio riguardo alle auto da molto tempo sottoposte a fermo, qualcosa, però, adesso è cambiato.
Per capire l’entità del problema è sufficiente dire che si tratta di circa 4 milioni di automobili che, come sottolinea Federcarrozzieri, sono in pratica “congelate” in una condizione di inutilizzabilità. Secondo le stime, aggiungono i carrozzieri, circa 1 auto su 4 di quelle in fermo è ormai letteralmente fuori uso, costituendo una vera e propria carcassa che non può essere altro che demolita. La distruzione fisica del mezzo, però, fino al 15 febbraio 2026, quando è entrata in vigore una nuova legge, non era consentita. Così come la radiazione del veicolo, attraverso la cancellazione dal Pra e dagli altri pubblici registri. Con le novità appena introdotte, verranno dunque meno queste limitazioni, concedendo non solo ai proprietari, ma anche ai Comuni e alle altre Amministrazioni locali, di avviare le procedure di rottamazione e radiazione, raggiungendo in tal modo, tra l’altro, la liberazione delle strade e delle aree pubbliche occupate dalle inquinanti e ingombranti carcasse.

Tra auto richiamate e assicurazioni: il tema della sicurezza
La nuova legge si occupa anche di un altro tema automobilistico, con una norma dedicata alle auto richiamate dai produttori a causa di difetti di fabbricazione che potrebbero comprometterne la funzionalità, rendendole in tal modo potenzialmente pericolose. Le case automobilistiche, in questo caso, sono chiamate a effettuare entro 2 anni dalla segnalazione interventi per risolvere le problematiche tecniche: qualora questo intervento non venga effettuato in tempo utile, la novità riguarda l’introduzione di un nuovo database in cui verranno inseriti tali modelli, con conseguenti sanzioni per chi non ha completato la campagna di richiamo. Pur importante ai fini della sicurezza della circolazione, l’eliminazione di queste auto dal parco circolante lascia però aperte le altre problematiche, di sicurezza ma rilevanti anche ai fini dell’inquinamento, legate all’età dei veicoli (oltre 5 milioni delle auto senza revisione o non assicurate appartengono alle categorie emissive più basse e le “Euro 0” complessivamente ancora circolanti superano i 3,5 milioni, di cui 2,1 milioni sotto i 1400 cc, pari a 1 utilitaria su 7). Così come andrebbe effettuato un intervento per fronteggiare il problema dei veicoli non assicurati, che secondo le stime di Ania rappresentano il 6,1 del totale del parco circolante. Le soluzioni, in tal senso, non mancano, come testimonia l’esempio irlandese, dove il tasso è stato dimezzato dal 2022 al 2024 con l’introduzione di un sistema che facilita l’individuazione dei conducenti fuori norma.
Alberto Minazzi



